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Arnold Schwarzenegger piccolo

Arnold Schwarzenegger, la scoperta: è stato piccolo, e non è stato facile

Arnold Schwarzenegger è un gigante, in molti sensi. Non solo fisicamente. Eppure anche lui è stato piccolo: un’infanzia difficilissima che, prova dopo prova lo ha fatto crescere. Ma qualcosa di riporta sempre alle origini, come prova una foto che abbiamo ritrovato, e che lascia allibiti. 

Per noi, che non siamo Mister Universo né stelle del cinema, è importante avere ogni tanto dei riferimenti solidi, rocciosi, che ci tengano ancorati alla convinzione che, almeno per qualcuno, la vita non è una catena di continue incertezze, alti e bassi, illusioni e delusioni, gioie e dolori.

Arnold Schwarzenegger piccolo
Arnold Schwarzenegger da piccolo – Boomerissimo.it

Abbiamo bisogno di qualcuno di più grande di noi, e Arnold Schwarzenegger si è sempre prestato benissimo alla bisogna, e pure con quel tocco di ironia che non guasta. Gigantesco, montagnoso, durissimo (almeno nei film), quasi infallibile in qualsiasi impresa, dal body building al salto nel cinema, fino addirittura alla politica. Schwarzenegger, immigrato di peso, di stazza massiccia e di talento roccioso è riuscito ad arrivare fino al limite massimo concesso a qualcuno che non sia nato cittadino americano: governatore della California. Un gigante.

Anche i giganti nascono piccoli

A idealizzare un personaggio così, capace di trasformare tutto in oro, a cominciare da se stesso, c’è il rischio di trasformarlo in un semidio, una specie di essere soprannaturale, disceso da chissà quale Olimpo. 

Arnold Schwarzenegger piccolo
Arnold Schwarzenegger e il padre Gustav – Boomerissimo.it

Ma in realtà Schwarzenegger è molto più grande di così. È un uomo che è stato piccolo, in una famiglia difficile. Un bambino che ha subito abusi da un padre alcolizzato, un ufficiale nazista spezzato dalla guerra e da una madre emotivamente altrettanto difficile e violenta. 

“L’Austria era un paese di uomini distrutti. Penso che ci siano stati momenti nei quali mio padre ha davvero lottato per rimanere in sé”
—Arnold Schwarzenegger

Schwarzenegger non solo è stato capace di sopportare tutto questo e di crescere in una situazione che ha invece distrutto e ucciso suo fratello, alcolizzato come il padre, morto in un incidente stradale. 

Schiacciato dalle difficoltà e dall’ambiente soffocante di una casa che cercava di distruggere anche lui, il piccolo e ancora gracile Arnold ha trovato nella palestra e nel culto del fisico lo sfogo e il sostegno per crescere, non solo fisicamente. Nella fatica, nel sudore, nell’impegno quotidiano ai limiti della sopportazione, il “piccolo” Arnold dimenticava la fatica opprimente di vivere, in una famiglia dalla quale era impossibile sapere cosa aspettarsi. Tenerezza, botte, comprensione, ferocia psicologica ai limiti del sadismo. Un comportamento schizofrenico che avrebbe potuto distruggere un ragazzo la cui forza psicologica doveva ancora formarsi.

“Aveva ragione Nietzsche: tutto quello che non ti uccide ti rende più forte”
–Arnold Schwarzenegger

Nulla era certo. Solo lo specchio, i muscoli che crescevano insieme alla sua abilità di mostrarli erano qualcosa di prevedibile, un impegno che portava un risultato diretto, misurabile, rassicurante. 

Ed è a forza di darsi questo sostegno che Arnold Schwarzenegger è diventato il più giovane Mister Universo della storia, e rapidamente anche molto di più, una volta capito che la sua statura non era solo fisica e muscolare, ma anche caratteriale. E che il personaggio che aveva creato intorno al suo nocciolo di incertezza era capace di trascinare, intrattenere, forse persino motivare, un immenso seguito di spettatori.

A volte, piccoli si torna

Schwarzenegger è quello che molti potrebbero considerare un role model, non solo per la capacità di affrontare le difficoltà della vita e di superarle, ma anche per quella di raccontarle. Cosa che ha fatto, senza farsi sconti, e senza ignorare nemmeno passi falsi drammatici, in una recente docu serie di Netflix. Tutto questo riguarda il suo lato interiore, emotivo, umano. 

Arnold Schwarzenegger parla di suo padre – Boomerissimo.it

Ma è innegabile che Schwarzenegger è stato prima di tutto, e senza alcuna remora, prima di tutto una colossale presenza fisica. Un gigante il cui lato umano abbiamo scoperto molto dopo il suo, come dire, ingombro muscolare, che ne ha fatto un supereroe naturale. Indiscutibilmente gigantesco. 

La vita, anche quella di una star, e specialmente quella di una star dotata di una considerevole capacità di sorridere di se stessa, può riservare sorprese interessanti. E non stiamo parlando di quei corsi e ricorsi della storia, che un momento ti esaltano, un altro ti riportano al punto di partenza. Ma proprio di una questione di dimensioni, centimetri, chili.

Anche ad Arnold Schwarzenegger, la montagna umana, il gigante, un giorno è successo di tornare piccolo, o quanto meno di sembrarlo. 

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A raccontarlo c’è una foto scattata sul set di Conan Il Barbaro, nel 1983. Un’altra sfida pazzesca di Arnold, quella che lo ha catapultato nel mondo del cinema, trasferendo su pellicola la sua incredibile massa. Un film strano ed eccezionale da più di un punto di vista (basti pensare che a lavorare sulla sceneggiatura fu chiamato nientemeno che Oliver Stone, forse l’autore più lontano che si possa immaginare da una saga fantasy di questo tipo).

Per rendere la sua impresa ancora più straordinaria, Schwarzenegger decise che nel film sarebbe apparso non come una figura dominante, ma… piccolo. 

Non avrebbe seguito le orme di tanti attori del passato, che pur di torreggiare sui loro comprimari ricorrevano pure a qualche trucchetto con i tacchi interni agli stivali. Ne sono esempi sia John Wayne che Michael Landon

Arnold Schwarzenegger, “piccolino” tra Wilt Chamberlain e André The Giant, sul set di Conan – Boomerissimo.it

No, Schwarzenegger volle al suo fianco due giganti ancora più giganti di lui: Walt Chamberlain, ex cestista passato al cinema di genere e André The Giant, wrestler fuori misura, che un tempo sarebbe stato un vero fenomeno da circo. 

Il risultato lo vedete in un’immagine in cui Arnold Schwarzenegger, il grande, risulta poco più di un nanerottolo, senza alcuna imponenza fisica. Minuscolo, quasi insignificante. Una scelta di cast contro la logica, contro ogni tradizione di Hollywood. Una scelta all’altezza di Arnold Schwarzenegger, l’uomo che aveva scoperto sulla sua pelle che, a volte è proprio chi ti schiaccia e sembra ridurti a niente, che ti fa diventare grande. 

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E così è stato. Da Conan in poi, la leggenda di Schwarzenegger è decollata. Da una famiglia in pezzi è nato Mister Universo. Da un barbaro schiacciato in mezzo ai giganti, è nata la grandezza del divo Arnold Schwarzenegger.

Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.it®

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