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Sbarco sulla Luna

Sbarco sulla Luna: Tito Stagno ci aveva fregati?

Se lo sbarco sulla Luna non lo ricordate di persona, l’avete visto in qualche documentario. Ma abbiamo visto la vera realtà o i teorici del complotto dell’Area 51 potrebbero avere qualche ragione? 

Non è il primo ricordo della mia vita (quello è la copertina di Topolino con Moby Duck che pilota la sua baleniera), ma ci va abbastanza vicino.

Sbarco sulla Luna
Tito Stagno – Boomerissimo.it

Mio papà che si affaccia affannato nella cameretta dove stavo giocando e mi porta in salotto dove la nostra vecchia TV in bianco nero (non ancora la mitica Brionvega anni ‘70, ma ancora quella con il cassone trasformatore/stabilizzatore) è accesa. 

Dentro si vedono immagini piuttosto nebbiose e un giornalista di TG allora piuttosto noto, che credo fosse inviato in America o comunque parlava l’inglese, che era quasi lo stesso. Era un Tito Stagno con lenti più spesse e appannate del solito che stava commentando con grande carica emotiva un avvenimento che si dipanava, lentissimo, e pieno di lunghissime attese, sotto i nostri occhi: l’uomo stava scendendo per la prima volta nella storia sulla Luna: stava conquistando il cosmo. Armstrong mosse i primi passi incerti con i suoi piedoni su quella superficie che appariva polverosa, morbida.

“Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità”.
–Neil Armstrong

Onestamente, la frase divenuta storica, in quel momento non la ricordo. Mi è diventata familiare dopo. Ricordo però che pur nei miei cinque anni qualcosa della storicità del momento mi era comunque arrivata. Forse non proprio tutto, ma il sentimento lo ricordo bene. E ricordo che formò la mia convinzione che appena avessi potuto, avrei puntato alla carriera di astronauta. Un’idea che solo col tempo ho capito non sarebbe mai stata adatta a me. Anche solo per ragioni fisiche.

Fu tutto un complotto?

Devo ammettere che per mio costume mentale, tendo a non avere simpatia per le teorie complottistiche. Qualche complotto di tanto in tanto è avvenuto, ma in genere le cose hanno sempre spiegazioni molto più semplici ed essere affezionati a teorie alternative su tutto lo considero una forma di disturbo mentale.

Sbarco sulla Luna
Sulla Luna (NASA – Public domain) – Boomerissimo.it

In più, appunto, lo sbarco sulla Luna io l’ho visto e quindi fino a oggi, fino al momento in cui ho deciso di scrivere questo articolo dopo avere ottenuto l’assenso della Fondatrice (che si trova sulle mie stesse posizioni scettiche riguardo alle macchinazioni troppo complesse), ho sempre provato un certo fastidio per la sola idea che qualcuno credesse al falso sbarco sulla Luna. 

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Dopo molto tempo ho deciso però di aprire una pagina nuova e provare a mettere insieme senza preconcetti i pro e i contro delle teorie “alternative” e di quella ufficiale. Via i pregiudizi, vita nuova.

Il movente del grande inganno

Ogni delitto che si rispetti ha bisogno di un movente e quello del grande complotto lunare, secondo i suoi autori, è che in quello scorcio finale di anni ‘60 la fiducia nelle istituzioni americane era in profonda crisi. 

Un presidente amatissimo ucciso davanti agli occhi del mondo, una guerra in Vietnam che si indirizzava già ad essere la prima “non-vittoria” dell’impero a stelle e striscie. Astronauti e cagnette sovietiche che svolazzavano in orbita, dando corpo all’illusione del Primo Segretario Kruschev che l’Urss avrebbe in pochi anni sorpassato gli Usa capitalisti, nell’influenza mondiale, nell’economia e nella scienza. 

Oggi che conosciamo il finale della storia, gli anni di Reagan e di Gorbachev e il fatale logoramente che avrebbe portato l’Urss a essere uccisa da un panino, tutto ciò ci sembra lontanissimo. Ma in quel 1969 gli USA avevano davvero bisogno disperato di un colpo si reni. Se non ci fosse stato lo sbarco sulla Luna avrebbero dovuto invantarlo, e secondo qualcuno l’hanno fatto. 

Le teorie principali

Dettagli strani, apparentemente inspiegabili hanno da decenni formato il carburante delle principali teorie del complotto. Vediamone alcune tra le più famose:

  • Le ombre nelle foto  

 Le immagini scattate sulla Luna mostrano ombre alquanto strambe, non parallele, che sembrano originate da fonti di luce diverse. Una cosa che capita negli studi cinematografici e fotografici, dove sono collocate molte luci artificiali in posizioni diverse. Gli esperti spiegano però che questo fenomeno è dovuto alla prospettiva e alla superficie irregolare della Luna, che non era affatto piana e liscia come mi era sembrato nellla cronaca in diretta di quel televisore nebbioso. 

  •   La bandiera svolazzante

In alcune immagini, la bandiera americana piantata dagli astronauti sembra proprio muoversi al vento, nonostante la mancanza di vento sulla Luna. Un dettaglio inconfutabile del falso, che ha fatto dire a molti pseudoesperti il fatale “Gotcha”! In realtà, la bandiera aveva una barra orizzontale per mantenerla aperta e furono i movimenti degli astronauti durante l’installazione a causare quel particolare effetto ondulatorio.

  • L’assenza di stelle nelle foto

 Le immagini scattate dagli astronauti non mostrano stelle nel cielo lunare. Malissimo, dice chi riesce a vedere le cose oltre l’apparenza allestita dai poteri forti. In studio non ci sono stelle, ed ecco spiegato tutto. 

Non è proprio così’, perché la luminosità della superficie lunare e le tute bianche dei cosmonauti tendevano a sovraesporre le foto come capita quando si fotografa sulla neve. Per noi boomer fotoamatori, che un tempo giravamo dotati di esposimertro, la spiegazione non ammette repliche. Con tutto quel chiarore devi chiudere il diaframma di un paio di stop, e il risultato è neve (o luna) bianca ma non bruciata, e cieli molto scuri, nei quali è normale che i puntini delle stelle scompaiano. 

Sbarco sulla Luna
Armstrong, Aldrin e Collins (Nasa – Public domain) – Boomerissimo.it

Se eravate tipi da Kodak Instamatic o le foto avete cominciato a farle con macchine e telefoni che fanno tutto da soli, fidatevi. Anche loro chiudono il diaframma di due stop, ma non perdono tempo a spiegarvelo. E il cielo è scuro anche per loro.

  • Il modulo non lascia il segno

Alcuni si chiedono perché le impronte degli astronauti siano così visibili, dei bei piedoni nella polvere, mentre i segni lasciati dal modulo sono leggerissimi o non si vedono del tutto. La risposta della scienza c’è anche in questo caso: il peso del modulo (in ogni caso piuttosto leggero) è distribuito mentre gli astronauti lo concentrano sull’area relativamente piccola degli stivali, che per questo affondano di più.

I dubbi e i misteri alimentati da testate e canali social che hanno bisogno di emozioni forti, e di una certa credulità popolare, per monetizzare, non sembrano reggere rispetto alle controargomentazioni della scienza, o almeno così pare a noi. 

Le prove dello sbarco

Le teorie complottiste giocano sull’immaginazione e sul sospetto ma le prove dello sbarco lunare sono abbastanza oggettive e, onestamente, schiaccianti.

Tito Stagno sulla luna – Boomerissimo.it
  • I campioni di rocce lunari 

Gli astronauti delle missioni Apollo hanno riportato sulla Terra 382 chilogrammi di rocce lunari, che sono stati analizzati da laboratori indipendenti in tutto il mondo e presentano caratteristiche uniche impossibili da replicare sulla Terra.

  • Le foto satellitari dei siti di atterraggio

Le immagini ad alta definizione scattate dalla Lunar Reconnaissance Orbiter mostrano chiaramente i resti dei moduli lunari e persino le tracce lasciate dagli astronauti sulla superficie.

  • La complessità della cospirazione 

Il numero di persone coinvolte, quando diventa enorme, rende impossibile qualsiasi cospirazione, come ben sa chiunque abbia cercato di organizzare una festicciola a sorpresa all’insaputa di qualcuno. Nessun cospiratore si arrende mai alla logica ma le 400.000 persone coinvolte nel progetto Apollo, tra scienziati, tecnici e ingegneri dovrebbero mettere a dura prova l’entusiasmo complottisma. Non può semplicemente succedere che tante persone se ne stiano tutte zitte, quando le motivazioni a parlare sono ghiotte: esclusive TV, libri, fama. Meghan e Harry ci campano da un bel po’, per ricordarne solo due. Tra i 400.000 a qualcuno l’idea sarebbe venuta. È matematico. . 

  • Le trasmissioni radio e TV

 I segnali delle comunicazioni tra gli astronauti e la base terrestre furono captati da osservatori indipendenti in tutto il mondo, professionisti e radioamatori, entità statuali e privati cittadini. Anche in questo caso la possibilità di metterli d’accordo tutti era inesistente. Non piacerà ai fantasiosi ma la somma delle prove dà ragione inconfutabile a Tito Stagno e scacco matto ai complottisti. Ci sarebbe piaciuto chiudere con un verdetto più aperto ma purtroppo è impossibile.

La risposta defiitiva di Buzz Aldrin

Buzz Aldrin era uno degli astronauti a bordo di quell’Apollo, e di lui Boomerissimo vi ha già raccontato le preferenze automobilistiche. Graduato a West Point, pilota da caccia in Corea, ingegnere laurato al Mit di Boston, astronauta e secondo uomo sbarcato sulla Luna, Aldrin ha idee piuttosto chiare sullo sbarco. 

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È un uomo gentile e a modo. Ma di fronte alla insistenza troppo sfrontata di un portatore di verità alternative ha dato al problema una risposta definitiva, che si può ammirare negli ultimi secondi del breve video, quando l’entusiasta complottista grida in faccia ad Aldrin “mentitore” e “codardo”.

Buzz Aldrin, pugno sul naso al complottista – Boomerissimo.it

L’uomo aveva 70 anni suonati all’epoca del video, ed è una leggenda. La sbarco sulla Luna, invece, sembra proprio essere una solida realtà.

Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.com

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