Non si è mai capito se la CIA sia una oscura e potentissima organizzazione che muove il mondo a suo piacimento, oppure una compagnia di clown con troppi soldi da spendere. I complotti contro Fidel Castro fanno propendere per una delle due ipotesi. Quale?
Mi è già capitato di raccontare qui su Boomerissimo come alcune complicate vicende familiari mi abbiano definitivamente vaccinato da ogni possibile simpatia verso dittature di qualsivoglia tipo e colore.

Ne conosco bene, non dall’interno ma quasi, l’orrore. Ma visto che ho avuto la fortuna di vederle o di ricordarle da una confortevole distanza di sicurezza, tendo ad inquadrarle nel loro aspetto più ridicolo. Quello che ci hanno mostrato geni come Charlie Chaplin o Woody Allen. Le risate uccidono il pomposo fascino di questi pericolosissimi ometti in divisa. Un’arma efficacissima, che i regimi hanno sempre temuto. Il problema può nascere quando questo concetto viene preso troppo alla lettera, come è capitato ad un’agenzia che in teoria avrebbe il compito di combattere questo tipo di minacce con altri mezzi, non sempre dei più raccomandabili. Stiamo ovviamente parlando della CIA. “L’agenzia”, quella istituzione che nella sua ormai quasi secolare attività è riuscita ad inciampare negli infortuni più incredibili, talvolta nella vergogna. Ma che nei numerosi tentativi di eliminare Fidel Castro si è più che altro coperta di ridicolo. Sulla dubbia moralità delle sue azioni un servizio segreto può decidere talvolta di sorvolare. Molto più difficile è uscire indenni da una catena di avventure degne di Will Coyote.
Fidel Castro e la CIA, un amore finito male
Tutti amiamo pensare alla politica mondiale come a un grande gioco di scacchi, in cui grandissimi maestri si confrontano elaborando piani di inarrivabile astuzia. Sin dagli inizi il rapporto tra Fidel Castro e la CIA ha ricordato sì una partita di scacchi. Ma una di quelle rovinate dall’arrivo imprevisto del cane di famiglia, che spazza la scacchiera con la coda, tra grida e bestemmie dei protagonisti.
Diffidiamo dalle storie semplicistiche. La storia della rivoluzione cubana è stata raccontata molte volte come il confronto tra Fulgencio Batista (il dittatore corrotto che aveva fatto di Cuba il deposito di immondizia degli americani) e una insurrezione idealista, nemica sia del dittatore che dei “Gringos”. Le cose furono più complesse. Batista, che era certamente in ottimi rapporti con alcuni cittadini americani, e precisamente con le organizzazioni mafiose che spadroneggiavano a Chicago e altrove, era diventato negli anni ‘50 un’enorme fonte di imbarazzo per il governo americano, oltre che un ostacolo nella lotta al crimine organizzato. Il gruppo di barbuti guerriglieri, cresciuti nelle buone famiglie di Cuba, dalle solide convinzioni democratiche e una fede apparentemente incrollabile nelle virtù del Libero Mercato, della Libera Stampa e della Libertà in generale, sembrava agli Stati Uniti un’occasione troppo ghiotta per farsela sfuggire. Un ricambio a Cuba, per renderla più presentabile e meno pericolosa per l’ordine pubblico americano. Pur con qualche dubbio e incertezza, Castro e i suoi barbudos furono sostenuti politicamente e finanziariamente, fino alla sospirata “Victoria!”. Fu il primo dei molti errori di calcolo dell’Agenzia.
Attento a quello che desideri
Si discuterà per sempre, senza mai arrivare a una certezza definitiva, se Castro sia sempre stato, segretamente, comunista e nemico degli USA, o se la sua tardiva svolta marxista-leninista sia nata da una di quelle escalation drammaturgiche, che possono capitare nelle liti tra ex-innamorati. Sicuramente i suoi primi passi alla guida di Cuba non furono quelli che il Dipartimento di Stato sperava, le reazioni americane indispettirono Castro. Tra nazionalizzazioni di aziende americane, prime sanzioni americane allo zucchero cubano, scambi verbali e diplomatici degni della Guerra dei Roses, si arrivò al conflitto a fuoco: la tentata contro-rivoluzione fallita con perdite e disonore alla Baia dei Porci, nel 1961. Un fallimento catastrofico del mini esercito Cia che costò molte vittime, tra cui probabilmente quella di Kennedy, circa tre anni dopo.
Il conflitto crescente con gli USA spinse Cuba a pieno titolo (e con qualche ragione, dal suo punto di vista) nel campo sovietico. Dopo pochi mesi dalla “Victoria” il compito della Cia diventò eliminare il “mostro” che lei stessa aveva contribuito a creare. Non era la prima volta che qualcosa del genere succedeva nella storia, non sarebbe stata l’ultima. Mai come nel pericoloso campo del “regime change” vale il principio aureo “attento a quello che desideri”. Quella di Castro e di Cuba divenne per gli Stati Uniti una vera e propria ossessione, una ferita così dolorosa da offuscare tutto lo scenario mondiale, e spesso la capacità di giudizio. Pare che i tentativi di assassinare il leader Cubano siano stati oltre 1400, almeno secondo il calcolo forse un tantino mitologico dell’interessato. Furono comunque troppi e molti sono quelli che rientrano a pieno titolo nel campo del grottesco. È possibile che su Boomerissimo tratteremo i più assurdi. Cominciando, questo è certo, dal più assurdo di tutti.
Un attentato completamente fuori di testa
A 1960 avanzato, i tentativi di assassinare Castro erano stati ormai più di uno, tutti più o meno uniti dalla fiducia quasi incrollabile nell’ingegnosità americana e nella capacità dei laboratori segreti di produrre trappole velenose, esplosive o persino batteriologiche capaci di mettere fuori gioco l’avversario.

Una storia in cui gli aspetti drammatici e la dubbia etica dell’essassinio di un capo di stato, questioni indubbiamente gigantesche, riescono a passare in secondo piano di fronte alla cialtroneria cartoonesca dell’esecuzione, e dei consecutivi fallimenti. Forse per questo, ormai in preda all’assoluta disperazione, nel 1960 la CIA decide di provare una strada nuova, quasi futuribile nella sua concezione. Si decide che l’eliminazione fisica non è necessaria, forse persino controproducente. Il barbuto leader non solo sta portando Cuba nella corrente che la salderà al nemico sovietico. Con il suo fascino romantico di rivoluzionario tropicale, l’autorità di Castro sta spargendosi come fuoco nella sterpaglia delle opinioni pubbliche occidentali, degli studenti e di tutto un mondo che sta cominciando a vibrare delle scosse che porteranno infine al terremoto del 1968. Un assassinio politico non farebbe che peggiorare le cose. Si decide (dopo diversi assassinii falliti) che occorre un assassinio di immagine. Bisogna dare all’avversario un colpo capace di staccarlo dalla marea crescente dei suoi “followers”, per usare un concetto contemporaneo, che ha dimostrato la sua efficacia con la caduta di influencer che credevamo intoccabili. L’immaginosa CIA decide di colpire il leader cubano con un ritrovato chimico che comincia proprio allora la sua stagione d’oro. È il momento degli allucinogeni.
Sabotaggio psichedelico in diretta
L’idea non si sa se sia più folle o più geniale: mandare Fidel completamente fuori di testa nel corso di un discorso pubblico in diretta tv. Renderlo ridicolo, oggetto di scherno in tutto il mondo. Distruggerne l’autorevolezza con una risata. Appunto l’arma che qualsiasi autocrate teme di più.
Viene incaricata dell’esecuzione la Divisione Servizi Tecnici della CIA, che con zelo e acume scientifico mette gli occhi sull’ultima moda tra le droghe sintetiche: l’LSD o dietilamide dell’acido lisergico. Dal punto di vista strettamente tecnico, la mossa merita qualche apprezzamento perché l’LSD è allora ai suoi primi passi, è una moda che sta appena cominciando a dilagare tra musicisti, artisti e altri avventurosi “early adopters”. Sembra una cosa piuttosto cool, che esalta la percezione senza eccessivi rischi per la salute. I suoi inventori e propagandisti ne fanno un uso aperto. Solo col tempo si capiranno le conseguenze devastanti dell’LSD sul sistema nervoso. Quella con cui trafficano gli scienziati americani nel loro laboratorio segreto è ancora una sostanza piena di promesse. L’idea è quella di riempire di queste promesse il grande nemico cubano, mentre si accinge a un discorso televisivo. Saturare lo studio di LSD spruzzandolo nell’aria, facendolo circolare attraverso le prese di condizionamente. Il leader più cool del momento, a contatto con una dose da cavallo di una sostanza altrettanto cool dovrebbe finire fuori scala, fuori di testa, fuori controllo. Dovrebbe essere invaso da un attacco di creatività immaginifica devastante, allucinante, capace di spingerlo a sragionare del tutto di fronte al suo pubblico. Dovrebbe finire alterato, disorientato, invasato, ridicolizzato, auto annientato.
La passione orologiaria di Fidel – Boomerissimo.it
Un assassinio di immagine sicuramente immaginifico. Talmente colorito e fantasioso da far sorgere il dubbio che la sostanza del momento non sia stata del tutto estranea alla pianificazione di questo assurdo tentativo di attacco. Nel giro di qualche settimana l’effetto euforizzante delle sostanze che probabilmente hanno prodotto il piano, finisce però per affievolirsi. L’LSD in forma di aerosol, non è stabile, non è controllabile. Gli esperimenti non permettono di valutare le conseguenze né sul comportamento né sulla salute. E se la genialata di Castro chiacchierone ai microfoni dovesse concludersi con una strage in diretta, che metterebbe gli Stati Uniti sul banco degli imputati di fronte anche ai sostenitori più accesi? Ai piani alti, qualcuno più sensato di altri decide di alzare la paletta rossa e di fermare tutto. Langley ha detto stop. Che un piano del genere, all’inizio, sia riuscito a passare attraverso il filtro dei numerosi comitati e comandi che dovevano approvarlo è piuttosto sconvolgente. Eppure anche questo è successo, una testimonianza (se ce ne fosse bisogno) della disperazione Cia di fronte a quel genio barbuto, uscito dalla lampada americana e tramutatosi in un nemico apparentemente invincibile, invulnerabile, di giorno in giorno più pericoloso.
Ti piace Boomerissimo? Sostienilo con una piccola donazione a questo link
Non solo uno schiaffo morale, proprio nel “giardino di casa”. Ma ormai una minaccia strategica vera e propria, che in pochi mesi si aggraverà sempre di più, fino a portare il mondo a un passo dalla guerra nucleare. Certe storie si seppelliscono con una risata. Questa ha rischiato di seppellirci tutti.
Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.it


Rispondi