1° gennaio 1959: il giorno in cui Fidel Castro e il Che trionfano a Cuba. Come la Rivoluzione Cubana ha rovesciato la dittatura di Batista e cambiato la storia.
Il 1° gennaio 1959 si concludeva in trionfo la Rivoluzione Cubana, con l’arrivo a L’Avana delle vittoriose colonne di guerriglieri guidate da Ernesto “Che” Guevara (Ernesto Guevara de la Serna) e da Camilo Cienfuegos (Camilo Cienfuegos Gorriarán), tra l’esultanza della popolazione. Fidel Castro (Fidel Alejandro Castro Ruz) sarebbe giunto nella Capitale il successivo 8 gennaio, anch’esso accolto trionfalmente dalla folla.

Dal 26 luglio 1953 all’incontro con il “Che”
La Rivoluzione ebbe inizio il 26 luglio 1953, con il fallito assalto organizzato da Fidel Castro alla caserma “Moncada” di Santiago, con l’intento di iniziare la lotta armata contro la dittatura di Fulgencio Batista (Fulgencio Batista y Zaldívar). I rivoluzionari vennero uccisi o incarcerati; Castro, che venne arrestato, si difese da solo nel successivo processo-farsa (egli era, infatti, avvocato), proferendo la famosa frase: “Condannatemi, non importa, la Storia mi assolverà”. Rilasciato il 15 maggio 1955 in seguito a un’amnistia, Fidel partì (insieme ad altri compagni, tra i quali il di lui fratello Raúl) per un esilio volontario a Città del Messico: ivi conobbe Ernesto Guevara de la Serna, giovane medico argentino che venne soprannominato “Che” per il suo intercalare.
Lo sbarco e il ripiegamento sulla Sierra Maestra
Dopo un periodo di addestramento in Messico, ottantadue rivoluzionari partirono da Tuxpan alla volta di Cuba la notte tra il 24 e il 25 novembre 1956, a bordo di uno yacht denominato “Granma”.
Sbarcati sull’isola il successivo 2 dicembre, tre giorni più tardi vennero attaccati dalla Guardia Rurale di Batista: solo diciannove di essi si salvarono (tra i quali l’italiano Gino Donè Paro), ripiegando sulla Sierra Maestra e continuando la lotta sia con la guerriglia sia con la propaganda, con la creazione di “Radio Rebelde”, mediante la quale vennero presentate alla popolazione le idee rivoluzionarie del futuro Líder Máximo. Dopo aver resistito all’Operazione Verano (28 giugno 1958 – 8 agosto 1958) e aver ottenuto i successi nelle battaglie di La Plata (11 luglio 1958 – 21 luglio 1958) e di Las Mercedes (29 luglio 1958 – 8 agosto 1958), i castristi passarono alla controffensiva, sostenuti dai cittadini e persino da soldati dell’esercito batistiano contrari alle violazioni dei diritti umani ordinate dai loro superiori. La colonna guidata da Fidel Castro (e da suo fratello Raúl, nonché da Juan Almeida) marciò sulle province orientali verso Santiago, dove nel 1953 la Rivoluzione ebbe moralmente inizio; Guevara e Cienfuegos avrebbero, invece, rispettivamente liberato Santa Clara (ove dalle ore 5:00 del 29 dicembre 1958 al mezzogiorno del 1° gennaio 1959 ebbe luogo la battaglia praticamente decisiva della Rivoluzione) e Yaguajay, per poi ricongiungersi a L’Avana, come effettivamente accadde il 1° gennaio 1959.
Batista scappa
Il primo giorno dell’ultimo anno degli anni Cinquanta finì, dunque, la dittatura di Fulgencio Batista, un sergente autopromossosi generale che in realtà era un volgare assassino, un corrotto, un ladro, una sanguisuga mai sazia. Amico della mafia italoamericana, era un prosseneta che aveva ridotto Cuba a un paradiso del gioco d’azzardo e a un postribolo al servizio degli Stati Uniti, ove i gangster Meyer Lansky e Santo Trafficante Junior la facevano da padroni. Egli scappava alla chetichella (come, appunto, un ladro) nella Repubblica Dominicana, portando con sé trecento milioni di dollari (ovviamente sottratti alle casse dello Stato) e pochi fedelissimi.
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Dopo tanto tempo che non la vide padrona del proprio destino, per Cuba aveva inizio una nuova era, fatta di grandi cambiamenti, difficili battaglie e faticosi traguardi. Ma questa è un’altra storia.
Giuseppe Livraghi – copyright Boomerissimo.it®


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