Il leader cubano era ben noto per il suo amore per Rolex. Perché regalo a Gina Lollobrigida qualcosa di completamente diverso, e quali erano le caratteristiche di questo orologio rivoluzionario?
Gina Lollobrigida è stata una stella molto particolare nel firmamento dello show business italiano. Adoratissima per la sua esuberanza fisica, è stata una donna dagli interessi variopinti e dalla vita spesso sorprendente.

Pochi sanno che la sua carriera artistica cominciò prima di quella cinematografica, con l’iscrizione del 1944 all’Accademia di Belle Arti di Roma. Studi ambiziosi, che si pagò facendo caricature a carboncino, visto che la sua famiglia aveva perso tutto (per la precisione, un mobilificio) a causa di un bombardamento alleato. Non era l’obiettivo militare forse più logico, ma così succede nelle guerre. Dopo una carriera cinematografica luminosa, Gina riprese il suo amore per l’arte, diventò fotografa e giornalista, dimostrando che la bellezza e l’intelligenza non necessariamente sono nate per essere separate.
1974, l’incontro con Fidel Castro
Nel 1974 la Lollobrigida bruciò la concorrenza assicurandosi una intervista esclusiva con il leader della rivoluzione cubana, Fidel Castro. Un vero scoop, gli incontri adoranti di Gianni Minà col leader barbuto sarebbero arrivati solo molti anni dopo, seguendo il solco tracciato da questa improbabile, ma efficacissima giornalista.
L’intervista del 1974 segnò l’inizio di un rapporto di simpatia che sarebbe durato nel tempo. Ma quello che ci interessa di più è che proprio durante questo incontro, Fidel presentò a Gina un regalo estremamente interessante dal punto di vista storico, e anche parecchio rivelatore della mentalità di un capo politico che benché usualmente vestito in verde oliva, non trascurava gli sviluppi della tecnologia e del fashion. Personalmente, Fidel era legato ad una coppia di Rolex che lo avevano accompagnato sin dagli anni della Sierra (una storia che racconteremo molto presto in un prossimo articolo di Boomerissimo®). Ma nel 1974 il suo occhio attento aveva colto in pieno la rivoluzione digitale che di lì a poco avrebbe sconvolto completamente il panorama dell’industria orologiera mondiale, scuotendo dal profondo anche la sonnacchiosa e solo apparentemente immutabile Svizzera. Alla star italiana che lo intervistava, il leader galante pensò di presentare un dono non scontato, che esprimesse in pieno l’ammirazione per quella donna energica ed imprevedibile che avrebbe portato al mondo il suo messaggio: si procurò qualcosa di adatto ai tempi in rapidissimo mutamento.
Seiko titanium, il nuovo gioiello tecnologico
L’era digitale era in pieno boom, avrebbe sedotto anche appassionati di orologi tradizionalissimi, come Gianni Agnelli. Il modello che colpì Castro era un po’ diverso dai patacconi con i numeri rossi e da certe esperimentazioni in stile Spazio 1999.

Era anzitutto un Seiko, marchio dei più solidi, lanciato dal visionario Kintaro Hattori nel 1892. Hattori aveva sempre puntato alla qualità meccanica assoluta, e all’innovazione. Forse l’attenzione di Fidel era stata attratta sul marchio nipponico già nel 1964, quando Seiko aveva conquistato il ruolo di cronometrista ufficiale delle olimpiadi di Tokyo: un’esplosione di prestigio e di notorietà internazionale. Nel giro di pochi anni, Seiko avrebbe scosso il mondo con un’altra rivoluzione: il primo orologio al quarzo del mondo, il Seiko Quartz Astron del 1969. Un terremoto che (non ce ne vogliano gli appassionati di politica) avrebbe cambiato il mondo in modo più duraturo ed efficace anche della Revolucion tropicale di Castro e Che Guevara.
“A GINA CON AMMIRAZIONE
FIDEL CASTRO”
–dedica di Fidel Castro
Per Gina, Fidel scelse il più raffinato, e insieme il più tecnologico, della gamma Seiko disponibile a quel tempo: uno splendido modello digitale realizzato in titanio, metallo prezioso e futuribile, più adatto dell’oro a un orologio dalle caratteristiche così innovative. Sulla cassa Fidel fece incidere da un artigiano di fiducia una dedica sincera, in italiano e tutta a lettere maiuscole.
Il Seiko di Fidel a Gina, le caratteristiche
L’orologio dalle linee semplici e moderniste era certamente un “pezzo da conversazione” nel 1974 le sue caratteristiche erano:
- Cassa in Titanio rettangolare di 37mm x 41mm
- Quadrante digitale a LCD
- Movimento al quarzo
- Bracciale in titanio
- Funzioni multiple comandate da tre pulsanti sul fronte
La classe e la leggerezza del titanio davano a questo pezzo importante, certamente non un orologetto da signora, un’aura decisamente unica. Il Titanio sarebbe presto diventato un materiale simbolico di Seiko con il lancio del primo orologio subacqueo in titanio, strumento estremo lanciato nel 1975 e capace di scendere a 600 m di profondità.
I tre pulsanti sul fronte avevano funzioni comuni ai Seiko digitali del tempo e consentivano di utilizzare l’orologio in una varietà di funzioni, da quella di calendario, al cronometro.
- Mode: consente all’utente di navigare tutte le modalità dell’orologio: ora, cronometro, sveglia, calendario, fusi orari. Il pulsante di modalità è l’hub essenziale per muoversi tra le varie funzioni, visualizzare regolare. Nel 1974 si trattava ancora di qualcosa di spaziale.
- Impostazione e reset: utilizzato per impostare o reimpostare le funzioni all’interno di ogni modalità. Per esempio per settare l’ora esatta una volta per tutte, oppure per azzerare il cronometro, quando lo si sta utilizzando.
- Avvio/arresto: solitamente utilizzato per avviare e arrestare il cronometro, serve anche per confermare le impostazioni o attivare e disattivare funzioni specifiche, come la sveglia.
Il significato e il destino di un orologio rivoluzionario
L’orologio donato da Fidel Castro ha accompagnato Gina Lollobrigida durante tutta la sua lunga e movimentata vita. Meno tradizionale e appariscente dei suoi gioielli, non le era però meno prezioso. Un segnatempo storicamente significativo come pochi altri al mondo, perché intriso della personalità di ben due personaggi che hanno fatto, ognuno a modo suo, il nostro tempo, e che sarà impossibile dimenticare. La vita complessa e movimentata di Gina ha determinato anche il destino finale dell’orologio. La Lollobrigida si è lasciata alle spalle un’eredità particolarmente complessa da gestire, ricca di doni, preziosi e pezzi d’arte ma anche di debiti. Le aste che Christie’s ha tenuto per i gioielli rimarranno memorabili. Il Seiko di cui parliamo è invece andato all’asta a Genova, per la casa d’aste Wannenes. Al momento in cui scriviamo è ancora impossibile sapere a quale livello si fermerà il martelletto del banditore. Basterà un’offerta monetaria, per quanto cospicua a compensare il valore di un oggetto così straordinario? Probabilmente no, ma certamente sarà una boccata d’ossigeno che appianerà qualche disputa ereditaria.
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Gina e Fidel la loro vita l’hanno vissuta come hanno creduto. Per la contabilità spicciola, in fondo, c’è sempre tempo.
Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.it


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