Due pilastri dello spettacolo italiano: il loro incontro “ravvicinato” lasciò il pubblico senza fiato. La storia e le immagini
Tutti, ma proprio tutti sono caduti ai suoi piedi. Raffaella aveva un dono, quello di piacere a tutti. Non aveva un target preciso di pubblico. Uomini, donne, bambini, senza distinzione di età per un motivo o per l’altro la ammiravano.

Le donne non l’hanno mai percepita come la donna affascinante, ma pericolosa, gli uomini ne ammiravano la beltà, ma anche la professionalità e i più piccoli amavano quel suo modo di porgersi, diretto, semplice.
Il segreto
Ma quale era il suo segreto? Sempre ammesso che ce ne fosse uno. Perché la Raffa nazionale ha attraversato le generazioni senza perdere un’oncia del suo carisma?
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Di certo era una professionista estremamente preparata e ha cominciato a fare televisione insieme ai grandi. In quegli anni registi degli show televisivi erano nomi davvero grandi, Enzo Trapani, Romolo Siena, Antonello Falqui. Oltre a questo gli artisti chiamati a prendervi parte non erano scappati di casa, famosi solo per essere carini e fotogenici e parlarsi e sparlarsi addosso, ma gente che era in grado di intrattenere il pubblico grazie alle sue capacità.

Ma la preparazione, davanti al fenomeno Carrà non può bastare a spiegare il seguito e l’affetto che il pubblico ha avuto per lei. Raffaella ha avuto un’immagine riconoscibile, personale, non seguiva le mode, ne era al di sopra. E se il suo stile sembrava a volte sopra le righe, per lei era perfetto. In lei si è composta quell’alchimia che accade una tantum e che rende una persona non solo personaggio, ma icona imperitura.
L’incontro “ravvicinato”
Nel 1970 Raffaella affiancò Corrado in Canzonissima. Fu la sua consacrazione come showgirl (allora si diceva “soubrette”) ed intrattenitrice. In quegli anni gli ospiti chiamati ad arricchire i programmi erano attori e cantanti italiani ed internazionali che non si limitavano a sorridere e rispondere a qualche domanda deficiente, ma si prestavano a piccoli sketch.

Una delle serate vide Vittorio De Sica come ospite. Pare superfluo rammentare chi fosse De Sica (padre). Attore, regista, cantante, uomo di spettacolo completo, De Sica è stato anche un plurivincitore di Oscar, anche se molti di noi lo ricordano nelle vesti del maresciallo Carotenuto alle prese con la “bersagliera” Gina Lollobrigida prima e con la “smargiassa” Sophia Loren poi.
Uomo affascinante e di indubbia verve, aveva anche una vena un po’ “gigiona” che lo rendeva perfetto per intrattenere il pubblico.
Quella sera a Canzonissima, De Sica venne chiamato, in qualità di regista, ad insegnare a Corrado come dire “ti amo” a Raffaella in modo da emozionare il pubblico. Una dimostrazione da Oscar, appunto. Occhi negli occhi, voce calda e risoluta e spettatori in delirio.
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Quando toccò a Corrado il risultato fu leggermente meno entusiasmante. Corrado cominciò ridere contagiando Raffaella, rendendo il momento, più comico che magico.
Antonietta Terraglia


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