Pietro Paolo Virdis: uno degli attaccanti più grandi e umili di sempre. Riscopriamolo con i suoi goal che hanno lasciato il segno nella storia del calcio.
Pietro Paolo Virdis non è il primo nome che viene in mente se si pensa ai grandi attaccanti italiani della nostra epoca. Un po’ per il suo carattere, che ha sempre badato più alla sostanza che alle prime pagine.

Un po’ perché, per ragioni che non saranno mai chiarite fino in fondo, la nazionale italiana gli ha sempre preferito nomi diversi che, oggi possiamo dirlo, del grande sardo non avevano né il talento, né la caparbietà. Sembra assurdo, ma un centravanti dello spessore di Virdis, in nazionale non è mai stato nemmeno convocato. Quante gare avrebbe potuto vincere l’Italia se al centro dell’area ci fosse stato lui, il leone di Sindia?
Di Virdis e della sua caparbia ascesa all’olimpo del calcio abbiamo parlato in questo articolo. Una carriera che per molti versi fa eco a quella di Gigi Riva, sardo di adozione che per Virdis ha rappresentato un modello, quasi uno stampo. Di Riva Virdis ha ereditato molto. Sfortunatamente non il ruolo di simbolo in maglia azzurra, che a Virdis è sempre incredibilmente sfuggita.
Ricordare Virdis attraverso i suoi goal
Non potremo mai ricordare Virdis che alza una Coppa del Mondo, o che esulta per il goal di una finale europea. Bearzot e Vicini fecero altre scelte. I monumenti di Virdis resteranno i suoi goal. Dei 131 realizzati in carriera ne abbiamo scelti tre, quelli che resteranno per sempre nel cuore di tutti. O perlomeno, resteranno per sempre nel nostro.
Il grande goal al Celtic
La storia di Virdis alla Juventus è stata più che travagliata. Dopo il primo rifiuto, sulle orme di Gigi Riva, Virdis fu praticamente costretto a trasferirsi da Cagliari a Torino. Ma i senatori dello spogliatoio non gli avevano perdonato nulla. Furono tre stagioni da incubo dal 1977 al 1980, nel quale, nonostante le vittorie della squadra, la giovane stella venuta da Cagliari sembrava essersi persa del tutto.

A Cagliari Virdis torna, come un emigrante sconfitto, per una stagione in prestito. Poi di nuovo la Juve. Ed in questa stagione del riscatto, Virdis segna uno dei suoi (e non solo suoi) goal più grandi di sempre, in Champions League contro il Celtic Glasgow. Un goal di quelli che restano nella storia, palla al piede dalla propria metà campo, avversari lasciati tutti sul posto, gran tiro e goal. Virdis è tornato, ma non per restare (quantomeno alla Juve).
La doppietta al Napoli, 1987
Ma se chiedete a Virdis quali siano stati i suoi goal più belli, lui vi risponderà “quelli al Napoli”. Dopo l’esperienza alla Juve, da cui esce con un sospiro di sollievo, Virdis trova nel Milan di Liedholm e poi di Sacchi una squadra che crede in lui, e che lo ama.

Virdis gioca al fianco di giganti come Van Basten e Gullit, senza nessun complesso di inferiorità e anzi trascinando il Milan con regolarità e caparbietà, anche nei momenti più duri, come quella stagione 1986/87 in cui la forza di Maradona e le discusse decisioni a tavolino sembrano volere mettere piombo nelle ali di un Milan che aveva deciso di tornare a volare. Ma al San Paolo è il Milan che prevale. Il Milan del coriaceo Virdis che con la sua storica doppietta suggella la lunga cavalcata in rimonta del Milan, e confina il grande Napoli di Maradona e Careca tra gli sconfitti. Il Milan degli immortali comincia così, dal piede di un grandissimo e indomito Virdis.
Il grande goal “invisibile” di Milan-Stella Rossa
Il 9 novembre 1988 il Milan scende in campo a San Siro per l’andata del secondo turno di Coppa dei Campioni. Sarà una partita durissima, con Savicevic e Stojkovic che fanno ballare e soffrire il Milan. Al ritorno in campo nel secondo tempo è proprio Stojkovic a segnare. La grande avventura del Milan degli invincibile sarebbe finita probabilmente così. Ma alla ripresa da centrocampo, mentre la TV continua a trasmettere i replay del goal della Stella Rossa, Virdis agguanta immediatamente il pallone e insacca un goal di rabbia e di rivincita.

Uno di quei goal che solo i grandissimi possono arrivare a fare, ma che oggi, a causa della sua immediatezza è praticamente invisibile nelle sintesi ufficiali. Ve ne linkiamo uno spezzone qui. Non illudetevi: di uno dei goal più indimenticabili di Virdis restano solo pochissimi fotogrammi, dopo il 15esimo minuto. Restava ancora il ritorno a Belgrado, la nebbia, e solo poi la leggenda.
Un goal che riassume tutta la carriera di Virdis. Il grande fuoriclasse silenzioso e discreto, modesto e gigantesco, che ha segnato la storia del calcio come solo un grande sardo avrebbe potuto fare. Con molto fare, e poco parlare.
Oggi Virdis continua a lavorare, come sempre ha fatto. Non più in campo, ma nel suo ristorante: un luogo dove la leggenda del calcio e il sapore della Sardegna si gustano insieme. Andate a trovarlo qui, come spesso fanno i suoi amici e compagni rossoneri.

Non stupitevi se quando arriva il piatto doveste sentire dentro di voi il solito vecchio boato: “Virdis! Virdis! Virdis!”. E’ solo l’ultimo goal del campione venuto da Sindia per mettere a sedere il mondo.
Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.it®


Rispondi