Maurizio Gaudino risponde in napoletano nell’intervista cult del 1989. L’ironia ingiusta verso un figlio di emigrati che si è fatto strada sul campo.
Uno degli indimenticabili fatti dello sport e del giornalismo degli anni Ottanta è sicuramente l’intervista rilasciata dal calciatore (attaccante) ospite Maurizio Gaudino al giornalista RAI Italo Kuhne.

Eravamo al termine della gara Napoli-Stoccarda, disputatasi mercoledì 3 maggio 1989 all’allora stadio “San Paolo” di Napoli, valevole quale finale d’andata dell’edizione 1988-’89 della Coppa UEFA e conclusasi con la vittoria per 2-1 dei partenopei (i quali si sarebbero
poi aggiudicati il trofeo pareggiando per 3-3 il confronto di ritorno, giocatosi il successivo 17 maggio nell’allora Germania Ovest).
La risposta in un italiano con marcate influenze napoletane
La particolarità sta nel fatto che Gaudino (autore – al 17’ – della rete del momentaneo vantaggio tedesco in tale gara in terra campana) rispose a Kuhne in un italiano con marcate influenze napoletane, il che provocò varie battute ironiche.

Italo Kuhne: Hai segnato il goal, ma ha vinto il Napoli. Che cosa dici?
Maurizio Gaudino: Vabbè, ci sta la seconda partita, a noi c’abbasta un goal. Speriamo che facciamo 1-0 da noi.
Italo Kuhne: Vorrei sentire il tuo parere su questo Napoli del primo e del secondo tempo.
Maurizio Gaudino: Vabbè, il secondo tempo ha attaccato brutt e ha fatto quelli due gol.. Non lo so se c’era il rigor, però quello lì goal l’ha buttato via la difesa nostra.
Italo Kuhne: Comunque, tu sei soddisfatto della prestazione della tua squadra?
Maurizio Gaudino: Sì, vabbè. Noi cerchiamo tutto il possibile per la seconda partita. Noi il 2-1 ci abbasta
Italo Kuhne: Il 2-1 vi abb.. vi basta.
Ironia assolutamente fuori luogo
A ben vedere, tale ironia fu assolutamente fuori luogo, poiché irrispettosa verso il giocatore, il quale è d’origine italiana ma nato (il 12 dicembre 1966, a Brühl) e cresciuto in Germania (allora Germania Ovest): Gaudino avrebbe, dunque, meritato un plauso per non aver del tutto dimenticato l’idioma dei propri genitori e della sua terra d’origine.
Il prosieguo della carriera di Gaudino
Successivamente, egli militò fra le fila di Eintracht Francoforte sul Meno, Manchester City, América Città del Messico, Basilea, Bochum, Antalyaspor Adalia e Waldhof Mannheim, maturando pure cinque presenze (“condite” da un goal) con la nazionale maggiore tedesca. Appese le scarpette al fatidico chiodo nel 2005, in seguito ebbe delle brevi esperienze da allenatore (Waldhof Mannheim e Sonnenhof Grossaspach) e da direttore sportivo (Reutlingen e Wacker Nordhausen), per poi diventare (lo è tuttora) un apprezzato
procuratore sportivo.
Giuseppe Livraghi – copyright Boomerissimo.it®


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