Il Saarbrücken torna in Bundesliga nel 1992-’93, dopo sei anni di assenza e disputa una stagione tutto sommato dignitosa, reggendo bene il confronto con le big del campionato tedesco. Ma qualcosa, nel finale, andrà storto — in modo quasi incredibile.
Una stagione buttata al vento a causa di due mesi da incubo: questo è, in estrema sintesi, ciò che è accaduto al Saarbrücken nella Bundesliga 1992-’93. Una salvezza buttata al vento a causa di nove sconfitte nelle ultime nove giornate di campionato

Un ritorno atteso dal 1986 e un buon inizio di campionato
Tornato nella massima divisione tedesca dopo un’attesa che durava dall’estate 1986, il sodalizio espressione della capitale del Saarland (uno dei Land della Germania) chiude il girone d’andata a quota quattordici punti (quando la vittoria ne vale ancora due) in diciassette giornate, frutto di quattro affermazioni (tra le quali un bel 3-1 casalingo sul Borussia Dortmund – che in tale stagione arriverà fino alla finale di Coppa UEFA – e un secco 5-2 esterno sul Borussia Mönchengladbach), sei pareggi e sette sconfitte: nulla di eccezionale, ma comunque la squadra regge l’urto con la nuova categoria, anche grazie all’apporto del talentuoso attaccante statunitense Eric Wynalda (futuro protagonista del Mondiale di USA 1994 con la Nazionale a stelle e strisce).
Il successo sul Bayer Leverkusen e i sette pareggi di fila
Il girone di ritorno si apre con un 3-1 casalingo sul Bayer Leverkusen (che in quella annata si aggiudicherà la Coppa di Germania battendo in finale per 1-0 la formazione riserve dell’Hertha Berlino), quindi arrivano sette pareggi consecutivi: 2-2 a Karlsruhe, 1-1 in casa con il Bochum, 2-2 a Gelsenkirchen con lo Schalke 04, 3-3 interno con il Bayer Uerdingen, 1-1 a Kaiserslautern, 0-0 in casa con l’Eintracht Francoforte sul Meno e 0-0 a Dresda con la Dynamo.
A pochi punti dalla salvezza
Alla venticinquesima giornata, i punti in classifica sono ventitré: a nove turni dalla conclusione del torneo, la salvezza sembra ormai prossima, distante al massimo cinque lunghezze.

Il crollo: nove rovesci nelle ultime nove giornate
Quei cinque punti necessari per mantenere il posto nell’Olimpo del calcio tedesco, però, non arriveranno mai, poiché i nerazzurri conosceranno nove sconfitte nelle successive (ultime) nove giornate di campionato: allo 0-3 casalingo della ventiseiesima giornata con il Colonia fanno, infatti, seguito lo 0-6 esterno con il Bayern Monaco (fermato sull’1-1 all’andata nel Saarland), lo 0-1 casalingo con il Wattenscheid, lo 0-3 di Dortmund, lo 0-4 interno con il Borussia Mönchengladbach, lo 0-2 esterno con l’Amburgo, lo 0-4 casalingo con il Werder Brema (destinato ad aggiudicarsi tale edizione della Bundesliga), l’1-4 in casa con lo Stoccarda e il conclusivo 1-4 esterno con il Norimberga.
Ultimo posto: si torna in cadetteria
La classifica finale della massima divisione tedesca 1992-’93 vede il Saarbrücken in ultima posizione, a quattro misere lunghezze dal quartultimo posto (cioè dalla salvezza), occupato dalla Dynamo Dresda, nonché a cinque dal quintultimo (che vede “tutte insieme appassionatamente” Colonia, Norimberga e Wattenscheid). Una retrocessione giunta nel modo più amaro La retrocessione giunge, quindi, nel modo più amaro, dopo aver a lungo atteso quei punti-salvezza che non sarebbero mai arrivati: la data dell’aritmetica permanenza, continuamente rinviata, non sarebbe mai giunta. Purtroppo, una stagione più che decorosa fino a inizio aprile viene rovinata da due mesi pessimi: zero punti in nove partite, con due sole reti realizzate a fronte delle ben trentuno subite.
Una (possibile) risposta non banale…
Qualora qualcuno vi chiedesse notizie circa una situazione non rosea, potreste evitare di rispondere con il banale “male” affermando: «La faccenda è paragonabile al ruolino di marcia del Saarbrücken nelle ultime nove giornate della Bundesliga 1992-’93». Vale a dire: le cose vanno molto male, malissimo. Cosa c’è dopo malissimo?
Giuseppe Livraghi – copyright Boomerissimo.it®


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