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William Katt e la madre

Ralph Supermaxieroe: il super fascino dell’imperfezione

Negli anni 80 c’era un eroe che perdeva tutto, manuale delle istruzioni compreso

Negli anni in cui si poteva scegliere tra pochi canali, si accendeva il televisore un po’ per noia e un po’ per far vagare la mente. L’America era per molti di noi lontanissima, ma altrettanto desiderata. Conoscevamo quella dei film e telefilm. Per me, ad esempio, New York rimane quella che fa da sfondo ai polizieschi anni Settanta, Kojak, per esempio. Non ci sono mai stata e, a parte le attuali vicende politiche a stelle e strisce, sarei comunque restia ad andarci. Ne resterei forse delusa. Magari troverei gli stessi negozi di mutandari che affollano il centro commerciale sotto casa. 

William Katt e la madre
Ralph Supermaxieroe – Boomerissimo.it®

Capitava, in quei momenti di salvifico ozio davanti alla TV, di imbattersi in autentiche perle. Per quanto mi riguarda una di queste era Ralph Supermaxieroe. 

Ralph Supermaxieroe 

La serie, (il titolo originale era The Greatest American Hero) seguiva le vicende di un supereroe strampalato, che lo era diventato per caso e faceva continui pasticci. Niente a che vedere con i supereroi versione moderna, sempre pronti ad affrontare un’apocalisse via l’altra. Autore era Stephen J. Cannell, uno che la televisione la sapeva fare.

La sigla, Believe it or not – Boomerissimo.it®

Lo aveva dimostrato con Rockford, lo avrebbe dimostrato di lì a poco con The A-Team. Nel 1980 gli fu chiesto di creare uno show con un supereroe e lui, con una buona dose di fiducia in sé stesso, decise di uscire dalla scia trita dei semidei invincibili. Prese il genere e lo rivoltò come un calzino. Niente mascella quadrata, niente abilità soprannaturali acquisite con anni di disciplina e sacrificio. Il suo eroe aveva un nome, un aspetto e una vita ordinari. Si chiamava Ralph Hinkley: insegnante di liceo, capelli ricci scomposti, a cui degli alieni avevano consegnato una tuta con poteri straordinari. Ralph, da perfetto imbranato, aveva subito perduto il manuale. Tutta la serie, di fatto, è la storia di un uomo che non sa cosa fa ma ci prova, il che, a pensarci bene, descrive accuratamente tutti noi, me sicuro. Ralph andò in onda per la prima volta il 18 marzo 1981 sulla ABC. Tre stagioni, 45 episodi, sipario il 3 febbraio 1983. La canzone/sigla Believe it or  not di Joey Scarbury debuttò nella Billboard Hot 100 il 9 maggio 1981 al numero 85. Salì rapidamente e raggiunse il numero 2 dove rimase per due settimane, fermata solo da Endless Love di Diana Ross & Lionel Richie. William Katt era Ralph, Robert Culp, già guest star ne Il tenente Colombo, l’agente FBI cinico Bill Maxwell, Connie Sellecca l’avvocata Pam. Insieme formavano una squadra che si occupava di corruzione, spionaggio e problemi terreni, niente fine del mondo, niente mostri alieni. Cannell voleva raccontare l’invidia, i rapporti familiari, tutte le piccolezze del genere umano. Roba vera, insomma, solo con una tuta rossa addosso. La produzione aveva i suoi lati pittoreschi. Il logo sulla tuta nacque perché Cannell, durante una riunione, capovolse un paio di forbici sulla scrivania e decise che era quello giusto. La tuta era invece un problema concreto per Katt: rigida ed eccessivamente calda sotto i riflettori. Le riprese  in tuta erano ridotte al minimo per evitare che l’attore avesse un collasso. Poi ci fu la questione del cognome. Il personaggio si chiamava Ralph Hinkley, ma il 30 marzo 1981 John Hinckley Jr. sparò a Reagan e il nome diventò un imbarazzo colossale. La rete intervenne con doppiaggi artigianali, rumori di jet sul labiale, tagli audio, per trasformarlo in Hanley. Dalla seconda stagione tornò Hinkley, ma quell’operazione di ritocco sonoro resta un esempio di panico televisivo. Katt e Culp, però, si sopportavano poco sul set. Usarono quell’antipatia per rendere credibile il rapporto conflittuale tra i personaggi. La serie finì nel modo più prevedibile. Ad un cambio di dirigenza della rete, fu richiesto di immettere del puro eroismo muscolare. Tradotto: più esplosioni e meno ironia, budget tagliato, e spostamento in una collocazione tragica, il venerdì sera. Cannell era deluso. Il pubblico aveva capito la serie. I nuovi dirigenti no.

William Katt, Barbara Hale e Perry Mason

William Katt non è capitato per caso nella televisione americana. Sua madre è Barbara Hale, vale a dire Della Street, la segretaria di Perry Mason  della serie con Raymond Burr. Chi ha trascorso i pomeriggi degli anni Ottanta saltando da un canale all’altro ha quindi ospitato madre e figlio in salotto senza saperlo. Barbara Hale apparve nel ventunesimo episodio della seconda stagione di Ralph Supermaxieroe, “Who’s Woo in America”, nel ruolo di Paula Hinkley, la madre di Ralph. Quando la  finzione si fonde nella realtà. Un’occasione che gli sceneggiatori evidentemente non riuscirono a resistere dallo sfruttare.

Barbara Hale e Raymond Burr in Perry Mason – Boomerissimo.it®

Il sodalizio continuò altrove. Dal 1985 al 1988 Katt interpretò Paul Drake Jr. in nove film TV della NBC in una riedizione di Perry Mason, con Barbara Hale di nuovo nel ruolo di Della Street. Avevano già lavorato insieme nel 1978 in Big Wednesday, lei nel ruolo della madre di lui. A questo punto viene il sospetto che i produttori chiamassero entrambi per abitudine, o forse per comodità logistica.

Una tuta troppo calda – Boomerissimo.it®

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Katt oggi ha superato i settant’anni, fa film indipendenti, ha prestato la voce in produzioni animate. Nel 1982 aveva anche inciso un album soft-rock sotto lo pseudonimo Billy Katt, dettaglio che la discografia mondiale ha assorbito con una certa sportività. Parla di Ralph con affetto, da attore che sa di aver interpretato qualcosa che ha funzionato, non perché fosse perfetto, ma esattamente perché non lo era.

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®

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