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Soros e la sterlina

George Soros contro la Bank of England: colpo da un miliardo di dollari

Chi è George Soros, da dove viene, e come ha sconvolto il capitalismo mondiale con una scommessa che è entratra nella storia.

Per me, che sono mezzo ungherese e perdipiù un ungherese dall’origine abbastanza particolare, George Soros, o meglio György Schwartz è una figura un po’ diversa che per tanti altri. 

Soros e la sterlina
Soros e la sterlina – Boomerissimo.it

George Soros per molti nel mondo è diventato una specie di Uomo Nero, per la storia che racconteremo e anche per altre, ancora più controverse. Per me, che passeggiavo in una Budapest tornata da poco alla libertà, negli anni ‘90 era l’uomo che più di molti altri stava contribuendo a ricostruire in un paese segnato dalla Shoah e calpestato da decenni di socialismo reale, una vita liberale, intellettuale ed ebraica che 80 anni di tragedie avevano spezzato.

Era il filantropo che faceva sorgere su una collina di Budapest la Central European University, l’uomo che finanziava la rinascita delle innumerevoli sinagoghe e centri culturali che oggi servono una delle comunità non solo più numerose, ma più vivaci d’Europa. Non era ancora un uomo controverso come oggi, per me. Ma entro qualche tempo avrebbe fatto tutto per diventarlo. 

George Soros: il finanziere più controverso al mondo

Nato nel 1930 da una famiglia ebraica benestante, la sua vita inizia con una drammatica lotta per la sopravvivenza. La sua famiglia riuscì a scampare all’Olocausto grazie all’ingegnosità e documenti falsi che trasformarono il giovane György nel figlio adottivo di un funzionario del governo. Un’esperienza distopica, che come lui stesso ha raccontato “forgiò il mio carattere”

Soros e la sterlina
La Central European University a Budapest (Wikimedia Commons) – Boomerissimo.it

Nel 1947, la famiglia Soros fuggì dal comunismo, a Londra, dove il giovane George si iscrisse alla prestigiosa London School of Economics. Qui incontrò il filosofo Karl Popper, il teorico della “società aperta” che sarebbe diventato il suo mentore intellettuale e avrebbe ispirato il nome delle sue future fondazioni filantropiche, formando il lato che potremmo definire “Dr Jekyll” di questa figura bifronte.

Dopo la laurea in filosofia, nel 1956 Soros emigrò negli Stati Uniti, dove iniziò la sua incredibile carriera nel mondo della finanza. Nel 1969, fondò il suo primo hedge fund chiamato Double Eagle con 4 milioni di dollari di capitale. Nel 1973 il fondo fu ribattezzato Soros Fund e poi, nel 1978, prese il nome definitivo di Quantum Fund, un omaggio al principio di incertezza di Heisenberg che Soros vedeva riflesso nei mercati finanziari. Da quei “modesti” 12 milioni di dollari iniziali, il fondo sarebbe cresciuto fino a raggiungere i 25 miliardi nel 2011.

Il lato “buono” di Soros si esprimeva nelle sue prime attività filantropiche. Nel 1979 cominciò a offrire borse di studio a studenti neri sudafricani durante l’apartheid. Negli anni ’80 si concentrò sui paesi dell’Europa orientale sotto il comunismo, finanziando dissidenti e promuovendo lo “scambio aperto di idee”. Nel 1993 fondò la Open Society Foundations, che da allora ha donato oltre 32 miliardi di dollari in tutto il mondo per promuovere democrazia, diritti umani, stato di diritto e libertà di stampa.

L’attività filantropica che lo ha reso il bersaglio di innumerevoli teorie del complotto. Leaders politici di ogni latitudine – da Viktor Orbán in Ungheria a Vladimir Putin in Russia, da Donald Trump negli Stati Uniti a Matteo Salvini in Italia – lo accusano di orchestrare tutto. Le sue fondazioni vengono dipinte come tentacoli di un’organizzazione segreta dedita alla “sostituzione etnica” degli europei e alla distruzione delle identità nazionali. Attacchi violenti, a volte dalle evidenti connotazioni antisemite

Attacchi, però, che Soros è riuscito ad attirarsi con una carriera finanziaria dal successo che si potrebbe “devastante”, a partire dal colpo che lo ha reso leggendario, mettendo in ginocchio niente meno che il Regno Unito e la sua Bank of England. Un colpo di mano che gli face guadagnare un miliardo di dollari in 24 ore. È la storia del Black Wednesday, il 16 settembre 1992, quando Soros dimostrò che anche le banche centrali più potenti possono essere sconfitte dai mercati, soprattutto quando sono orientati da una mente che, qualunque cosa se ne pensi, è decisamente superiore alla media.

Il Regno Unito nel Sistema Monetario Europeo

La storia di questo colpo finanziario leggendario inizia nell’ottobre 1990, quando il Regno Unito, abbandonando la sua storica diffidenza insulare, decide di aderire al Sistema Monetario Europeo (SME) e al suo Meccanismo di Cambio Europeo (ERM). L’ERM era stato creato nel 1979 per stabilizzare i tassi di cambio tra le valute europe,  una specie di antipasto dell’euro. Doveva mantenere le oscillazioni entro bande prefissate, e proprio questo mix di flessibilità e rigidità fu la debolezza che permise a Soros di vibrare il suo colpo. 

Soros e la sterlina
John Major, il Primo Ministro inglese del 1992 – Boomerissimo.it

Il Regno Unito era entrato nell’ERM con la sterlina ancorata a 2,95 marchi tedeschi, ma questa decisione si rivelò subito un grosso problema. L’economia britannica era in grave difficoltà: l’inflazione galoppava al 9,5%, mentre il paese entrava in recessione. Nel 1992, lo sforzo di abbassare l’inflazione aveva fatto esplodere la disoccupazione era salita al 9,9%.

Mantenere la sterlina all’interno delle bande di oscillazione era una sfida titanica: il governo britannico aveva alzato i tassi d’interesse al 10% nel pieno della recssione, aggravandola. Il mantenimento della parità valutaria diventava così ancora più insostenibile.

La freddezza del killer

George Soros, attraverso il suo Quantum Fund, identificò con precisione questa debolezza fondamentale nell’economia britannica. Capì che la sterlina era sopravvalutata rispetto alle condizioni economiche reali del paese e che il governo britannico era ormai disperato, impegnato in una difesa impossibile. E decise di colpire.

George Soros, l’istinto del killer – Boomerissimo.it

Il suo fondo partì in sordina, e cominciò a costruire una posizione ribassista sulla sterlina in modo graduale e discreto, fino ad accumulare una posizione short di circa 1,5 miliardi di dollari contro la sterlina nell’estate del 1992. Aspettava il momento decisivo, che arrivò il 15 settembre 1992, quando Helmut Schlesinger, presidente della Bundesbank (la banca centrale tedesca), rilasciò alcune dichiarazioni che furono interpretate dal mercato come un segnale che la Germania avrebbe smesso di spendere riserve valutarie per sostenere la sterlina. Ora il Regno Unito era solo, o così appariva.

Il pomeriggio del 15 settembre 1992, Stanley Druckenmiller, il gestore del Quantum Fund che lavorava per Soros, entrò nell’ufficio del suo capo per discutere un’idea mai tentata prima nella storia della finanza. Druckenmiller voleva scommettere l’intero valore del fondo, circa 7 miliardi di dollari, sul ribasso della sterlina.

Soros inizialmente mostrò perplessità. Ma poi, dopo aver riflettuto, esclamò: “Quello che hai descritto è un’incredibile scommessa a senso unico. Dovremmo avere il 200% del nostro patrimonio netto in questo trade, non il 100%. 

“Sai quanto spesso capita qualcosa del genere? Una volta ogni 20 anni. Cosa c’è che non va in te?”
–George Soros

Era il via. Quella sera, Druckenmiller aumentò rapidamente la posizione del fondo a quasi 10 miliardi di dollari short sulla sterlina. 

Black Wednesday: la battaglia del 16 settembre

Il 16 settembre 1992 iniziò con la sterlina già sotto pressione. All’apertura dei mercati europei, la Bank of England nel panico intervenne immediatamente acquistando almeno 300 milioni di sterline per sostenere il cambio. Ma Soros e altri speculatori stavano vendendo ancora di più: centinaia di milioni di sterline ogni pochi minuti. Una scena da “Una poltrona per due”, con la Bank of England nella parte dei Duke & Duke.

Il crollo fu improvviso. Alle 11 del mattino, il governo britannico annunciò un aumento dei tassi d’interesse dal 10% al 12%. Quando anche questa misura si rivelò inefficace, i tassi furono portati al 15%. Stavano uccidendo il Regno Unito per salvarne la moneta. Ma il mercato non credeva che il governo potesse sostenere tassi così elevati, lo interpreto come un segnale di panico (quale era) e colpì ancora più duro. Vendere, vendere, vendere.

La Bank of England aveva iniziato  la giornata con oltre 40 miliardi di dollari di riserve valutarie, ma le munizioni stavano finendo rapidamente, al ritmo di miliardi ogni ora per acquistare sterline. Alla fine di settembre le riserve erano scese a 37,1 miliardi.

La resa della Bank of England

Nel pomeriggio del 16 settembre, divenne chiaro che la battaglia era persa. Nonostante gli sforzi disperati, la sterlina continuava a rimanere al limite inferiore della banda ERM, e le era proibito di scendere ulteriormente. Alle 19:40, il Cancelliere Norman Lamont annunciò in televisione che il Regno Unito si ritirava dall’ERM. Soros aveva vinto, la sterlina adesso poteva crollare in caduta libera.

L’impatto fu devastante a sterlina perse immediatamente del 15% contro il marco tedesco e del 25% contro il dollaro. Il governo britannico perse in poche ore 3,3 miliardi di sterline.

Per Soros, invece, fu un trionfo completo. Il Quantum Fund realizzò un profitto di oltre 1 miliardo di dollari in un solo giorno. Un trionfo che valse a Soros gil soprannome di “l’uomo che spezzo la Bank of England”

Dr.Jekyll e Mr.Hyde

Un po’ come tutto nella carriera di Soros, anche questa vittoria (o disfatta della Bank of England, a seconda dei punti di vista) ha due facce.

Non tutto il male, nel Regno Unito venne per nuocere e paradossalmente, la costosissima uscita dal sistema della “bande di oscillazione” si rivelò benefica per l’economia britannica a lungo termine. La svalutazione della sterlina rese le esportazioni britanniche più competitive, mentre la possibilità di ridurre i tassi d’interesse stimolò la crescita economica. 

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Dal 1993 al 1997, il Regno Unito conobbe un periodo di crescita stabile con bassa inflazione. Nello stesso tempo si rendeva evidente un’altra contraddizione: il Partito Conservatore vedeva svanire la sua reputazione di competenza economica. Questa perdita di credibilità contribuì alla sconfitta elettorale del 1997, quando i Conservatori persero il potere dopo 18 anni di governo.

L’eredità di Black Wednesday

L’episodio del Black Wednesday rappresentò un momento di svolta nella storia finanziaria moderna. Stanley Druckenmiller, che fu l’architetto principale della strategia, ha successivamente commentato, con parole storiche.

“Se vedi qualcosa, non aspettare. Devi andare a prenderlo”. 
–Stanley Druckemiller, Quantum Fund

Che lo si consideri un eroe della finanza o un pericoloso speculatore, un Dr. Jekyll geniale o un devastante Mr. Hyde che distrugge la ricchezza delle nazioni (cosa che in effetti non successe) una cosa è certa: quel giorno di settembre del 1992, George Soros dimostrò al mondo che anche le istituzioni più potenti possono essere sconfitte. E fece un colpo da un miliardo di dollari che non solo sarebbe entrato nella leggenda della finanza mondiale, ma i cui risultati avrei ammirato per diverso tempo nelle mie passeggiate per Budapest.

Antonio Pintér – Boomerissimo.it

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