Un nome celebre, una bomba e la rabbia: la storia di Rita Hayworth e dell’atomica non è affatto glamour
Le attrici della golden age hollywoodiana erano ricordate non solo per la loro abilità nella recitazione, ma anche tramite una caratteristica fisica.

In molti casi, per semplificarne il riconoscimento, si ricorreva al colore dei capelli. Colore che, in molti casi era ritoccato per volere delle major, che, sulle loro star, avevano un potere pressoché assoluto.
La bionda, la bruna, la rossa
Per mia madre, che tra gli anni Quaranta e Cinquanta era una ragazza, le attrici da ammirare ed imitare per il loro “look” erano tre: la bruna Ava Gardner, la bionda Marilyn Monroe e la rossa Rita Hayworth.
Mi raccontava storie che aveva letto sui giornali dell’epoca (divorava riviste come Oggi e Grand Hotel) dedicati al cinema e non solo e non nascondeva l’emozione e l’ammirazione nel farlo.
Quelli erano gli anni delle attrici biondo platino, The blonde bombshells che avevano avuto come capostipite l’affascinante e sfortunata Jean Harlow.
In questa passerella di capelli quasi bianchi, fiammeggiava Rita Hayworth con i suoi lunghi capelli rossi, perlomeno fino a quando il marito, Orson Welles, la costrinse a tagliarli e farli biondi per il film La signora di Shanghai. Un cambiamento che il patron della Columbia Pictures non gradì affatto.
Rita si era guadagnata un posto nei sogni proibiti degli uomini americani e non solo grazie al film Gilda. Tutti sognavano di essere Glenn Ford, di morire di gelosia dopo averla vista cantare, fasciata in un abito nero con ampio spacco cantare Put the blame on Mame. L’atto di sfilare i lunghi guanti neri è ancora oggi considerato uno dei momenti più sensuali della storia del cinema.
Con quel film, l’attrice entrò nel club delle bombshell senza essere bionda.
Gilda e l’atomica
Finita la Seconda Guerra Mondiale non si era ancora mitigato l’impatto che l’esplosione delle bombe atomiche aveva avuto nel mondo. In un mondo diviso in due tra l’orrore e l’eccitazione per la nuova arma scoperta, gli Stati Uniti decisero di continuare il loro programma atomico con ulteriori sperimentazioni.

Nell’ambito dell’Operazione Crossroads, il primo luglio del 1946, gli Stati Uniti fecero esplodere la quarta bomba atomica della storia sull’atollo di Bikini nelle Isole Marshall. Si trattava del primo test nucleare del dopoguerra, condotto pubblicamente davanti a centosettantacinque giornalisti e oltre quarantamila persone tra militari e scienziati.
L’operazione Crossroads doveva rispondere a quattro domande:
La bomba atomica era un’arma esclusivamente strategica da impiegarsi nelle retrovie del nemico, o era possibile un suo utilizzo in chiave tattica?
Quale era l’effetto prodotto da un ordigno nucleare su navi ed attrezzature militari? Quali erano gli effetti di un’esplosione subacquea? Quale strada doveva imboccare nel futuro l’ingegneria navale e la produzione bellica alla luce di queste nuove armi?
La bomba esplosa il primo luglio nel test chiamato Able era un dispositivo Mark 3A da 23 kilotoni, identico a quello usato su Nagasaki. Le modalità per la detonazione prevedevano l’esplosione aerea a 158 m di altezza, dopo che l’ordigno era stato lanciato da un B-29 Superfortress (“Dave’s Dream”).
L’obiettivo che era stato predisposto era una flotta di novantacinque navi bersaglio in formazione nella laguna di Bikini.
Questo seminatore di morte e distruzione fu soprannominato “Gilda” in onore del personaggio interpretato da Rita Hayworth.

Un nome proposto da Thomas Lanahan, l’ingegnere del Progetto Manhattan, pare, dopo aver visto il film la sera prima nell’isola di Kwajalein.
Sulla bomba venne dipinta l’effigie dell’attrice presa dalla rivista Esquire del giugno 1946. Autore dell’immagine era Bill Coburn ed era intitolata “American Beauty”. La circostanza è stata confermata da un documentarista che nel 2013 ha ritrovato filmati ritenuti perduti dell’evento.
La rabbia dell’attrice
La reazione di Rita Hayworth alla notizia fu di profonda collera. Secondo la testimonianza di Orson Welles alla biografa Barbara Leaming:
“Rita era abituata a scoppi di rabbia terribili, ma la più arrabbiata fu quando scoprì che l’avevano messa sulla bomba atomica. Rita quasi impazzì dalla rabbia. Era così scioccata! Rita era il tipo di persona che una cosa del genere avrebbe ferito più di chiunque altro. Voleva andare a Washington a tenere una conferenza stampa, ma Harry Cohn non glielo permise perché sarebbe stato antipatriottico”.
Harry Cohn, il potente capo della Columbia Pictures, impedì effettivamente a Rita Hayworth di esternare la sua contrarietà. Del resto Cohn era noto per il suo controllo tirannico sulle star dei suoi studi e per aver sistematicamente sfruttato e molestato Hayworth quando era sotto contratto con lui.
Ti piace Boomerissimo? Sostienilo con una piccola donazione a questo link
La storia ebbe un impatto duraturo sulla vita di Rita Hayworth. Secondo varie biografie, l’attrice considerava questo episodio uno dei più dolorosi della sua carriera. L’evento divenne parte integrante della sua biografia ufficiale e apparve perfino nel suo necrologio del New York Times del 1987.
Rita Hayworth era solita dire: Every man I have ever known has fallen in love with Gilda and awakened with me. Lei non era Gilda e mai avrebbe voluto essere una bomba.
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it ®


Rispondi