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Lucky Luciano e Bonanno

Patek Philippe al sangue: lo storico orologio di Lucky Luciano

Il Patek Philippe che sigillò patti di sangue tra boss, da Lucky Luciano a Joe Bonanno

Ogni oggetto racconta una storia e in qualche caso la fa. 

Luciano e Bonanno
Luciano, Bonanno e il Patek – Boomerissimo.it

Un orologio, oggetto di per sé nobilissimo, non è solo un segnatempo, ma un simbolo di potere, in questo caso mafioso. 

Un Padrino moderno

Il suo vero nome, Salvatore Lucania, dice poco, ma questo signore nato il 24 novembre 1897 a Lercara Friddi, in provincia di Palermo è passato alla storia come Charles “Lucky” Luciano. La sua famiglia emigrò negli Stati Uniti nel 1907, quando il piccolo Salvatore aveva appena dieci anni. Il ragazzo era dotato di intelligenza pronta e pragmatica a cui associava un’ambizione senza pari, che ben presto lo avrebbero portato ai vertici del crimine organizzato americano.

L’arresto di Lucky Luciano nel 1936 – Boomerissimo.it

Il soprannome “Lucky” non derivava dalla fortuna negli affari, ma da un episodio drammatico. Il 16 ottobre 1929, alcuni uomini non meglio identificati lo accoltellarono più volte. Credendolo morto, lo lasciarono con la gola squarciata in una spiaggia di Staten Island. Luciano sopravvisse miracolosamente, diventando per tutti Lucky.

A quattordici anni si era unito alla gang degli “Hawthorne Inn Boys”, un gruppo di giovani gangster attivi a Brooklyn. La sua ascesa fu rapida e spietata. Collaborò con Joe “the Boss” Masseria, il potente boss di New York, ma quando si rese conto che gli atteggiamenti antiquati di Masseria ostacolavano l’evoluzione dell’organizzazione, decise di cambiare bandiera.

Nel 1931, Luciano orchestrò l’assassinio di Masseria. Durante una cena, a cui era presente anche lui, si allontanò strategicamente per permettere ai suoi compari di sparare al  boss. 

Luciano aveva una visione “moderna” del crimine organizzato. Fu lui ad abolire la carica di “capo dei capi” e a istituire la Commissione tra le cinque famiglie di New York, un organo di governo che continua a esercitare il potere nel mondo del crimine ancora oggi. 

L’Orologio del Potere

Era un uomo raffinato, Lucky, anzi lo era diventato. Era noto per la sua vasta collezione di orologi, tra cui spiccava un magnifico Patek Philippe Referenza 1516. Questo orologio, prodotto alla fine degli anni ’40, rappresentava l’eccellenza dell’orologeria svizzera.

Lucky Luciano e il suo orologio – Boomerissimo.it

Il Patek Philippe Ref. 1516 era un capolavoro di ingegneria e design. Con una cassa in oro giallo 18 carati del diametro di 32 millimetri, presentava un quadrante champagne con numeri romani applicati in oro giallo e indici a bastoncino sfaccettati. Il movimento manuale calibro 12-120 con 18 rubini rappresentava il meglio della tecnologia dell’epoca.

Negli anni ’40, un Patek Philippe di questa raffinatezza non era semplicemente un orologio, ma un simbolo di status riservato a pochi eletti. Il costo di un Ref. 1516 si aggirava tra i tremila e i cinquemila dollari dell’epoca, una somma astronomica considerando che un operaio guadagnava circa 25 dollari a settimana. In termini odierni, parliamo di un investimento di circa 150.000-200.000 dollari.

Probabilmente Luciano aveva acquistato l’orologio durante i suoi anni di massimo splendore, quando controllava gran parte delle attività criminali della East Coast. L’orologio accompagnò il boss attraverso i suoi successi e le sue traversie, inclusi l’arresto nel 1936 per sfruttamento della prostituzione e l’ espulsione in Italia nel 1946.

Il Summit che Cambiò Tutto

Il 1957 fu un anno cruciale per la mafia internazionale. Dal 12 al 16 ottobre, si tenne a Palermo uno dei summit più importanti della storia del crimine organizzato: l’incontro del Grand Hotel et des Palmes. Questo vertice vide la partecipazione dei più importanti boss della mafia siciliana e americana, inclusi Lucky Luciano e Giuseppe “Joe Bananas” Bonanno.

Al centro del vertice c’era il futuro della mafia. Discussero la creazione di nuove rotte per il traffico di stupefacenti dopo la perdita di Cuba come base operativa, l’organizzazione di una Commissione siciliana sul modello americano, e le modalità di risoluzione di conflitti interni tra le famiglie.

L’Incontro tra Titani

Joseph Bonanno, nato il 18 gennaio 1905 a Castellammare del Golfo, rappresentava la nuova generazione di boss mafiosi d’America. Diventato capo della famiglia a soli ventisei anni, era rispettato per la capacità di mantenere l’ordine nel suo territorio. Bonanno, tra le altre cose, è considerato uno dei modelli ispiratori per il personaggio di Vito Corleone nel Il Padrino.

Joe Bonanno – Boomerissimo.it

L’incontro tra Luciano e Bonanno non fu casuale. Entrambi “innovatori” negli affari e riconoscevano l’importanza di mantenere solide alleanze internazionali. Luciano, ormai in esilio in Italia, vedeva in Bonanno un successore ideale per portare avanti la sua eredità.

Fu durante questo storico summit che Lucky Luciano decise di fare un gesto che sarebbe entrato nella leggenda. Nell’atmosfera solenne dell’Hotel delle Palme, circondato dai più potenti boss del crimine organizzato mondiale, Luciano si sfilò dal polso il suo prezioso Patek Philippe e lo consegnò a Joseph Bonanno.

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Il gesto non fu casuale o impulsivo. Nella cultura mafiosa, il dono di un oggetto personale di valore rappresenta molto più di un regalo. È un simbolo di rispetto, un sigillo di alleanza e un passaggio di testimone. Luciano, consapevole che i suoi giorni al potere  stavano volgendo al termine, stava abdicando in facore del più giovane Bonanno.

Bonanno comprese immediatamente il significato del dono e lo custodì gelosamente per il resto della sua vita. Il Patek Philippe accompagnò il boss nei i suoi anni di massimo potere, quando la sua famiglia controllava vasti territori tra New York, California e Arizona. 

Il Patek Philippe di Lucky Luciano – Boomerissimo.it

Dopo la sua morte, avvenuta nel 2002 all’età di 97 anni, l’orologio rimase alla famiglia che lo considerava un cimelio prezioso. La figlia Catherine Bonanno Genovese ne certificò l’autenticità e la provenienza. Nel 2009, la famiglia decise di mettere all’asta questo pezzo di storia. La base d’asta era di cinquemila/ottomila dollari. L’orologio fu battuto per trentaseimila dollari. 

Dopo l’asta di quel segnatempo non si è più saputo nulla. Sarà in una collezione privata? In un museo?

Nenti vitti, nenti sacciu.

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®

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