“Ti farò un’offerta che non si può rifiutare”. Questo era più o meno il tono di Frank Sinatra quando seppe del film. E quando Ol’ Blue Eyes parlava, un po’ di paura la metteva.
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Se c’è un film che non ha bisogno di presentazioni, riassunti e promo è Il padrino. Tutti l’hanno visto, perlomeno i primi due episodi. Perfetti.

E se qualche obiezione si può fare, se a qualcuno non è piaciuto, è perché ha difficoltà con l’argomento trattato, con la brutalità vestita da normalità.
L’autore
La saga della famiglia Corleone fu messa nero su bianco da Mario Puzo, scrittore di chiare origini italiane. Mario già da adolescente era sicuro di avere davanti a sé un futuro da scrittore. Dopo la guerra, cominciò a lavorare come giornalista free lance per riviste maschili. Nel 1967 mise testa e penna a quello che sarebbe stato il suo capolavoro, Il padrino. Quando il libro uscì rimase al primo posto nelle classifiche di vendita per oltre sessanta settimane.
Altra cosa fu il film. Quando il libro era ancora in bozza, pressato da debiti di gioco, Puzo ne cedette i diritti alla Paramount per 12500 dollari, con l’opzione che sarebbero diventati 80000 se fosse diventato un film. Il resto è storia.
Puzo ha sempre detto che la vicenda al centro del best seller non è in nessun modo da ricollegare a vicende personali, ma a sue ricerche sulla mafia.
Ancor prima di uscire il libro fece scandalo, forse non per il grande pubblico, ma per uno che il grande pubblico aveva amato e amava ancora, un altro immigrato italiano che aveva fatto fortuna, Frank Sinatra.
Questo film non s’ha da fare
Sinatra è stato una potenza come artista e come personaggio. Da sempre in odore di mafia, pare avesse amicizie potenti e non troppo raccomandabili. Negli anni si è fatto il nome, tra gli altri, di Lucky Luciano, originario dello stesso paese del padre di Sinatra, Lercara Friddi e di Sam Giancana che la CIA avrebbe contattato per fare fuori Fidel Castro.

L’FBI mise insieme faldoni e faldoni sul crooner dagli occhi blu, senza riuscire a dimostrare nulla da portare in tribunale. Innocenza? Fortuna? Amicizie in alte sfere? Difficile dipanare la matassa, ma chi ha voglia e tempo di leggere carte e dossier, può cimentarsi con la parte accessibile dei documenti messi insieme dal Bureau.
Sinatra venne a sapere che Puzo stava scrivendo un libro su Cosa Nostra e, secondo Usa Today, fece pervenire alla casa editrice una richiesta dai suoi avvocati per poter leggere il libro in anteprima. La richiesta ovviamente non fu accolta.
All’uscita del film Frank notò un po’ troppe somiglianze tra la sua persona e quella di Johnny Fontane, uno dei figliocci di don Vito. Il personaggio è un cantante in declino, dedito a donne ed alcol, la cui carriera viene rilanciata proprio dalla “famiglia” grazie alla sua partecipazione ad un film. Qualche perplessità sulle casuali similitudini la espresse anche l’ufficio legale della Paramount.
I due figli di immigrati si incontrarono per caso in un noto ristorante in Beverly Boulevard, il Chasen. Scenario: Puzo stava cenando con il produttore de Il Padrino mentre Sinatra salutava un vecchio amico con la mano, tale John Wayne.
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Un amico comune decise di presentarli, ma non si rivelò essere una buona idea. Sinatra, senza neanche alzare gli occhi dal piatto disse di non aver nessuna intenzione di conoscerlo. Puzo tentò di scusarsi dicendo che il personaggio di Fontane non era stata una sua idea, ma non calmò affatto Frank che minacciò di picchiarlo. Puzo venne portato via da due camerieri e messo in salvo.
Lo scrittore rimase sconvolto da quell’alterco, non tanto per quanto riguardava il libro e il film, ma in quanto italoamericano. Secondo Mark Seal, autore del libro Leave the Gun, Take the Cannoli: The Epic Story of the Making of The Godfather pare che Puzo abbia detto:
In the house where I grew up, my mother had two pictures in the kitchen: one of the pope and one of Sinatra. And the fact that Frank Sinatra doesn’t like me, or would think I would do anything to hurt
A questo punto è lecito chiedersi chi fosse il vero Padrino.
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it ®


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