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James Gandolfini

Tony Soprano, ha rischiato per sfidare “la regola”

La realtà supera la fantasia e la fiction televisiva, ma quando la fiction è sulla mafia, un minimo di inquietudine si fa strada.

Alcuni capolavori del cinema hanno come scenario la mafia, italiana o americana che sia. Il padrino, Quei bravi ragazzi, sono solo alcuni dei titoli che, cinematograficamente parlando, l’organizzazione criminale ci fa venire in mente.

James Gandolfini
Tony Soprano, questo non lo dovevi fare – Boomerissimo.it

Se è vero che non esiste equazione perfetta tra sud Italia e questi sistemi criminali strutturati gerarchicamente, è vero che nel substrato di una certa società hanno trovato terreno fertile per attecchire.

Gli amici degli amici

Non ho le conoscenze per gettarmi in analisi sociologiche e storiche, ma conosco da vicino la cultura degli “amici degli amici” per esserci vissuta, una cultura mafiosa, in piccolo. Di quale cultura parlo? Di un modus vivendi immobile o talmente radicato per cui tale si crede. Ho lasciato la città dove sono nata, Foggia, da qualche decennio, resterà sempre “casa” nella mia mente, anche se generosa con me non lo è mai stata.

Foggia
Foggia in un vecchia cartolina (Di Sconosciuto – Sconosciuta, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=27577874) – Boomerissimo.it

In tempi in cui l’automazione della pubblica amministrazione era di là da venire, per ottenere un qualsiasi documento, anagrafe, catasto, ecc. ecc. avevi due strade, accettare i “tempi tecnici” o oliare l’ingranaggio sotto le mentite spoglie dell’addetto. E che facevi? Dipendeva molto dal grado di urgenza. Le cifre che venivano richieste dipendevano dall’importanza della pratica. La mia famiglia non è mai stata “ricca”. Non ci mancava nulla, ma grandi liquidità non ne abbiamo mai avute. Abbiamo sempre vissuto in case in affitto, non era né strano, nè difficile quando ero piccola. Ad un certo punto, nessuno dava più case in affitto, non so se fosse stata la legge sull’equo canone a causare la paralisi. La nostra padrona di casa di allora decise di sfrattarci e quindi cominciò una lunga via crucis alla ricerca di una nuova abitazione. Oh, la trovammo. Il magnanimo proprietario ce la affittò ed anche ad equo canone, solo che pretese un piccolo importo da aggiungere ogni mese, da dargli in nero, per tutti e quattro gli anni del contratto, in anticipo. Naturalmente la promessa era che alla scadenza ce lo avrebbe rinnovato. Indovinate? Sfratto. Nuova casa, stesso inghippo. Solo che la padrona della nuova casa, coadiuvata dall’esimio consorte, stimato ragioniere in ambito statale, pretese lo stesso trattamento: equo canone e “bonus” in nero. Ciliegina sulla torta: c’è mio fratello candidato, dovete votare per lui. Funzionava così. Potevi denunciare certo, tutto si può fare, ma saresti andato a finire in un ginepraio nel quale ai denunciati succedeva poco e niente e tu che avevi denunciato non avresti mai più trovato una casa in affitto. Continuo? Continuo. Diplomata al vecchio magistrale, come d’uopo cerco di fare qualche supplenza per arrotondare. Il primo step erano le scuole private. Detto fatto. Anche domani. Stipendio? Dodici punti per le domande statali. Orario? Fino a quando serve. Tutele? Zero. Ricordo una cugina che ebbe una supplenza “del preside”, oggi sarebbe una MAD, di cui andò molto fiera. Stipendio regolare oltre al punteggio per le graduatorie. Solo più tardi venimmo a sapere che la madre aveva ottenuto la supplenza per la figlia pagando preside e il suo vice dando loro il corrispettivo dello stipendio che percepiva la figlia. Non è questa la mafia, ma è un comportamento da una parte mafioso e dall’altro omertoso, in cui se conosci qualcuno, qualcosa si muove, ma non devi vedere e non devi sentire, altrimenti l’unica cosa che puoi fare è scappare.

I Soprano

E se non sono, per ragioni personali, una grande fan di film e serie di mafia, ho fatto una eccezione per I Soprano.

I Soprano – Boomerissimo.it

I Soprano è stata una serie televisiva americana creata da David Chase, andata in onda dal 1999 al 2007. Protagonista e cardine della serie è Tony Soprano, un boss della mafia del New Jersey interpretato da James Gandolfini. Il boss lotta per bilanciare il suo ruolo all’interno della organizzazione criminale con la vita familiare, in cerca di una terapia per gestire la sua ansia e i suoi attacchi di panico. Chase voleva che gli spettatori guardassero questi criminali da un’angolazione diversa. Per questo si discostò dalle tradizionali narrazioni di gangster, incorporando dinamiche familiari. I mafiosi  erano sì dei criminali, ma anche individui alle prese con la loro identità e le loro relazioni.

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Pur essendo un “crime drama”, I Soprano era ricco di umorismo nero ed elementi satirici, dando vita ad una narrazione complessa e stratificata.

Questo pantalone non lo può mettere!

Senza James Gandolfini ad interpretare Tony Soprano, probabilmente la serie non sarebbe stata altrettanto credibile.  Una credibilità che gli ha causato qualche piccolo fastidio.

L’immagine incriminata – Boomerissimo.it

Tra il 1999 e il 2000, la data non è mai stata resa nota, a cavallo tra la prima e la seconda stagione, Gandolfini venne svegliato in piena notte da una strana telefonata proveniente da un numero sconosciuto. Come ha raccontato Michael Imperioli, co-protagonista nella serie, all’altro capo del telefono c’era un uomo dalla voce roca (camuffata?) che si profuse in sperticati complimenti circa la sua interpretazione. Prima di concludere la conversazione l’uomo disse:

“Listen, you’re a great actor, we like what you’re doing, but you got to know one thing: A don never wears shorts”

e chiuse bruscamente. L’attore non fu proprio felice di quella chiamata dallo strano “fan”. L’episodio in cui Tony Soprano indossava l’indumento incriminato era proprio il primo della serie, dove il boss era in giardino a fare una grigliata. Gandolfini riferì della telefonata alla produzione ed alla troupe, per decidere il da farsi. Di comune accordo decisero che Tony avrebbe continuato a portare bermuda. In fin dei conti non sarebbe stato un boss se non avesse indossato ciò che voleva e quando voleva.

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®

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