Gli orologi hanno un’anima e i Cartier di Chris Moltisanti forse più di altri. Vi raccontiamo la storia, il carattere e il significato di questi segnatempo, che di cose da raccontare ne hanno decisamente molte.
Intorno al giro del millennio un paio di serie televisive hanno contribuito a rifondare la televisione per sempre. Sì, tutti amiamo i grandi telefilm degli anni ‘70 e ‘80. Happy Days, La Casa nella Prateria, Mork & Mindy, Cannon, uno sceriffo a New York, Love Boat, Sanford & Son, o le serie dei decenni immediatamente successivi, come X-Files o NCIS.

Ma è in questi ultimi 20 anni che la televisione ha saputo trovare un passo diverso e uno specifico, che non è più così automaticamente secondario rispetto al grande cinema.
The Sopranos è sicuramente il cardine di questo cambiamento, una delle serie, insieme a Mad Men che ha dato al piccolo schermo un respiro molto più grande.
È stata creata da David Chase e trasmessa su HBO dal 10 gennaio 1999 al 10 giugno 2007. Sei stagioni, 86 episodi che personalmente mi sto riguardando in queste settimane, e che appaiono freschi, drammatici, e straordinariamente ben scritti, proprio come la prima volta che li ho visti. Forse anche di più. Al centro dei Soprano c’è la figura drammatica di Tony Soprano, sanguinaria, tormentata, un uomo in fin dei conti buono, ma tritato in un sistema che produce morte. Curiosamente, molta più morte di quanta ne ricordassi ai tempi della mia prima visione della serie una ventina di anni fa.
C’è molto di drammatico nella figura di Tony, e forse la cosa più drammatica di tutte è che la sua corsa verso l’autodistruzione alimentare preannuncia quella del suo interprete in carne ed ossa, James Gandolfini, schiantato da un infarto nella vasca da bagno, durante un festival siciliano in cui era ospite, e se non ricordo male premiato.
Il dramma di un uomo in gabbia, Chris Moltisanti
Come in ogni grande sceneggiatura, la figura di Tony ha risonanze e si specchia in alter ego che ne illuminano il volto nascosto, ancora più debole e insicuro di quello che appare nello schermo. Tony Soprano si riflette e si rivela in suo nipote Chris, prigioniero del suo desiderio di fare carriera nell’organizzazione criminale, ma con il sogno di liberarsene per intraprendere la carriera di sceneggiatore.

Chris è interpretato da Michael Imperioli, che è anche uno degli sceneggiatori della serie. Chris è prigioniero, anche delle sue dipendenze, e la sua crescita criminale è ancora una volta una crescita verso la fine e il disastro che lo attende, nella storia o oltre. Non sarò io a dirvelo e a spoilerare un epilogo che, se non l’avete ancora seguito di persona, o come nel mio caso avete dimenticato, avete diritto di godervi in pace.
I Cartier di Chris, simbolismo da polso
C’è qualcosa nella delicata armonia di una macchina segnatempo da polso che è capace di andare oltre la fredda meccanica. Un orologio, come un’automobile, è un oggetto che ha un anima. E perché questo non succeda a un trapano, o ad un aspirapolvere, non chiedetelo a me.
Da sempre, costumisti e sceneggiatori usano le automobili, o più discretamente gli orologi, per suggerire caratteri e sfumature psicologiche. Pensate all’automobile di Colombo, o agli orologi double face di Don Draper in Mad Men.
Michael Imperioli è anche musicista – Boomerissimo.it
L’evoluzione di Chris è tutta legata ad un marchio di orologi, Cartier. Marchio nato dalla fine gioielleria e approdato con uguale dignità all’orologeria, grazie alla collaborazione tra Louis Cartier, nipote del fondatore e il suo amico Alberto Santos-Dumont, pioniere dell’aviazione insoddisfatto della scomodità degli orologi da tasca durante il volo. Da questa relazione di eccellenza scocca la scintilla che accende l’inventiva di Cartier e darà vita al Santos. Pioniere anche lui, ma degli orologi da polso da uomo.
Chris, prigioniero di una vita che non ha scelto, di una carriera criminale che procede a singhiozzo, delle sue dipendenze che lo trascinano in basso e seminano la sua strada di cadaveri, è prigioniero anche della dipendenza per Cartier, decisamente più sana, e (ad avere le ampie disponibilità necessarie) anche condivisibile.
All’inizio della serie, Christopher indossa due modelli distinti di Cartier Tank, un simbolo del suo gusto non banale e delle sue ambizioni. Il Tank è un orologio squadrato, nato in piena Prima Guerra Mondiale, e nato dall’ammirazione di Luis Cartier per le forme di un carro armato Renault visto dall’alto.
The Soprano racconta la mafia come una confraternita di soldati e il Cartier Tank Française, il primo orologio di Chris è un orologio in qualche modo militare, anche se con un design elegante che evoca poco la trincea e un bracciale a catena interconnessa, che rappresenta la tendenza del nipote di Tony a uno stile di vita più sofisticato. È un Cartier semplice ma appariscente, fatto in oro giallo 18K, come molti degli orologi più simbolici dei Soprano.
È il primo orologio di un Chris non ancora “uomo d’onore” ma lanciato alla conquista di un mondo dove il potere e la ricchezza sono tutto. E’ un modo per comunicare al mondo esterno (e a noi spettatori) che il ragazzo non è solo un trovatello del crimine, ma un uomo con sogni e desideri. Importanti.
Dal Tank al Pasha
Mentre trama e carriera avanzano, verso la fine della terza stagione, Christopher fa il sospirato salto di qualità. Diventa affiliato, poi capo mandamento. Un capo però insicuro e pieno di problemi, che sente la necessità di proiettare autorevolezza all’esterno. Lo farà passando al Cartier Pasha. E qui si impone una piccola digressione su un modello che è diventato col tempo il più simbolico tra gli orologi maschili di Cartier, ma che ha una data di nascita straordinariamente recente: il 1985.

E’ nel pieno dei favolosi anni ‘80 che dalla matita ispirata di Gerald Genta nasce questo modello rotondo, fantasioso, oltraggiosamente ricco e nel contempo autoironico. Un modello che riallaccia le sue origini ad un mitico pasha di Marrakech che avrebbe richiesto agli inizi del secolo un prototipo andato successivamente disperso (e probabilmente mai esistito).
Il Pasha di Cartier è insomma una favola e quello di Chris, realizzato in oro, è un deciso scatto in avanti di immagine rispetto al tank (già non certo modesto).
Il Pasha di Chris rappresenta la sfida di Chris lanciato verso un vertice che Tony occupa in modo ingombrante, e che sappiamo già non raggiungerà mai.
È a suo modo un orologio tragico, oltre che esasperatamente lussuoso e persino divertente,
Il gioiello della corona: Cartier Pasha Grille
Nella quarta stagione, Christopher accelera il suo volo verso il precipizio, e si appropria del Cartier Pasha Grille, il più esibizionista ed eccessivo di tutti. Un orologio estremo, esagerato, che diventa il suo marchio distintivo.
È quel Pasha, assurdo o meraviglioso, decidetelo voi, che presenta una griglia massiccia (e amovibile) sopra il quadrante. Ancora una volta, tanto per non dare nell’occhio, è realizzato in oro giallo 18K. La griglia non è solo un elemento estetico. Se vogliamo immergerci nel gioco psicologico che si intreccia per tutta la serie, affollata di tormenti e di psicoterapeuti, la griglia simboleggia anche l’intrappolamento di Christopher nella sua vita criminale e nelle sue lotte personali. Una trappola da cui il ragazzo sembra non avere nessuna possibilità di sfuggire, mentre sogni ed affetti cadono intorno a lui come birilli, in un crescendo esasperante (86 puntate non sono poche) e inesorabile.
Indossando questo orologio, Christopher comunica visivamente la mancanza di uscite della sua esistenza, o almeno così ci piace pensare. La griglia rappresenta le barriere che ha costruito intorno a sé, sia a causa delle sue scelte che delle circostanze esterne. Questo orologio diventa così un potente simbolo del suo stato d’animo e delle sue ambizioni contrastanti.
Chris e il suo Pasha Cartier Grid in oro – Boomerissimo.it
Purtroppo, il Pasha Grille viene rubato nell’episodio “The Strong, Silent Type” (Episodio 4.10), segnando una svolta che si rivelerà definitiva nella vita di Christopher. Il crollo del suo status e la sconfitta ormai sicura sue aspirazioni. Mancano ancora due intere stagioni all’epilogo finale e distruttivo dei Soprano. Ma la perdita del Pasha “grigliato” è un presagio sinistro che annuncia il peggio.
Ma come sempre, in questa serie grandiosa e geniale, il peggio e il meglio non sono mai scontati, non arrivano mai nel modo che ti aspetti. Sono sempre pronti a rovesciare il dramma in un sorriso e viceversa.
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Sono gloriosi, sfacciati, imprevedibili ed eccessivi, come gli orologi che Chris Moltisanti ha scelto come compagni di avventura.
Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.it


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