Mad Men una serie che abbiamo guardato in tanti, ma in cui ognuno ha visto qualcosa di diverso e di opposto. Il suo eroe era Donald Draper, il suo orologio, certamente non a caso, era lo Jaeger Le Coultre Reverso.
Sono esistiti almeno due modi di vedere e di vivere Mad Men, la grande serie ambientata dentro ed intorno ad una agenzia di pubblicità, che ruotava intorno al suo copywriter e direttore creativo Donald Draper.

Uno è il mio, e presumo quello di altri pubblicitari della mia generazione (perlomeno quelli che non disdegnavano la televisione, perché abbiamo avuto anche quelli). L’altro è quello dei miei colleghi di almeno un paio di decenni più giovani. Quelli che dalla pubblicità sono stati traditi, a volte umiliati. Gente che fa il nostro ex mestiere con uno spirito del tutto diverso dal nostro.
Pubblicità divisa in due
Senza maestri, con meno sogni, senza l’illusione di essere al centro del mondo. A volte con astio e rancore verso la nostra generazione, che secondo loro è responsabile di quasi ogni male: abuso di autorità, bullismo, persino molestie. Me ne accorsi scrivendo questo articolo ai tempi del famoso scandalo meetoo, che travolse un paio di agenzie. Pensavo di essere sceso a loro difesa (in fondo ho una figlia che sta vivendo gli stessi problemi), mi ritrovai attaccato come una specie di Gulliver. E non solo io, che avevo avuto l’ardire di scrivere. Mi resi conto con sorpresa che l’odio è diffuso, ha come bersaglio gente che, con tutti i suoi difetti umani, nella comunicazione pubblicitaria ha lasciato un certo segno in tempi in cui era importante farlo.

Per noi, che nella pubblicità e nella sua magia siamo cresciuti, per noi che siamo cresciuti con la passione e delle volte la missione di dare un’anima ai nostri prodotti, di soffiare la vita in pannolini e formaggini, Mad Men era un ritratto sorprendentemente fedele (più di quanto qualsiasi film su quel mondo sia mai stato), della febbre, del tormento creativo, e anche del mondo esaltante e tutt’altro che perfetto delle agenzie in cui siamo cresciuti. La genialità, il mestiere, la furbizia, i trucchetti, le piccole miserie quotidiane ma ogni tanto le creazioni esaltanti che tutti sognavamo prima o poi di firmare.
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Per questi ragazzi disillusi, Mad Men è stato esattamente il contrario: il ritratto di una grande menzogna, di un sogno spezzato. Era lo stesso oggetto, ma aveva due lati completamente diversi: opposti. Uno affascinante e geniale, l’altro freddo, piatto, metallico.
Jaeger Le Coultre Reverso: l’orologio di Donald Draper
In Mad Men, ogni dettaglio contava. Dall’arredamento ai vestiti, fino agli accessori, tutto contribuiva a creare l’atmosfera del miracolo anni ’60. Il perfezionismo esasperato di costumi e della messa in scena, erano parte del fascino della serie. Ma c’era un elemento che brillava più degli altri: l’orologio di Don Draper.
Donald Draper e il suo Reverso – Boomerissimo.it
Jon Hamm, nei panni del carismatico pubblicitario, indossa uno Jaeger-LeCoultre Reverso Classique con cassa in oro giallo e cinturino in pelle di alligatore marrone. Difficile pensare che sia una scelta casuale, visto che in quello show di casuale non c’era nulla. Reverso, quell’orologio a due facce, una delicata, tecnicamente perfetta e raffinatamente decò, l’altra liscia, fredda, robusta e metallica, riflette perfettamente lo stile e la personalità del grande creativo, diventando quasi un’estensione del suo carattere.
Si dice che Hamm non abbia subito amato quell’orologio rettangolare, dalle proporzioni quasi femminili.
“Ho una faccia da orologio rotondo”
–John Hamm
Glielo fecero provare lo stesso e la magia di quell’orologio che si ribalta, un po’ virtuosismo tecnico e un po’ giocattolo, finì per conquistarlo. Nella serie ha portato anche altri orologi di pregio, ma nessuno che abbia rappresentato così bene la doppia anima del suo personaggio. Donald Draper era anche lui un po’ Reverso: un uomo che lottava e nascondeva la sua vera identità. Un uomo sofisticato e di successo, che aveva rovesciato la sua vita precedente ma conservava vicina la sua faccia nascosta.

Il Jaeger-LeCoultre Reverso non è solo un bell’orologio, ma un pezzo di storia dell’orologeria. Nato nel 1931, fu creato su richiesta di alcuni ufficiali britannici in India che cercavano un orologio che potesse resistere alle partite di polo. La soluzione fu geniale: una cassa che poteva essere ruotata per proteggere il quadrante dagli urti.
Col tempo, il Reverso è diventato molto più di un semplice orologio sportivo. Dimenticate le insidie del campo da polo e dei suoi proiettili, è diventato segno di distinzione e un oggetto d’arte da polso. Il passato recente l’ha anche un po’ snaturato, offrendoci versioni con un secondo orologio sul retro, che a nostro modestissimo avviso sconfiggono alquanto la ragione di essere di un segnatempo per metà delicato e per metà corazzato.
La duplicità del Reverso rispecchia perfettamente la complessità del personaggio principale di Mad Men. Il Reverso è Donald Draper, è la pubblicità con il suo lato artistico e quello artigianale, con il suo sogno romantico e la sua dura realtà di business senza scrupoli.
Con mia grande sorpresa, ho scoperto che Reverso rappresenta benissimo anche la doppia faccia della pubblicità, per chi ci ha lavorato nella sua età dell’oro, piena di immaginazione, di stress, di fatica e di sogni. E per chi è corso verso un’illusione e si è ritrovato prigioniero di un mondo chiuso, senza più soldi e senza più prospettive, se non quella del lavoro precario e a cottimo.
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Niente Milano da Bere, niente più campagne Lucky Strike, niente più palazzi di vetro. Resta una corazza lucida e fredda, dietro la quale c’è stata una bellezza che ormai fa solo rabbia.
Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.it


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