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Speedy Gonzales

Speedy Gonzales censurato: arriba la rivolta

Un eccesso di correttezza non richiesto. Questa è la parabola di un beniamino dei bambini: Speedy Gonzales

Viviamo tempi strani. Da una parte uno sbandierato liberismo in cui ogni opinione è lecita, ogni rivisitazione fantasiosa della storia è accolta con plauso da una fetta di popolazione, a cui fa da contrasto un ricorso massiccio a divieti, messe al bando di tutto ciò si ritiene sia pericoloso.

Speedy Gonzales
Speedy bannato – Boomerissimo.it

La questione è molto più complessa. Se bastasse porre un veto ad ingiustizie e similari sarebbe un mondo pressocché perfetto. Sappiamo tutti che così non è. Veti e divieti sono sacrosanti, ma in qualche caso appaiono la classica soluzione del “chiudere la stalla dopo che sono scappati i buoi”, se non, nel più deleterio dei casi, un’affermazione di potere da parte di chi pensa di avere in mano il Verbo, la giustizia.

Il mondo è un po’ più complesso del bianco e nero, anche se il dilagare dei social ci porta a doverci misurare giornalmente con opinionisti senza arte né parte, pronti a dispensare la propria saggezza inconsulta peraltro non richiesta.

Deformazione prospettica

Nel terrore di incocciare in qualche censura, in qualche forma di #metoo meno nobile, ma altrettanto sconveniente, chi si occupa di comunicazione, televisione, scrittura è costretto ad un esercizio continuo di immaginazione e previsione su ciò che comunica, mette in onda, scrive.

Caucasicaneve e i sette diversamente alti – Boomerissimo.it

In questo delirio di ipercorrettismo qualcuno va decisamente al di là di quanto richiesto (semmai qualcuno lo avesse fatto).

Ed è così che assistiamo da qualche anno a messe al bando di fiabe, libri per ragazzi, cartoni. Facciamo di tutto e di più per tutelare, in facciata, le giovani generazioni, evitando qualsiasi cosa possa turbarli, tranne che dar loro gli strumenti per scegliere e/o esprimere un giudizio informato. Meglio bandire Caucasicaneve e i sette diversamente alti, stravolgere i libri di Roal Dahl e bandire, udite udite, Speedy Gonzales.

Speedy Gonzales

Personalmente mi piaceva parecchio il roditore di chiara origine messicana,  velocissimo in aperto contrasto con lo stereotipo degli abitanti del Messico pigri e dediti alla siesta. Adoravo la sua esclamazione “Ándale! Ándale! Arriba! Arriba!”, a lungo le uniche parole che ho saputo pronunciare in spagnolo. Ma sono state proprio queste parole a far finire il povero personaggio in disgrazia preventiva.

Il colpevole in azione – Boomerissimo.it

Speedy Gonzales, “Il topo più veloce di tutto il Messico”, è stato creato dalla Warner Bros. Cartoons nel 1953. Il personaggio è apparso per la prima volta nel cartone animato “Cat-Tails for Two”, diretto da Robert McKimson, anche se la versione più nota del personaggio fu ridisegnata da Friz Freleng e dall’animatore Hawley Pratt nel 1955.

Il roditore messicano conquistò rapidamente grande popolarità nelle serie Looney Tunes e Merrie Melodies, vincendo addirittura un Oscar nel 1955 come miglior cortometraggio animato per il cartone animato “Speedy Gonzales”.

Quando lo spettro del politicamente corretto ha cominciato a palesarsi, minaccioso alla stregua di neri dissennatori di potteriana memoria, ne è caduto vittima anche Speedy Gonzales.

Correva l’anno 1999, quando nella patria della libertà, gli USA, il canale tematico per ragazzi Cartoon Network ha interrotto la messa in onda dei cartoni animati di Speedy. Il timore era di incorrere in critiche dovute all’uso di stereotipi etnici. Il network riteneva che la rappresentazione dei messicani da parte del personaggio fosse potenzialmente offensiva e non politicamente corretta. Per diversi anni del roditore più veloce del  mondo si persero le tracce.

Contrariamente alle aspettative del network, molti ispanici, in particolare messicani e messicano-americani, avevano molta simpatia per Speedy Gonzales. Lo consideravano un personaggio positivo, allegro che superava sempre i suoi avversari. Nel 2002, la League of United Latin American Citizens (LULAC) ha chiesto il ritorno di Speedy, considerandolo un’icona culturale.

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In risposta a questa richiesta pubblica, Cartoon Network ha ricominciato a trasmettere i cartoni animati nel 2002. Il network ha riconosciuto che il personaggio era visto positivamente da molti membri della comunità ispanica, proprio quelli che la rete aveva pensato di “tutelare”.

Per quanto mi riguarda ritengo che contro un cartone animato, così come molte altre cose che passano in televisione basti il telecomando. Ma di certo non lo uso contro Speedy Gonzales.

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®

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