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Freddie Mercury

Freddie Mercury, Bicycle Race: la corsa censurata

La stagione delle grandi corse in bici è iniziata ed anche Boomerissimo, cronometro alla mano, tenta la scalata al passo, alla sua maniera.

Ascolta la playlist: https://open.spotify.com/playlist/0jn2C6YUDlVKqTrwVo0Qa2?si=6v1AScA8RPuVFoJN94cmuQ&pi=e-4VDqMa69TQK3

La partenza del giro d’Italia ha per la scrivente ha un valore aggiunto.

Freddie Mercury
Freddie Mercury era da maglia rosa – Boomerissimo.it

Comincia quando la scuola sta per finire e quella sensazione di pura liberazione non mi ha mai abbandonato nonostante a scuola (come alunna) non ci vada più da un bel po’.

Le grandi corse a tappe

Il giro d’Italia ha un che di biblico nella mia mente. Per me, che ho imparato ad andare in bici (male) alla tenera età di ventitré anni, risulta un mistero che tante persone amino passare ore ed ore sul sellino scomodo di una bici sudando e faticando in modo abnorme. Consapevole dei miei limiti, riconosco però la grandezza dell’impresa, impresa che si moltiplica in fatica ed ammirazione durante le grandi corse a tappe.

I giri di una volta – Boomerissimo.it

Da piccola guardavo il Giro seduta sul divano con mio padre che era, come ho già avuto modo di raccontare, un grandissimo sportivo, praticava tutti gli sport comodamente dal sofà di casa. La voce del giro era quella di Adriano De Zan, voce che ricordo ancora perfettamente e non me ne vogliano i commentatori successivi se oltre alla voce non ne ricordo i nomi. Non potrei mai scrivere di eroi del ciclismo, né di aneddoti connessi, ma di una particolare corsa in bici sì, una legata ad una celeberrima canzone dei Queen: Bicycle race.

Bicycle race

E’ matematico, ogni volta che mi capita di vedere il “gruppone” che pedala in qualche parte sperduta dell’Italia, mi viene in mente, con un sorriso, la canzone dei Queen e il video. La canzone fu partorita dal genio di Freddie Mercury. La band stava registrando tra Montreux e Nizza l’album Jazz (in cui sarebbe stata inclusa). Seppur intento nel suo impegno creativo, Mercury venne colpito dal passaggio del Tour de France, da qui l’ispirazione per la canzone. Ricca di accenni alla cultura popolare, il pezzo è un inno alla libertà sancito dalla strofa “I want to ride my bicycle, I want to ride it where I like”, in cui qualcuno ha voluto leggere anche un riferimento all’orientamento sessuale di Mercury. Personalmente ritengo che Freddie non volesse circoscrivere l’idea di libertà ad un solo aspetto della vita. Pruderie… Fatta la canzone bisognava pensare al videoclip. Ci voleva un’idea che desse visivamente tutta la sensazione di libertà che la canzone comunicava. Le cronache suggeriscono che il concept per il video sia stato frutto di una decisione collettiva della band.

Un fotogramma del video incriminato – Boomerissimo.it

Furono ingaggiate 65 modelle che avrebbero pedalato per il Wimbledon Greyhound Stadium completamente nude. Le ragazze scelsero perlopiù campagnole con telai realizzati da Gitane, Peugeot, Raleigh e Colnago. Lo stadio fu affittato per l’occasione così come le bici. Al noleggiatore, Halford’s Cycles, non fu spiegato in dettaglio per cosa sarebbero state usate le bici. Il proprietario, quando lo venne a sapere, pretese che tutti i sellini fossero comprati dalla band, in modo tale che potessero essere sostituiti. Oggi quei sellini varrebbero oro in un’asta di memorabilia. Come è immaginabile, il video suscitò tutta una serie di polemiche e andò incontro a censure, tanto che fu necessario editarlo per coprire le parti intime delle modelle. In alcuni Paesi il video è ancora soggetto a censura, anche su YouTube. Tanto per andarci più leggeri, il disco aveva come B-side, in realtà un doppio A-side, la canzone Fat-bottomed girl con in copertina una delle modelle ripresa dal lato B. Nel clima culturale odierno sarebbe impensabile girare un video del genere, le implicazioni sulla mercificazione del corpo delle donne ci seppellirebbero vivi. Allo stesso tempo le donne vengono private di altri diritti, dolorosamente e faticosamente conquistati, nel nome di valori  tradizionali che si pensava di aver archiviato nel 1978. In quegli anni si era forse più open-minded? Ognuno si dia la risposta che crede secondo il ben rodato marzulliano modello. Freddie si farebbe una risata.

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it® 

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Comments (

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  1. Ed ecco a voi… il SuperBidone | Il ControSanremo di Boomerissimo – Boomerissimo

    […] ospiti di quell’anno furono i Queen, che accettarono, non proprio di buon grado, di esibirsi in playback (sì il Festival era in […]

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