Più la gara langue, più cresce l’attesa per il SuperOspite. Figura magica e mitica che riscatterà la serata a suon di soldoni. Stelle di prima grandezza, dei calati dall’olimpo della musica, attirati dal passaggio televisivo milionario. Per loro vale la pena di aspettare le due di notte. Perché il SuperOspite vale oro, ci raccontano. Sempre che sia fatto davvero di metallo nobile…
Se la gara sanremese non “attizza”, magari qualche curioso proverà a resistere fino alle ore piccole per assistere all’esibizione del super ospite di turno.

Negli anni dal palco dell’Ariston sono passati un bel po’ di nomi, da Pippo Franco ad Alida Chelli, dai Duran Duran a Madonna, insomma il meglio di quanto in voga nel periodo storico.
I superospiti nel tempo
Compito del superospite sarebbe dunque quello di fare da catalizzatore per tutti coloro i quali, pur importandosene il giusto del Festival, hanno qualche curiosità per personaggi che difficilmente si vedono in Italia. Questo era molto più vero qualche decade fa, quando davvero le star della musica internazionale non era semplice intercettarle. Oggi, tramite i loro profili social, sono diventati come il vicino di pianerottolo, li vediamo al risveglio in pigiama, in bagno, col cane, insomma, forse tutta quell’attesa da sabato del villaggio, non esiste più. Fatto sta che non esiste Sanremo senza il superospite.
Negli anni un bel po’ di grandi nomi sono intervenuti a “patinare” il palco dell’Ariston. Così, a memoria, random, citiamo Tina Turner, Grace Jones, Frankie goes to Hollywood, Village People, Whitney Houston, David Bowie, Celine Dion, i Blur ecc. ecc. Una vera e propria Rock and Roll Hall of Fame. Anche se in realtà un po’ abbiamo barato… E’ capitato che ci siano stati spacciati come supermegabig personaggi che allora conoscevamo poco e che poco dopo abbiamo completamente dimenticato.
1984
Correva l’a. Pippobaudico 1984, in gara c’erano tra gli altri Toto Cutugno, Bobby Solo, Iva Zanicchi, Enrico Ruggeri, Fiorella Mannoia, Donatella Milani, Fiordaliso, Alberto Camerini, gli Stadio e Patty Pravo.
Tra le nuove proposte si affacciava Eros Ramazzotti, Marco Armani e i Collage. Per la cronaca la gara fu vinta dall’allora coppia inossidabile Albano e Romina per i big e da Ramazzotti per i giovani. L’onnipotente Baudo riuscì a scongiurare un paventato blocco del Festival ad opera degli operai dell’Italsider di Genova che protestavano per il piano dei licenziamenti. Baudo 4 President! Super ospiti di quell’anno furono i Queen, che accettarono, non proprio di buon grado, di esibirsi in playback (sì il Festival era in playback) per promuovere la loro Radio Ga Ga, i Culture Club con Victims, e ancora Paul Young e Claudio Villa.
Ma l’asso nella manica di Pippo fu lui, Julio Iglesias dei poveri, El Puma. Vi abbiamo sbloccato un ricordo, eh? Più che altro sturato… El Puma, al secolo José Luis Rodríguez González è un cantante venezuelano, nato come attore di telenovelas da cui il nome ferino.
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Sguardo tenebroso e penetrante, ci fu venduto come un artista che solo noi poveri italiani non conoscevamo appieno.

Fatto sta che dopo la pompa magna sanremese il felino venezuelano ha lasciato le coste italiche ed è tornato in patria dove ha continuato la sua carriera con successo. Oltre che attore e cantante di successo è diventato anche imprenditore. Ha creato una sua linea di merchandising ed un profumo che, ça va sans dire, porta il suo nome, El Puma. Si spera che non ne abbia anche la fragranza.
Antonietta Terraglia – Copyright Boomerissimo.it®


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