Tenetevi forte, luoghi comuni e frasi fatte in arrivo. E’ pronta a prendere il via la grande kermesse canora che immancabilmente, come ogni anno, si accende nella splendida cornice della città dei fiori: il Festival di Sanremo.
Giunto ormai alla 73° edizione, croce e delizia di telespettatori e presentatori, rimane un momento topico del palinsesto televisivo italiano.

Grazie al festival sono entrati nell’olimpo della musica italiani personaggi cotanti e tali del calibro di Anna Oxa, Eros Ramazzotti, Andrea Bocelli, Giorgia, Laura Pausini, Fiorella Mannoia, Paola e Chiara, Anna Tatangelo e tanti tanti altri.
Paghi del breve excursus? Non ve la caverete a buon mercato.
Perché Sanremo è Sanremo
Ma perché Sanremo ha questo peso, televisivamente parlando? Chi scrive non è Umberto Eco e davvero non saprebbe cosa rispondere di sensato ed altamente intelligente. Fatto sta che il Festival suscita emozioni, positive o negative, ma forti. Ci sono due partiti contrapposti, il bipolarismo perfetto, chi lo ama e lo guarda tutti gli anni, tutte le serate fino a tarda notte e chi “pack your bag and leave tonight” si dissocia dall’evento e nell’impossibilità di passare 5 giorni in un bunker antiatomico isolato dal mondo esterno, prova a limitare i contatti con la kermesse. Snobismo? Forse. Noia? Tanta. Sensazione di essere in trappola? Of course. Non c’è trasmissione, in quei giorni, che non ti ricordi che esiste Sanremo. Aaaargh….
Per noi boomer, Sanremo è sinonimo di Pippo Baudo. Lui sceglieva, organizzava, presentava, intratteneva, parlava l’inglese che non sapeva, salvava le persone, tutto rigorosamente in diretta. All’epoca sembrava impossibile che il consesso canterino potesse esistere al di fuori di Baudo, ma è avvenuto, è successo. Baudo è passato, il Festival è rimasto.

Ora sono i suoi epigoni a scegliere, organizzare, presentare, intrattenere, con la sensazione, a volte, che tutto sia passato e nulla sia in realtà effettivamente cambiato. Ma la scrivente è di parte (avversa).
Giorgia Fiorio
Ma anche noi di Boomerissimo abbiamo voluto affrontare il Festival con il più classico del “Signore e signori, ecco a voi…”. Avremo la nostra controprogrammazione d’antan, con i più grandi cantanti usciti dalle serate festivaliere. Ed è con immenso orgoglio ed enorme gioia che vi presento…Giorgia Fiorio! Qualcuno ricorderà questa quindicenne con un po’ di birignao, figlia di Cesare Fiorio, molto vicino alla famiglia Agnelli, direttore sportivo della Ferrari e membro del consiglio di amministrazione della Juventus. La giovane e bella Giorgia dai lunghi capelli parteciperà la prima volta a Sanremo nel 1983 con l’indimenticata hit Avrò. Un successo senza precedenti, bissato l’anno successivo con l’altrettanta masterpiece Se ti spogli. La visibilità sanremese le consentirà di fare il salto di qualità come attrice, recitando in cult dell’epoca, Sapore di mare versione 1 e 2.
Ma la fortuna di avere quindici anni è che si cresce e Giorgia Fiorio ha trovato la sua strada lontana dalla musica. Negli anni Novanta si afferma come fotografa. Entra a fare parte del progetto Uomini, in cui esplora la realtà di comunità chiuse maschili nella società occidentale e successivamente, negli anni 2000, con il progetto Il Dono, intraprende un viaggio attraverso il Sacro nelle sue forme più antiche. Nel 2009 la monografia Il Dono ha avuto il Patrocinio dell’UNESCO. Più di recente ha affrontato la percezione della figurazione umana nella statuaria antica.
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Un bel testacoda per una che cantava “Strade lucidate, la pioggia le ha baciate,
Tornare in due che bello è”
Antonietta Terraglia – Copyright Boomerissimo.it®


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