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Sanremo 1973

1973, Sanremo e banane: un capolavoro da “Schif Parade”

Sugli sugli bane bane: capolavoro del nonsense intenzionale. Le Figlie del Vento a Sanremo 1973, il brano che la Schif Parade consacrò

Nel mio scavo archeologico alla ricerca di brani sanremesi dimenticati, ma degni di essere ricordati, mi sono imbattuta in un ricordo personale.

Sanremo 1973
Le figlie del vento – Boomerissimo.it

Mio padre era una persona schiva, silenziosa. Era un timido. Ma era un uomo con principi scolpiti nella pietra. Gli intrallazzi non facevano parte del suo modo di essere. Ma era una persona estremamente divertente, aveva la battuta sottile, un po’ nonsense, mai volgare. Del suo modo di essere faceva parte anche il non cantare, anzi cantare poco. Mia madre cantava sempre, quando puliva la casa, quando cucinava, quando telefonava alle sue sorelle disperse per la penisola, cantavano insieme. Il repertorio era molto vasto. Canzoni napoletane e/o strappalacrime per lo più. Mio padre invece aveva un repertorio meno scontato. Gli piacevano le canzoni che non avessero un significato preciso, ma che facessero ridere. Una di quelle che usava cantare era un successo di Sanremo 1973: Sugli sugli, bane bane cantata dal Le figlie del vento.

Sanremo 1973

Il ventitreesimo Festival si tenne nella città dei fiori, ma al Casino. Presentatori furono l’inossidabile Mike Bongiorno e Gabriella Farinon. Le serate furono tre, di cui due trasmesse in radio con la conduzione di Farinon e solo la finale in tv con anche Mike. Quella edizione aveva un gran numero di esordienti in gara. Cosa che Adriano Celentano, selezionato con la canzone L’unica chance non digerì. Più precisamente, Celentano annunciò con un telegramma che non poteva partecipare al Festival a causa di una leggera gastrite, la cui guarigione sarebbe stata prevista “per domenica 2 marzo ore 09.30” (cioè a Festival concluso).​

Vincitore sanremo 1973
Peppino di Capri vincitore nel 1973 (Di Sconosciuto – https://recensiamomusica.com/sanremo-1973-viaggio-nella-storia-del-festival/, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=108760119) – Boomerissimo.it

L’informazione sanitaria era però trasmessa con intento polemico. Il testo diceva: “Causa sopravvenuta piccola gastrite, sono impossibilitato a partecipare al XXXIII Festival. Il medico mi ha consigliato 5 giorni di assoluto riposo, nonostante la mia preghiera di darmene solo tre. Pertanto la mia guarigione è prevista per Domenica 2 Marzo ore 9:30. Conoscendo la mia sensibilità credo che la scintilla della mia infiammazione sia scoccata nel momento in cui la commissione selezionatrice ha bocciato noti personaggi della canzone italiana. Auguro, comunque, a questo Sanremo un grosso successo, anche se, purtroppo, senza la mia presenza lo vedo un po’ pallido”. Vincitori di quell’edizione furono al primo Peppino Di Capri, che si assicurò il primo posto, secondo Peppino Gagliardi e terza Milva. Nessuna memoria di quelle tre canzoni.

Le figlie del vento

Nel 1973, a Milano, nacque un progetto musicale un po’ diverso dai soliti “complessi”. Le Figlie del Vento erano un quartetto interamente femminile fondato dal maestro Franco Chiaravalle. Le quattro componenti erano Rosa Giannoccaro, Tonia Tassari, Ledi Codognato e Piera Lecce da Lizzano. Le ragazze non erano delle scappate di casa in senso musicale, ma un ensemble vocale polifonico diretto da un maestro professionista. Il loro modo di cantare si basava sull’armonia tonale delle quattro voci, con cori polifonici su ottave diverse che creavano una texture sonora complessa. Non era la solita girl band, in cui l’aspetto fisico giocava un ruolo preminente, bensì una costruzione armonica che ricordava il rigore della musica classica applicato al genere pop. Franco Chiaravalle, il padre artistico del progetto, possedeva fior di credenziali nella musica italiana. 

Sugli Sugli Bane Bane, un capolavoro del nonsense

Il brano fu presentato al Festival di Sanremo 1973. La canzone era il frutto della collaborazione tra Franco Chiaravalle e Paolo Tomelleri per la musica, e Anna Piccioli per il testo. Quella che poteva sembrare un’associazione casuale di parole prive di senso era in realtà il risultato di una costruzione musicale sofisticata e deliberatamente paradossale.

Le figlie del vento cantano Sugli sugli bane bane – Boomerissimo.it

I versi diventati leggendari recitavano: “Sugli sugli bane bane / Tu miscugli le banane / Le miscugli in salsa verde / Chi le mangia nulla perde / Chi le lascia, lascia il gatto / Ma dev’essere un po’ matto”. Ma il brano continuava con strofe ancora più surreali, dove un vecchio marinaio raccontava una filastrocca caraibica: “Diceva ‘Sugli sugli / È un piatto prelibato / Lo mangia volentieri / Anche chi ha già mangiato’ / Diceva ‘Sugli sugli / Ti fa ringiovanire / E poi col bane bane / Tu lo potrai condire’”. Capolavoro! A una primo ascolto, la canzone sembrava una cavolata pura, privo di senso narrativo, inadatta allo stile del festival. No fidanzati/fidanzate lasciate in tormento, no cuore e amore. Superato il momento iniziale di smarrimento, l’ascoltatore si trovava avvolto da un arrangiamento semi-reggae trascinante, da una melodia orecchiabile e da un’armonia vocale che procedeva perfetta e sincrona. Era questa la genialità di “Sugli sugli bane bane”: l’accostamento deliberato tra il nonsense testuale e la perfezione armonica. Purtroppo Sugli sugli bane bane non trovò comprensione da parte della giuria di Sanremo 1973. Il brano fu eliminato prima della serata finale. La sensibilità artistica dei giurati non colse il sottile gioco sotteso alla canzone: il fatto che il nonsense testuale fosse intenzionale, costruito con cura professionale. Come sempre accade il verdetto della giuria fu ribaltato dal pubblico. Nelle settimane successive al Festival, il brano ottenne un notevole successo radiofonico, conquistando l’attenzione dei media  dell’epoca.La canzone entrò direttamente nella leggendaria “Schif Parade” della trasmissione Malalingua..

Malalingua
Luciano Salce e Bice Valori durante la Schif Parade (ebay.it) – Boomerissimo.it

Malalingua era un programma radiofonico andato in onda dal 1972 al 1974 sul secondo canale radio.  Nella seconda parte della trasmissione, la SCHIF PARADE, veniva rivelata la canzone più orrenda della settimana. Gli ascoltatori intervenivano per votare  le canzoni, a loro giudizio,  insopportabili, “anche per canzoni che odiava vostro padre. Una sorta di Hit Parade alla rovescia, una trasmissione radiofonica comica e sarcastica dedicata alla musica più brutta o kitsch del momento. Fior di interpreti entrarono in quella classifica: Loretta Goggi, Gianni Morandi, Caterina Caselli, persino Mina. Salce e Bice Valori, conduttori di questo segmento del programma, nella presentazione del brano delle figlie del vento dissero: “Sugli sugli/bane bane / sono quattro, sono strane / tutte insieme fanno un cane / sono figlie … del vento”. 

Banane a Sanremo – Boomerissimo.it®

Un elemento che illumina retrospettivamente la natura sofisticata del progetto è la collaborazione con Roberto Vecchioni. Il cantautore, scrisse per il primo album delle Figlie del Vento dal titolo I carciofi son maturi se li mangi poco duri, i brani “Tu sei il lattaio” e “Cicati cikà”.Verso la fine degli anni Settanta, con la musica che evolveva verso la disco, Le Figlie del Vento tentarono di adattarsi ai nuovi gusti. Tra il 1977 e il 1978, senza Ledi Codognato, si riformarono con il nuovo nome Eva Eva Eva. I brani erano ora scritti da compositori come Roberto Satti (alias Bobby Solo), Andrea Lo Vecchio, Cristiano Minellono e Shel Shapiro, con un sound che si allineava a quello di Donna Summer. Mio padre era quindi un critico musicale d’avanguardia, preferiva il nonsense  alla retorica sanremese. Meglio le banane in salsa verde dei cuori spezzati.

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®

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