L’appuntamento (con la morte televisiva) si avvicina, chi può si salvi, chi non può, se la goda, o si legga il controsanremo di Boomerissimo. (Ascolta la nostra playlist: https://open.spotify.com/playlist/5aEaiYUcdhxBNC87PWKBFH?si=4cc5023cc64c4b62)
Tutto cambia, affinché tutto rimanga uguale. E passate le sbronze di capodanno, ci prepariamo a sbronzarci nuovamente per Sanremo, per dimenticarlo, evitarlo o gioirne. A voi la scelta.

Il momento catodico
Dal 1951 ad oggi, settimana più, settimana meno, il mese di febbraio che il vecchio adagio vuole “corto corto e maledetto” (e sappiamo bene il perché) ci porta in dote Sanremo. Ogni anno promette di essere più mirabolante, epifanico, diverso, ma gratta gratta è sempre la solita passerella di cantanti che in base ad arcani ragionamenti vengono scelti. Non ci proviamo neanche a cercare la ratio di tali meccanismi, del resto Sanremo ormai da anni è un evento televisivo più che musicale. Per una buona parte del pubblico è un evento da non perdere, per un’altra fetta E’ l’evento da perdere. Tra tutti i bonus erogati dal governo europeo e nazionale, si sarebbe potuto prevedere il bonus “Antisanremo” che consenta l’iscrizione a Netflix o a qualsiasi altra piattaforma streaming per la settimana festivaliera. E niente, speriamo che il nostro appello non resti inascoltato. Di sicuro il palcoscenico dell’Ariston ha battezzato molti interpreti di successo, ma altrettanti sono passati senza lasciare traccia alcuna. E noi siamo qui, appunto, per farveli ricordare.
Sanremo 1981
Quello fu l’anno della vittoria di Alice con Per Elisa, che superò quella che per molti era la migliore canzone festivaliera presentata in quell’edizione, Maledetta primavera cantata da Loretta Goggi.

Presentatore fu di nuovo Claudio Cecchetto, come l’anno precedente. Ed è proprio Cecchetto autore ed interprete della sigla televisiva, proponendo un tormentone che ci perseguita da allora, tanto fastidioso e molesto quanto di successo, il Gioca Jouer. Non mancò l’evento pruriginoso/legale, con i 3/4 dei Ricchi e Poveri in rotta con Marina Occhiena, il quarto rimanente, rea di aver avuto una liaison, dicesi, con il compagno della “brunetta”. Insomma, Occhiena fece ricorso al giudice per essere sul palco e ci riuscì, almeno per la prima serata. Il clima tra i membri del gruppo canoro doveva essere ben pesante, tanto che Occhiena, dopo quella unica esibizione, sparì. Tra gli ospiti di quella edizione ci fu anche Alberto Sordi che, diversamente da Claudio Cecchetto, ci regalò una perla, un’arma che possiamo tuttora utilizzare come serenata esortativa per le persone da evitare, E va’… e va… I cantanti in gara erano divisi in due gruppi, gruppo A i cui appartenenti venivano sottoposti a selezione, mentre coloro che erano stati inseriti nel gruppo B accedevano di diritto alla finale. Tra costoro, i superbig, gli unti del signore c’era lui, Sterling Saint Jacques.
Sterling Saint Jacques
E’ più che possibile che il nome vi dica poco e nulla, ma siamo altrettanto certi che l’immagine varrà più di mille parole.
Sterling Saint Jacques era nato a Los Angeles, ma la sua vita è piena di mistero. Nato con il cognome Colter, lo cambiò in Saint Jacques quando conobbe l’attore Raymond Saint Jacques. Raymond è stato il primo attore nero ad avere un ruolo continuativo in una serie western. La serie in questione era Rawhide, che vedeva svettare (è il caso di dirlo) uno che sarebbe diventato un’icona del cinema, Clint Eastwood. Pare che Raymond avesse adottato due fratelli, Raymond jr e Sterling, ma di questa adozione non esistono tracce. Insomma la relazione tra i due non è chiara, per alcuni è stato il suo mentore, per altri il padre naturale, ma non sono le sole ipotesi. Ed anche sul luogo di nascita esiste qualche dubbio. Quello che è lampante invece è che non fosse un cantante di professione, ma modello ed indossatore. Nei tardi anni Settanta era un habitué dello Studio 54, la discoteca più famosa di quegli anni. Lo studio 54 era il posto dove essere e Sterling lo frequentava parecchio facendo bella mostra di sé, (era alto quasi un metro e novanta) e della sua abilità nella danza. Si accompagnavano a lui sulla pista donne affascinanti e famose, Bianca Jagger, la figlia del presidente Kennedy, Caroline e la super model Pat Cleveland, con la quale sembra ebbe un affair.
Il colpo di genio che gli fece fare un balzo in carriera furono un paio di lenti a contatto. L’adone, non pago della sua prestanza fisica, che comprendeva un bel paio di occhi di colore grigio, decise di diventare un fenomeno, il primo black man (parole sue) con gli occhi azzurri. E forse in quanto fenomeno fu portato a Sanremo con una canzone simbolo, di quelle entrate negli annali della musica mondiale, Tutto è blu, ovviamente il traino alla canzone lo facevano i suoi occhi addomesticati. Non raggiunse le vette delle classifiche anche se rimase in giro per un po’ partecipando a serate in discoteca e altre manifestazioni. E poi le notizie diventano poche e frammentarie. Molte delle biografie presenti in rete, indicano il 1984 come anno del suo trapasso. Ma come è possibile vedere dal video che vi mostriamo, almeno fino ad un certo momento del 1984, Saint Jacques era vivo, vegeto e danzante per Incontri d’Estate – Boario Terme, rassegna canora estiva presentata da Mike Bongiorno.
E quindi? Il sito IMDb cita come data della sua morte il 1992. Qualunque essa sia la vita del fenomeno dagli occhi finto azzurri è stata troppo breve. Anche le cause sono fumose. Si è parlato di malattie correlate all’AIDS. Saint Jacques era bisessuale e negli anni Ottanta la malattia era stata da poco scoperta e mieteva vittime nella quasi totalità di coloro che contraevano il virus. Un destino triste per un fenomeno.
Antonietta Terraglia - copyright Boomerissimo.it®


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