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George Michael

George Michael: con quella giacca poteva fare proprio tutto

George Michael è stato “bad boy”, un’icona pop e un filantropo. Della versione bad boy ci è rimasto in mente un dettaglio.

Non sono mai stata una fan degli Wham prima e di George Michael dopo. In qualche modo ne riconoscevo l’aura, il valore, l’impronta che ha lasciato in quegli anni.

George Michael
George Michael – Boomerissimo.it

E’ anche vero che le sue canzoni ti rimanevano in testa, volenti o nolenti e i suoi video erano amatissimi da molti per la presenza delle super top, da Linda Evangelista, a Christy Turlington, da Naomi a Tatjana Patiz.

George Michael

Nato artisticamente con gli Wham, Georgios Kyriacos Panayotou, si rende conto ben presto di poter fare a meno del suo compare Andrew Ridgeley, la cui utilità nell’economia artistica del duo era pari a quella del classico frigorifero per gli eschimesi. In realtà di queste coppie male assortite il mondo della musica abbonda, Hall & Oates o, tanto per restare a casa nostra, gli 883.

Gli Wham- Boomerissimo.it

George comincia alla grande la sua carriera solista, è una delle prime voci a cantare nella supercelebrata hit Do they know it’s Christmas, canta al concerto in memoria di Freddy Mercury, è uno degli artisti più amati da Lady Diana, insomma per lungo tempo è stato ovunque e comunque.

Per anni si sono rincorse le voci sulla sua omosessualità, dichiarata solo nel 1998, non prima di essersi fatto arrestare per “battuage” in un bagno pubblico di Beverly Hills. Per chi, come me, non sia avvezzo al termine, battuage vuole dire, secondo Garzanti Linguistica: “frequentazione di punti d’incontro, per lo più all’aria all’aria aperta (p.e. parcheggi, piazze, spiagge ecc.), da parte di chi cerca incontri sessuali, soprattutto omosessuali, con sconosciuti”.

La sua vita si è conclusa il giorno di Natale del 2016, quando viene trovato morto nel suo letto. Come al solito la stampa ha pubblicato notizie di una possibile overdose, ma l’autopsia ha rivelato come la sua morte ha avuto cause naturali, una cardiomiopatia dilatativa, che ha finito con avere la meglio sul suo fisico.

Il dettaglio indimenticabile

Il primo album da solista di George Michael è stato Faith. Ed è proprio la canzone omonima e il suo video che è entrata nell’immaginario collettivo. Per i pochi che non lo ricordassero, nelle prime sequenze l’unica cosa che si vede del cantante è la sua giacca di pelle con una scritta che è tutta un programma “Rockers Revenge”.

Il video di Faith – Boomerissimo.it

Un video che è un compendio del fashion di quegli anni, jeans strappati, capelli con i colpi di sole, stivali texani e Ray-Ban con lenti a specchio.

Ma è quella giacca che è rimasta impressa nella memoria dei teenager del 1987. Era un capo spalla griffato? Chi era lo stilista? Chi l’ha scelta? Dove è finita?Noi di Boomerissimo proveremo a rispondere a questi interrogativi destabilizzanti.

Prima di tutto possiamo affermare con certezza che il “look” di George non era frutto della fantasia prezzolata di uno stylist, ma della sua propria.

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Secondo quanto riportato dalla rivista People, fu lo stesso George a scegliere capi che provenivano dal suo armadio. I jeans strappati erano “artigianali”, cioè consunti dall’uso e non da complicati tagli a lametta. Ma la giacca? Qui cominciano i problemi.

Oltre a “Rockers Revenge”, sul retro della giacca è presente l’acronimo BSA che è stato un marchio motociclistico britannico ed una ghirlanda verde e oro. Secondo alcune fonti fu acquistata dallo stesso artista in un pawn shop a Los Angeles per pochi dollari insieme alla chitarra che lo accompagna nel medesimo video. Informazione non confermata, come non confermata è la supposizione che quella giacca, con quella parola “revenge”, fosse un modo in codice del cantante per dichiarare la sua omosessualità.

La giacca fu poi replicata per accompagnare il cantante nel tour.  Non si sa bene se quella del video o una delle repliche è stata donata dal cantante ad un’asta di beneficenza di Nordoff Robbins Music Therapy ospitata da Christie’s South Kensington il 31 gennaio 1993.

Con quella giacca, George poteva davvero fare tutto: dal bad boy all’icona pop, fino al filantropo amato da tutti. Un capo di tale successo che è possibile trovarla in replica in molti negozi. È diventata un pezzo di storia e se la storia si può comprare allora vale la pena spendere qualche euro, indossarla, inforcare gli occhiali a specchio e sussurrare: Well, I guess it would be nice if I could touch your body…

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®

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