I destini delle star non sempre sono destinati ad incrociarsi, ma, come recita il vecchio adagio “non tutto il male vien per nuocere”
Rocky e i Queen. Un connubio ardito o possibile? In realtร non sembrerebbe cosรฌ arrischiato, il gruppo britannico ha scritto la canzone che รจ diventata poi un inno sportivo trasversale, la celeberrima “We are the champions”.

Resta perรฒ la domanda, cosa c’entra l’uno con gli altri?
La terza “puntata” di Rocky
Tra Rocky e Rambo Stallone ha dato vita a saghe cinematografiche degne delle piรน longeve soap-opera, ma Rocky, perlomeno aveva uno spessore di trama e sostanza e non solo l’ipertrofia muscolare di Rambo.
Ad ogni modo, correva l’anno 1981 e Stallone stava scrivendo la sceneggiatura per il terzo episodio di Rocky. La prospettiva รจ cambiata, il pugile italoamericano non deve piรน affermarsi, รจ un campione affermato, ci voleva quindi una nuova idea che spingesse il pubblico a tornare al cinema.

Ed ecco qui Rocky diventare un campione mollaccione e dedito al lusso, che, troppo preso dal suo successo, perde la motivazione. Perde anche il titolo e assiste alla morte del suo allenatore. Da qui l’ennesima rimonta, la ri-scalata al successo grazie al suo ex rivale Apollo Creed. Molto Stallone-style, ma decisamente efficace.
Parte centrale del film e molto amata dai fan รจ la lunga sequenza di allenamento alla quale si sottopone Balboa per riconquistare il titolo.
Stallone voleva una canzone, a sottofondo della sequenza, che evidenziasse anche musicalmente il momento, la lotta e la rinascita, insomma i cavalli di battaglia di Stallone regista.
Il grande “no” dei Queen
Per quel momento centrale del film Stallone aveva in mente “Another one bites the dust” dei Queen. La canzone, pensata e quasi del tutto incisa da John Deacon, il bassista della band, รจ fortemente influenzata dal giro di basso di “Good Times” degli Chic. Il successo del brano come singolo si deve perรฒ ad un altro grande della musica di quel periodo, Michael Jackson che, intuendone le potenzialitร , spinse la band a farne un singolo.
Stallone voleva talmente quella canzone nel suo film da contattare il management dei Queen, ma l’accordo non fu trovato. Qui le motivazioni del gran rifiuto divergono. Qualcuno afferma che la band non volesse che fosse associata ad un film violento, ma probabilmente non fu trovata la quadra sui diritti. Quale che fossero le motivazioni non se ne fece nulla.
Rimasto senza nulla in mano e nell’urgenza di trovare una canzone, Stallone si rivolse a Jim Peterik dei Survivors, band che conosceva. Lo convocรฒ e gli diede l’infausto incarico di scrivere una canzone che avrebbe dovuto sostituire “Another one bites the dust”.

Fu cosรฌ che nacque “Eye of the tiger”, brano che ebbe un successo planetario e che lanciรฒ i Survivors nell’Olimpo dei grandi. Negli anni scriveranno altre canzoni che saranno parte di soundtrack per film come Karate Kid – Per vincere domani e Rocky IV. Tutto grazie al “no” dei Queen.
Antonietta Terraglia – Copyright Boomerissimo.itยฎ


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