Non esprimiamo giudizi sulla persona, ma si può dire che, come artista. Michael Jackson si sia guadagnato un posto nell’empireo della musica. Come uomo, è tutta un’ altra storia.
Prima che la valanga di fango lo seppellisse, Michael Jackson era una vera divinità, il re del pop.

Abbiamo assistito per anni, con comprensione, alle sue stranezze personali, ai cambiamenti del suo volto, ai matrimoni discutibili, alla sua strana paternità.
Il piccolo di casa
Il piccolo Michael ha subito delle decisioni e si è ritrovato in una vita che non ha avuto la possibilità di scegliersi. Definire la famiglia Jackson disfunzionale è solo parte della verità. Il patriarca Joe, bluesman fallito, fondatore del gruppo dei Jackson Brothers, pretende dai figli perfezione ed obbedienza e usa, come forma di persuasione, le cinghiate. Devono provare tutti giorni per almeno cinque ore.
Michael entra nel gruppo ad appena otto anni divenendo in breve il frontman della band. Il suo talento non trattiene il padre dal canzonarlo chiamandolo “fat nose”. Forse è allora che Michael matura la decisione di cambiarlo. Ma qui usiamo della psicologia da rotocalco. Non si può dire che abbia avuto un’infanzia normale: dal 1964 in poi la sua vita l’ha passata tra sale d’incisione, concerti, tour, nulla a che vedere con la vita normale di un bambino.
Dopo la sua morte sono venuti a galla altri presunti abusi del padre. Il medico personale di Michael ha dichiarato che Joe avrebbe castrato chimicamente il giovanissimo talento di casa per preservarne la voce. Secondo alcuni Michael avrebbe deciso di trasformare il suo viso proprio per cancellare ogni somiglianza con il padre.
Il bambino mai cresciuto
Nei primi anni Duemila Michael è travolto dallo scandalo. Alcuni bambini, ex ospiti della sua casa, Neverland, lo accusano di molestie.
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Nel dibattito interviene anche Marlon Brando. I due sono più o meno amici. La loro è una relazione di mutuo scambio, Jackson dovrebbe insegnare a Brando a ballare e Brando gli promette di trasmettergli alcune tecniche di recitazione. Già come premessa è abbastanza surreale. In una testimonianza giurata del grande attore, resa nel 1994 ai magistrati che indagano su Michael, come riferisce il quotidiano la Repubblica, Marlon riferisce di una loro conversazione incentrata su temi abbastanza intimi. Brando sino ad allora è convinto che il re del pop sia gay. Ma parlando con lui del rapporto con il padre, della totale assenza nella sua vita di amici, Brando rende questa precisa dichiarazione: “Michael vive in un mondo completamente diverso, e non vive emozioni reali tanto che questo rende molto problematico non solo il lavoro sulla recitazione ma anche la normale vita quotidiana”. Insomma si persuade che qualcosa di reale ci sia nelle accuse di molestie che gli sono state mosse.

Secondo la facile criminologia da trasmissione tv, i bambini abusati spesso diventano molestatori, ma rinviato a giudizio, Michael è però giudicato non colpevole.
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Quello che sicuramente è mancato al grande artista, è stata una vita normale. Da quando ha avuto otto anni in poi la sua esistenza si è dipanata su percorsi irreali, eccessivi. Ha vissuto una vita da recluso di lusso, ha potuto permettersi qualsiasi cosa, ma non di passeggiare per la strada o di fare la spesa.
La spesa. Croce e delizia di tutti. Il parcheggio, la moneta per il carrello che non si trova, l’infernale ammennicolo con la ruota che non gira, avanti e indietro per le corsie del super con la lista in mano. Insomma il teorema e il suo corollario di rottura di scatole.
Per fare qualcosa che le persone normali fanno quotidianamente, borbottando, Michael deve programmarlo, con accuratezza e per tempo. Ed in questo video il re del pop realizza un sogno, fare la spesa al super. Un supermercato in Florida chiude per permettere alla star di far qualcosa di normale. Guardandolo si nota la gioia infantile dell’artista nel girare con il carrello, lanciarsi tra le corsie come fanno i bambini e arraffare i prodotti dagli scaffali.
Per lui sarà stato un momento felice, personalmente guardando il video ho provato solo tristezza e pena.
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®


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