Michael Jackson era un uomo spaventato e solo. Mille volte abusato e tradito, non credeva più a nessuno, se non ai suoi amici animali. Questa è la drammatica storia del suo amico Bubbles.
Michael Jackson è stato l’artista di maggior successo di tutti i tempi. Nessuno al mondo ha mai avvicinato i suoi record di vendita. Amato a distanza dalle folle, osannato da milioni, o forse sarebbe il casi di dire miliardi, di fan in tutto il mondo, Jackson non ha avuto la stessa fortuna nella vita reale.

Una vita vissuta in gran parte da solo, nell’isolamento più totale e nella difficoltà più assoluta di creare legami umani, che lo hanno sempre spaventato, molto più di quanto gli abbiano portato conforto. Le radici di questa vera e propria patologia della vita di relazioni sono molte. Non pretendiamo di comprenderle tutte, ma alcune, certamente le più evidenti, le abbiamo raccontate in questo articolo, che getta un po’ di luce su una infanzia che definire traumatica è poco.
“Mi sento più a mio agio con gli animali che con la gente. Pensavo che fosse perché sono timido, ma poi ho capito che questo è semplicemente il mio modo di essere”
–Michael Jackson
La sua vita è stata quella di un uomo a cui era impossibile essere normale, avere normali legami di affetto e di amicizia. Paradossalmente, il suo enorme successo e la sua ricchezza sempre più smisurata hanno rappresentato un’aggravante, spingendolo fino ai limiti di una autentica paranoia (se non abbondantemente oltre) .
Michael Jackson è stato un re che non ha mai potuto essere bambino e che ha vissuto una vita angosciante da adulto, nella quale si è sentito costantemente minacciato e in pericolo. Tutto, gli uomini, le donne, persino i microbi nell’aria lo terrorizzavano. Eppure Jackson, come chiunque altro, o forse molto di più, era un uomo sensibile, che aveva bisogno di amore e di sentimento. Forse è proprio da questo che nasce il suo amore per gli animali. Un amore che gli ha dato l’unico vero amico che la sua abbia vita abbia conosciuto. Non proprio un uomo, ma quasi.
Michael Jackson e il suo amico Bubbles
Se l’amore di Jackson per gli animali è stato proverbiale, addirittura leggendario è stato il suo rapporto con Bubbles, il suo amico scimpanzé. Mentre si sforzava di mantenere il massimo delle distanze dagli esseri umani, il suo legame con questo curioso amico, forse l’unico che non poteva minacciarlo né tradirlo, si approfondiva sempre di più.
I due furono inseparabili per i lunghissimi anni della fase culminante della carriera di Jackson. Sembravano capirsi e volersi bene, cosa impossibile per chiunque altro. Diventarono una vera e propria coppia, sempre sulle prime pagine della stampa, e amata dai fan del cantante ballerino, che intuivano l’importanza che Bubbles aveva per questa star ferita e fragile. Un ruolo che andava molto oltre quello di una simpatica mascotte, capace di far parlare di sé.
L’amicizia che veniva da lontano
Bubbles aveva avuto un’infanzia traumatica, non meno di quella di Michael: nato in un centro texano che allevava animali a scopo di ricerca, la vita dello scimpanzé era probabilmente destinata a finire molto in fretta, tra atroci sofferenze, se qualcuno non l’avesse portato fuori da lì.
Le testimonianze che abbiamo raccolto non sono unanimi nello stabilire se sia stato lo stesso Michael Jackson a salvarlo da quel destino, oppure l’animale sia stato acquistato da un addestratore di Hollywood, dove Jackson lo avrebbe trovato.
Ti piace Boomerissimo? Sostienilo con una piccola offerta a questo link
Poco importa. È noto che gli scimpanzé non sono animali facili, per molti versi difficili, inaffidabili, obliqui e talvolta feroci come gli uomini. Eppure tra quella scimmia e l’uomo che gli aveva dato una casa e una vita, nacque un rapporto intenso e vero. Dove c’era Michael Jackson, in tour, in concerto, sulle copertine delle riviste patinate, per lungo tempo ci fu anche Bubbles, quasi sempre vestito come il fratello gemello della star.

Diffidente com’era verso il genere umano, Jackson non aveva alcun timore di dormire nello stesso letto con uno scimpanzé, una cosa che spaventerebbe (giustamente) molti. Più che il suo animale di compagnia, per Michael Jackson Bubbles era un amico e un confidente. Sembravano capirsi. E chissà, forse si capivano per davvero.
La fine drammatica del loro rapporto e il tentativo di suicidio
Sfortunatamente, quasi nulla era fatto per durare per sempre nella vita di una star sempre sull’orlo del crollo nervoso. All’inizio del 2000, la vita di Michael Jackson diventò ancora più confusa e stressante. Accusato di abuso di minori, cominciò a comportarsi in modo sempre più strambo e imprevedibile.
Terrorizzato che Bubbles potesse fare del male Prince Michael, il bambino che aveva appena avuto da Debbie Rowe, Michael (o forse sua moglie, che presto sarebbe diventata ex) decise per un passo impensabile: consegnare Bubbles a un’oasi faunistica, che se ne sarebbe presa cura al posto suo.
Ma qui le cose cominciarono a deragliare e i segni del comportamento irrazionale di Jackson presero il sopravvento. Abbandonato Bubbles, Jackson acquistò non uno, ma due nuovi scimpanzé che in pubblico impersonavano il ruolo dello “scomparso” Bubbles.
Bubbles, nel frattempo, solo e abbandonato nel suo centro per scimpanzé, non riuscì mai a superare la separazione dal suo amico e nel 2003 tentò persino di suicidarsi.
Bubbles crede ancora che Micheal Jackson sia vivo
Gli addestratori riuscirono a salvarlo ma a tutti è sempre stato chiaro come il legame emozionale con il suo amico, che lo portava in giro per il mondo a cantare e ballare, sia una ferita profonda che Bubbles non è mai riuscito a superare.
Ti piace Boomerissimo? Sostienilo con una piccola offerta a questo link
Michael Jackson, nel frattempo è morto. Bubbles invece continua a vivere al sicuro, anche se abbandonato dal suo compagno. Nessuno gli ha mai detto che adesso è solo per davvero e che il suo amico Michael non potrà mai più venire a trovarlo, né lo potrà mai più salvare, nemmeno se volesse. Il suo addestratore sostiene che la notizia lo lascerebbe devastato, e c’è sicuramente da credergli.
La lotta di Michael Jackson contro qualcosa di più forte di lui
Michael Jackson ha avuto una vita difficile, che solo qualcuno di molto superficiale potrebbe invidiare. Il successo, la fama, la ricchezza, hanno aggiunto sulla sua schiena peso sempre crescente, fino a schiantarlo del tutto.
La storia di Bubbles è una delle testimonianze di questa lotta dolorosa, e fatta di sconfitte sempre più difficili, un percorso di dolore che Jackson, peraltro, non ha mai nascosto a chi aveva la sensibilità di ascoltarlo, anche solo nelle sue interviste.
“Non credo più a nessuno. Sono stato tradito troppo volte.”
–Michael Jackson, 1993
Non abbiamo nessuna pretesa di improvvisarci psicologi. Ma come semplici osservatori del mondo, è inevitabile notare come molte vittime di violenza e di abusi finiscano a loro volte per diventare violenti, e autori di abusi. Chi è stato tradito e abbandonato all’infinito, come è successo a Michael, può diventare a sua volta colui che ti abbandonerà quando ne avresti più bisogno. Proprio quando basterebbe poco per mettere a posto un pezzettino guasto del mondo.
E di questo, purtroppo, ne sa qualcosa Bubbles.
Antonio Pintér


Rispondi