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Brando Nicholson

Jack Nicholson e Marlon Brando: un’amicizia difficile da demolire

Due mostri sacri del cinema, uno scomparso ormai da qualche anno e l’altro asserragliato da anni in casa in solitudine. Due caratteri complessi e fuori dagli schemi che, forse per questo, erano anche profondamente amici.

Cinque. Questo è il totale degli Oscar che hanno vinto questi due “ragazzacci”. Il totale dei premi, invece, è difficile da conteggiare.

Brando Nicholson
Marlon Brando e Jack Nicholson, una casa per due | Boomerissimo.it

Alcuni dei film rimasti nella storia del cinema, dagli anni Cinquanta a questa parte li hanno visti protagonisti. Due maschere in grado di interpretare qualsivoglia tipo umano accettando le sfide più difficili.

Marlon e Jack

I due giganti del cinema hollywoodiano hanno percorso strade diverse per arrivare ad essere delle star.

Marlon è arrivato al cinema con un percorso “accademico” ed anche rivoluzionario. E’ stato uno dei primi allievi dell’Actor’s studio e praticare il famigerato Metodo Stanislavskij negli Stati Uniti. Fino ad allora la recitazione era molto di maniera, con gesti esagerati e, soprattutto in caso di numerose repliche, ripetitivi e poco espressivi. Stanislavskij teorizzò una recitazione che avesse come punto di forza lo studio psicologico del personaggio. Nella sua idea, l’interprete doveva essere sempre sull’orlo della commozione. In questo Brando è stato un ottimo allievo.

Un giovanissimo Marlon Brando, nel 1951 – Boomerissimo.it

Da Fronte del porto, Un tram che si chiama desiderio, Bulli e pupe, Gli ammutinati del Bounty, Il padrino, Ultimo tango a Parigi, Apocalypse now, in ogni fase della sua vita ha saputo immedesimarsi nel carattere che gli veniva proposto, da giovane bello e dannato a mafioso e psicopatico, in tutti è stato più che credibile.

Ma di certo non è stato una persona facile. Si è impegnato per molte cause, quella dei nativi americani, degli afroamericani, ha avuto molte donne (e a quanto pare anche molti uomini) e undici figli, ha posseduto un’isola vicino Tahiti e guadagnato montagne di dollari che ha speso, sempre.

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Il percorso di Nicholson è stato diverso. Ha cominciato a lavorare da Hanna & Barbera (quelli di Yoghi, per intenderci) come assistente. Gli fu anche proposto di diventare animatore, ma Jack voleva recitare.

Giovane, ma lo sguardo era inquietante sin da allora – Boomerissimo.it

Come Brando, anche Nicholson ha prestato la sua maschera a personaggi leggendari, è innegabile però che nel dar vita a persone non convenzionali si è espresso al massimo. Shining, Qualcuno volò sul nido del cuculo, Easy rider, Qualcosa è cambiato sono alcuni dei film in cui il volto di Nicholson ha aggiunto valore a quello della pellicola. Impossibile anche dimenticare il ghigno del suo Joker nel Batman di Tim Burton, meno cupo di quello di Heath Ledger, ma altrettanto temibile.

Colleghi e amici

I due “ragazzi irresistibili” hanno anche girato un film insieme, un western, Missouri, diretto da Arthur Penn. Il regista non ha mai nascosto che è stato un set molto particolare, in cui il suo ruolo, sostanzialmente, era quello di guardare cosa si inventavano i due attori.

Jack Nicholson e Marlon Brando
Jack Nicholson e Marlon Brando, due stili agli antipodi – Boomerissimo.it

Nicholson più tardi ha raccontato che Marlon, anzi Bud, come lo chiamavano tutti, lo mandava fuori di testa. L’interprete di Shining non imparava le battute, ma le leggeva via via, grazie a “gobbi” abilmente posizionati. Il non sapere la parte a memoria serviva, secondo i dettami di Stanislavskij, la recitazione più spontanea. Questo però rendeva il suo sguardo “pellegrino”, sempre alla ricerca delle battute. Conseguenza, Jack non sapeva mai dove guardare…

Jack Nicholson e Marlon Brando sul set di Missouri – Boomerissimo.it

Il film non andò benissimo, gli incassi seppur buoni dovettero fare i conti con il cachet dei due protagonisti: un milione di dollari a cranio.

Vicini di casa

Brando e Nicholson sono stati vicini di casa per più di vent’anni, come ha confessato Jack, hanno condiviso ben più di un cancello a Mulholland drive, Los Angeles. Per un po’ Brando ha anche ospitato Nicholson. La compagna di allora lo aveva buttato fuori per una delle sue scappatelle.

Entrambi sono stati sempre piuttosto schivi e attenti alla loro privacy. Ma la loro amicizia è stata reale; è stato proprio Nicholson a disperdere parte delle ceneri di Brando a Tetiaroa, l’isola dell’attore. Un altro mucchietto è stato disperso nella Death Valley con quelle del suo amico (qualcuno dice il suo amante) Wally Cox. Pare che l’attore avesse tenuto le sue ceneri in casa, con il pigiama che Cox indossava nel momento della morte.

Marlon Brando e Wally Cox – Boomerissimo.it

Gli ultimi anni di Brando non sono stati semplici. La malattia, le disgrazie (la figlia Cheyenne si suicidò) lo avevano fiaccato. In più era sommerso dai debiti. Spendeva molto, per alimenti alle mogli e agli undici figli, per le cause in cui credeva. Insomma alla sua morte, i figli più che altro ereditarono debiti.

Come il suo proprietario, anche la dimora di Mulholland drive era in pieno declino, ridotta ad uno stato pietoso. Nicholson la comprò per cinque milioni di dollari con l’intenzione di preservarla per i figli di Brando. Ma gli eredi non erano affatto interessati.

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Nicholson allora, certo di interpretare la volontà dell’amico, ha deciso di demolirla. La struttura non era recuperabile e per preservare la memoria dell’interprete del Padrino e proteggere la sua stessa privacy ha deciso di demolirla. La casa è stata rasa al suolo, la piscina riempita e sul terreno sono stati piantati arbusti di frangipane.

Il copione si ripete?

Jack Nicholson si è ritirato dalle scene nel 2013. Le motivazioni non sono molto chiare, ma si parla di un declino mentale dell’attore. La famiglia e gli amici sono molto preoccupati. Anche Jack come Marlon nei suoi ultimi anni, è sempre più isolato e solo nella casa dove non permette a nessuno di entrare.

Antonietta Terraglia

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