Fonzie e Forrest Gump. Non c’è molto da aggiungere. Due personaggi cari al pubblico, due modi di esprimere i buoni sentimenti, due modi (diciamolo) di essere antipatici a coloro che poco digeriscono l’eccesso di zucchero.
Cunningham, basta la parola. Chi ci segue non ha bisogno di leggere altro.

La mente torna agli anni Cinquanta colore pastello di Happy Days, alla canzone grazie alla quale una generazione di adolescenti e preadolescenti ha imparato i giorni della settimana in inglese. Insomma anche una sit-com di servizio.
Il decennio dei buoni sentimenti
Gli anni Cinquanta sono stati gli anni dei buoni sentimenti, almeno in apparenza, quelli del lieto fine assicurato o quasi. Certo, erano anche gli anni di Gioventù bruciata, de Il selvaggio, ma in massima parte erano il decennio che vedeva le mamme preparare di continuo torte in cucina, vestite di tutto punto con la gonna a ruota in stile new look Dior, almeno questa era la visione che si voleva veicolare al grande pubblico.
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Happy days si colloca in questo mainstream, un intrattenimento divertente, in un momento in cui gli americani avevano voglia di leggerezza, lontano dai problemi economici e dei dolori della guerra del Vietnam.

La famiglia dei protagonisti, i Cunningham, rappresentano la tipica famiglia felice americana, mamma, papà e figli, che, nonostante qualche inevitabile scaramuccia, sono sempre in sintonia. Richie (Ron Howard completo di capelli) e i suoi amici, Ralph e Potsie hanno praticamente un unico problema: le ragazze. Ed è per realizzare il loro desiderio di conquista che si affidano ad un master di tutto rispetto: Fonzie .
La sit-com è andata in onda dal 1974 al 1984 per 255 episodi ad indice della bontà dell’idea.
Una sit-com da Oscar
Tutte le serie che si sono protratte per molti anni hanno visto avvicendarsi un gran numero di attori in veste di guest star. Alcuni di loro, col tempo si sono affermati, è la legge dei grandi numeri.
Lo stesso Ron Howard/Richie Cunningham è diventato uno dei registi di maggior successo di Hollywood arrivando a vincere Oscar, l’ambita statuetta. I più accorti fan della serie ricorderanno che anche il futuro Forrest Gump, Tom Hanks, ha partecipato alla serie.
L’episodio che ha visto la presenza di Tom Hanks si intitola Vendetta tremenda vendetta e risale al 1982.

Il suo ruolo è quello di un istruttore di karate in aperto contrasto col personaggio più amato della serie, Fonzie. Il suo personaggio, infatti, non solo mette KO l’uomo più desiderato dalle ragazze, ma addirittura, si appropria del suo mitico giubbotto di pelle.
I due attori non si sono mai piaciuti, come ha rivelato più tardi Ron Howard, amico di entrambi, e il clima durante la registrazione dell’episodio ne ha risentito.
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Un’antipatia mai sopita che è riemersa anni dopo, quando Hanks è già un attore sulla rampa di lancio per diventare una star. Il 1989 li rivede insieme in veste di regista e interprete principale del film Turner e il casinaro, in cui Hanks fa coppia con Hooch, un Dogue de Bordeaux. Henry Winkler però non vedrà la fine del film. Dopo tredici giorni dall’inizio delle riprese, Fonzie viene licenziato.
Lo racconta lui stesso nel 2019 in un’intervista tv a Watch What Happens Live with Andy Cohen. Ha confessato al pubblico televisivo che, a meno di due settimane dalle riprese, ha ricevuto una telefonata da Jeffrey Katzenberg, all’epoca CEO Disney che gli dice testuali parole: ‘Non lasciare niente, te ne torni a casa”. Le riprese del film vengono concluse da Roger Spottiswoode, che è il regista accreditato del film.
I “soliti noti” affermano che fautore del “siluramento” di Fonzie sia stato proprio Tom Hanks. L’unico con cui Winkler è andato d’accordo su quel set pare che sia stato il cane…
Antonietta Terraglia


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