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Calvario di Richie Happy Days

Happy Days, il calvario di Richie: duello all’ultimo ciuffo

Happy Days non è mai finito davvero. Milioni di fan club in tutto il mondo continuano a godere della storia della famiglia Cunningham. Tutti felici? Pare di no, almeno per uno dei protagonisti.

Molti di noi sono cresciuti guardando le gesta della famiglia Cunningham.

Calvario di Richie Happy Days
Il duello Richie-Fonzie – Boomerissimo.it

Noi che sognavamo l’America pensavamo davvero che gli Stati Uniti fossero quel crogiolo di buoni sentimenti e giustizia, in cui anche il bullo, davvero bullo non era.

Destinazione Milwaukee

A parte qualche sparuto erudito geografo, all’epoca la ridente cittadina di Milwaukee non era nei radar, il suo nome sconosciuto e dall’ortografia italian-unfriendly ci diceva poco. Del resto la cittadina del Wisconsin non faceva parte dell’immaginario legato all’America che noi conoscevamo dai film. Non era New York o Los Angeles, non Las Vegas e neanche un città legata all’epopea del West, una Tucson, Kansas City o Tombstone.

Heyyyyyy – Boomerissimo.it

La città è la classica “medium size midwestern city”, fantastica se vivi nei quartieri giusti, con belle case e un bel giardino. Ma noi questo non lo sapevamo.

Ci siamo appassionati ai Cunningham ed alla loro cerchia di amici, alle chiacchiere da Arnold e alla spacconate di Fonzie ed abbiamo imparato a pronunciare “Milwoki”.

Per i protagonisti della serie, poi, è stato come essere proiettati nello spazio. Da attori di risulta o in divenire hanno guadagnato di punto in bianco una popolarità inimmaginabile in patria e fuori. Sono cose che possono minare dall’interno. E così è successo.

L’inarrestabile caduta di Richie

Tra i membri del cast c’è sempre stato un ottimo rapporto. Alcuni di loro sono ancora in contatto, si sentono e talvolta fanno una reunion per il loro divertimento e per il delirio i fan. Qualche attrito sicuramente ci sarà stato, ma più che altro con alcune guest star, come abbiamo raccontato qui.

Happy Days calvario Richie
L’incubo di Richie Cunningham – Boomerissimo.it

Protagonista della sit-com sarebbe dovuto essere Richie Cunningham, rimasto unico figlio maschio dopo la misteriosa dipartita del fratello Chuck. Ma nessuno, tra ideatori e sceneggiatori, aveva previsto l’impatto che sul pubblico avrebbe avuto the Fonz. Il ciuffo, il giubbotto, la moto, il modo di parlare hanno conquistato i telespettatori molto più del capello carota e delle efelidi del bravo ragazzo Richie.

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Come ha avuto modo di raccontare nella sua biografia Ron Howard, questa consapevolezza dolorosa gli ha causato un forte stress sfociato in conseguenze penose. L’amicizia tra Howard e Winkler è sempre rimasta viva, non è stata scalfita, il regista sapeva bene che il suo rivale non era l’amico attore, ma il suo personaggio, Fonzie.

Il successo di Fonzie era tale che il network stava pensando di cambiare il nome allo show e chiamarlo Fonzie’s Happy Days.

L’allora giovane Ron Howard ha dichiarato come questo capovolgimento di ruoli, da protagonista a co-protagonista gli abbia causato dei problemi fisici, anche di un certo rilievo. Il povero Richie ha somatizzato: eczema, eruzioni cutanee e, purtroppo, la perdita dei capelli. Il problema non era da poco, il giovane Cunningham diversamente tricotico rischiava così di sembrare più anziano di suo padre, Tom Bosley, i cui capelli erano saldi al loro posto. Fortunatamente il nome della sit-com non fu cambiato, perché l’ideatore
Garry Marshall rifiutò di farlo senza l’autorizzazione espressa di Ron Howard e Richie riuscì a terminare la serie con i capelli superstiti. I capelli, comunque lo avrebbero abbandonato da lì a poco, ma la sua carriera sarebbe decollata. Alla faccia di Sansone.

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it

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