Nessuno pensava che Happy Days celasse un angosciante mistero, eppure è proprio così. Abbiamo deciso di andare al fondo della questione,ecco i risultati della nostra inchiesta
Happy Days era una serie così spensierata e piacevole da essere definita a Hollywood “Bubble Gum Show”. La consumavi senza pensieri, ti faceva sorridere. Guardandola e riguardandola, puntata dopo puntata, molti si sono rasserenati al punto da non rendersi conto di alcuni inquietanti misteri celati tra le pieghe della storia.

Uno, che abbiamo raccontato in questo articolo, è la doppia personalità del proprietario di Arnold’s. Un mistero talmente fitto che in un prino tempo ha confuso anche noi, oltre che gli stessi sceneggiatori. Eppure altre storie inquietanti si celavano al cuore di Happy Days, una delle quali proprio al centro della famiglia Cunningham.
La fine misteriosa di Chuck
Per chi ha visto anche solo mezza puntata del telefilm, non c’è bisogno di ricordare che i Cunningham sono la pietra angolare della serie. Il padre Howard, simpatico brontolone, la madre Marion casalinga perfetta, Richie il ragazzo modello dai capelli rossi e sua sorella Joanie (anche detta “sottiletta”). Tutto qui? Siamo sicuri di non dimenticare nessuno? Questo è il cuore del nostro mistero.

Solo i migliori tra i seguaci di Happy Days ricordano infatti che nelle prime due stagioni Richie e Joanie avevano un fratello maggiore, Chuck. Ma questo capostipite della nuova generazione Cunningham, che avrebbe in teoria potuto essere un personaggio di rilievo, un consigliere di Richie, un contraltare di Fonzie, giace oggi del tutto dimenticato.
Trattato senza grande amore dagli sceneggiatori (di Chuck i meglio attrezzati ricordano qualche rimbalzo a pallacanestro nel cortiletto di casa, insieme al fratellino Richie), Chuck scomparve del tutto dopo la prima stagione. Azzerato, cancellato, polverizzato, senza nessuna spiegazione.
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Mai gli sceneggiatori di Happy Days si sono curati di spiegare al pubblico perché Chuck non facesse più parte della famiglia. Partito per perfezionare gli studi? Lavoro in altra città? Arruolato nell’esercito? Niente. Zero. Nulla, silenzio assoluto.
La sindrome Chuck Cunningham
Non solo Chuck fu rimosso, ma fu pure rimossa la sua memoria. Dal momento della sua scomparsa nessuno in famiglia o tra gli amici lo avrebbe più ricordato. Una scomparsa talmente misteriosa non poteva che accendere la curiosità dei fan maggiormente dotati di spirito critico, che cominciarono ad interrogarsi e a discutere tra loro. Mentre i più dimenticavano l’esistenza di Chuck, nelle cerchie di illuminati di Happy Days il caso Chuck Cunningham non si sarebbe spento così facilmente.
La scomparsa che doveva metterlo a tacere per sempre finì per diventare un tormentone in altre serie televisive e finì per tracimare perfino nel cinema.
“Fermiamoci a riflettere sul sacro mistero del fratello maggiore di Richie, Chuck, asceso al cielo con la sua palla da baseball nella prima stagione, e mai più ritornato”
— Peter Griffin, Family Guy, “The Father, the Son, and the Holy Fonz”
Come succede spesso ai personaggi scomodi, che le autorità (in questo caso quelle della serie) cercano di far sparire, Chuck Cunningham ha finito per diventare più famoso da scomparso che da vivo e palleggiante.
Il suo nome è diventato quello di una vera e propria sindrome: “La sindrome di Chuck Cunningham”: un male oscuro che porta via i personaggi, senza spiegazione, e a cui sono stati dedicati studi, saggi e perfino una pagina wikipedia
Chuck Cunningham, il fratellone così ignobilmente soppresso, è diventato un simbolo, un punto di riferimento, forse un martire e comunque un eroe di tutti quei personaggi sfortunati, che il turbine dello storytelling inghiottì senza mai più restituire. Personaggi che continueranno a vagare per sempre aggrappati al vascello fantasma di Chuck Cunningham, resi eterni dalla sua sindrome.
Ve ne citiamo alcuni: Oliver, il bambino biondo della famiglia Brady; poi il trio composto da Victor Bergman, Paul Morrow e David Kano, smaterializzatosi nella seconda stagione di Spazio 1999 e infine Banta Arano di Goldrake, pasticcione scomparso senza alcuna spiegazione a un terzo della serie.
Tutti colpiti (e non solo loro) dalla Sindrome di Chuck Cunningham. Grazie a lui non li dimenticheremo.
Le vere ragioni della sparizione
Interrogato sulle ragioni della triste fine di Chuck, Garry Marshall, il patron della serie si è sempre mantenuto nel vago, sostenendo perfino che la inquietante rimozione sia stata intenzionale, un trucco per creare interesse e dibattito nei seguaci della serie. Difficile crederlo.
Restano le teorie: secondo alcuni l’attore che interpretava Chuck, l’allora sconosciuto (e poi rimasto tale) Gavan O’Helihy, chiese di sciogliere il contratto, in quanto insoddisfatto dal suo ruolo marginale di occasionale palleggiatore.
Altri, forse meglio informati, sostengono che Garry Marshall decise di mettere in evidenza Fonzie come co-protagonista, trasformandolo di fatto nel fratello maggiore di Richie. Un fratello molto diverso, antitetico e dunque molto più interessante di quello originale, che diventò un’appendice e venne rimosso.
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Comunque siano andate le cose, Chuck Cunningham vivrà sempre insieme a noi e la sua lotta sfortunata, ma non per questo meno importante, continuerà a difendere i diritti di quei personaggi che erano troppo deboli per sopravvivere nella loro serie, e sono spariti senza ragione né spiegazioni.
La loro memoria ci sia di monito per sempre.
Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.it


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