Un Rolling Stone al giorno, toglie il medico di torno…data la loro longevità ci potrebbe anche stare, ma la storia è un’altra. Imprevedibile.
Che abbiano fatto un patto con il diavolo per mantenersi vivi e vitali ci sta, altrettanto nota è la loro “sympathy” per il portatore di luce che tanto ha dato loro in termini di popolarità, ma che siano stati, in un remoto passato, anche una band “per bambini” è forse materia per soli appassionati.

Ma la band trasgressiva per eccellenza ci ha abituato a tutto e al contrario di tutto.
Le pietre rotolanti
Inutile perdersi in schede biografiche, gli Stones sono stati e sono un fenomeno. Al di là del valore intrinseco della band, della portata che le loro canzoni, il loro modo di essere hanno portato nella storia della musica, sono anche portatori sani di un gene di longevità che meriterebbe di essere studiato.
E se i cinesi di Hong Kong, i giapponesi e gli italiani, (le popolazioni più longeve del mondo secondo le statistiche) hanno dalla loro una sana alimentazione e uno stile di vita sano, lo stesso non può dirsi per i membri degli Stones, non per tutti almeno e sicuramente non negli anni giovanili.
Nonostante potessero sembrare dei candidati ideali per il tristo “club dei 27” a causa di eccessi di sostanze, frequentazioni sessuali libere e belle, gli Stones hanno felicemente ed in forma oltrepassato la boa degli ottant’anni.
Lo stesso non può dirsi per loro coevi o addirittura più giovani compagni di hit. Fatichiamo a riconoscere nell’imbolsito e falsamente tricotico Elton John l’autore di Crocodile rock e non possiamo che struggerci di malinconia guardando le ultime immagini di Phil Collins.

Insomma che sia DNA, qualche pozione magica, l’acqua dell’eterna giovinezza di Jack Sparrow (il cui padre è interpretato guarda caso da Keith Richards) gli Stones continuano a macinare concerti, nonostante la dipartita di Charlie Watts.
La colazione dei bambini
Insomma tutto si può pensare di Mick Jagger & co., tranne che siano un gruppo per fanciulli. Pur ridimensionandone la componente satanica, difficilmente sarebbero credibili in un duetto con Cristina D’Avena.
Eppure c’è stato un momento in cui gli Stones sono stati prescelti per fare la pubblicità dei cereali per la colazione, ma non i classici e trasversali corn flakes, ma i molto più infantili rice crispies.
L’anno era il 1964 e il gruppo stava ancora cercando il suo posto nella musica. Avevano già inciso il primo singolo, una cover di un brano di Chuck Berry.
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Nel medesimo momento l’agenzia pubblicitaria J. Walter Thompson stava lavorando ad uno spot per i Rice Crispies. L’idea era di fare il verso ad un game show molto in voga in UK, il Juke Box Jury. Nella trasmissione il conduttore chiedeva a quattro celebrità in veste di giurati di giudicare dischi appena usciti e di prevedere quali di questi sarebbero diventate delle hit.
A questo punto bisognava trovare il jingle. Qualcuno del team di creativi conosceva una giovane band molto popolare a Londra che allora era capitanata da Brian Jones…
Molto velocemente fu composta la canzoncina che venne cantata dalle labbra più trasgressive della musica moderna, Mick Jagger. Il testo recitava:
Wake up in the morning there’s a snap around the place
Wake up in the morning there’s a crackle in your face
Wake up in the morning there’s a pop that realy says
“Rice Crispies for you and you and you”
Pour on the milk and listen to the snap that says: “It’s nice”
Pour on the milk and listen to the crackle of that rice
Get up in the morning to the pop that says: “It’s rice”
Hear them talking crisp. Rice Crispies!!
Autore della musica era Brian Jones . La canzone venne eseguita dalla band nella formazione di allora, voce: Mick Jagger, armonica: Brian Jones, chitarra elettrica: Keith Richards, Brian Jones, basso: Bill Wyman, batteria: Charlie Watts.
L’unica condizione che il gruppo impose era di rimanere anonimi. Infatti non compaiono nello spot. Una clausola diabolica.
Antonietta Terraglia (Copyright Boomerissimo®)


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