Siamo più che certi che per i lettori di Boomerissimo la prima parola sia tutto tranne che un nonsense. Un ritornello che fa sorridere e fa venire tanta voglia di saltare.
Carosello. Basta la parola. Ci tuffiamo in un mondo, che. ricordato a occhi chiusi sembra più bello, leggero e soprattutto amico. Amico dei bambini che siamo stati, noi che aspettavamo quel momento con un misto di desiderio e di delusione, desiderio perché le “réclame” erano storie recitate in serie, divertenti, a tratti ingenue e delusione perché, dopo Carosello, basta, fila a nanna!

Dopo cominciavano i programmi per i grandi, i discorsi che i grandi facevano tra di loro e che i piccoli non dovevano sentire. Di certo il ricordo smussa gli angoli e ammanta tutto di una nebbia ovattata come lo zucchero filato e quello che di buono c’era in quegli anni finisce con il prevalere con ciò che di male accadeva.
Non si chiamava ancora pubblicità
Nessuno allora parlava di pubblicità, spot, commercial, o come si chiama ora. Allora era la “réclame”. Si faceva in modo diverso, soprattutto perché la Radio Televisione Italiana aveva regole ferree per la messa in onda. Nulla poteva essere troppo diretto, niente volgarità, anche solo pensata.

Al tempo, dietro le storie di Carosello, c’erano ancora le aziende, con un fondatore, un padrone, le multinazionali sarebbero venute dopo. Difficile dire se certe le ricordiamo perché erano geniali o semplicemente perché c’erano solo quelle, non c’era davvero molta concorrenza. In fin dei conti eri un po’ obbligato a guardarle e succedeva così tante volte che ti rimanevano in testa.
Ti piace Boomerissimo? Sostienilo cliccando qui
E’ altrettanto vero che alcune di quelle le abbiamo dimenticate, vuoi che l’età si fa sentire, un po’ d’Alzheimer, un incedere di demenza, ma altre, basta una nota di una canzoncina (o dovremmo dire jingle?) e le immagini ritornano nitide come allora.
Giovanni Pofferi e Augusto Fantoni – Permaflex
Prima di essere imprenditori, il signor Giovanni e il signor Augusto erano tutt’altro. Pofferi era un commerciante di formaggi e stracci, mentre Augusto era uno dei suoi clienti. I due maturarono l’idea di produrre materassi completamente innovativi per l’epoca. Fino ad allora all’interno dei materassi potevi trovare davvero di tutto, dalla lana (se andava bene), alle foglie di granturco. Materassi con tutta una serie di criticità, non solo relative alla comodità, ma igieniche. Pofferi e Fantoni importarono dagli Stati Uniti l’idea delle molle di acciaio al posto delle “imbottiture” tradizionali, rivoluzionando il riposo degli Italiani. Brevettarono così il materasso Permaflex, con ben 167 molle al suo interno.
Per reclamizzare il materasso si affidarono ad Armando Testa, che per loro creò Brando, l’omino col pigiama a strisce rannicchiato e sorridente

Il passo successivo fu quello di creare una rete su cui appoggiare il materasso innovativo. Nacque così Ondaflex, “la moderna rete per il letto”. Un materasso siffatto aveva bisogno di una rete resistente. Cosa poteva dimostrarne l’affidabilità? Qualcuno che ci saltava sopra!
Affidato sempre all’agenzia torinese di Armando Testa, il “carosello” vedeva dei bambini in pigiama che saltavano ridendo a crepapelle sulla rete, ma quello che faceva la differenza era la canzone al ritmo della quale i bambini saltavano: Bidibodibu, bidibodiyè… Era una canzone, incisa dal cantante e produttore discografico grossetano Claudio Celli, fondatore del Quartetto Radar. La musica era stata composta da un vero artista, Franco Godi, toscano anche lui, ma di Prato, che è autore di alcuni dei jingle più belli della storia di Carosello: Fernet Branca, Baci Perugina e il famoso “pitum pitum pa” di Susanna tutta panna.
A noi bambini non restava che andare a letto dopo Carosello e, di nascosto, testare la robustezza della “moderna rete per il letto”. A nostro rischio e pericolo, i grandi erano ancora svegli.
Antonietta Terraglia


Rispondi