E ancora Carosello. Sì, ci piace e non ce ne vergogniamo. Man mano ci verranno in mente tutti e tutti passeranno di qua. Oggi tocca a Carmencita e Caballero.
Sempre più difficile, anzi no. Carmencita e Caballero sono stati una soap opera prima dell’avvento di Dallas, Dynasty, Beautiful e simili.

Tutti abbiamo seguito le travagliate vicende di Carmencita e del suo spasimante pistolero.
Grandi autori al servizio delle aziende
Per Carosello sono passati un po’ tutti. Registi ed autori hanno prestato la loro arte alle réclame e grandi attori ne sono stati protagonisti. Ermanno Olmi ha firmato una serie di caroselli per un vermouth, Virna Lisi, sorridendo, invitava a comprare un dentifricio, mentre Marcello Marchesi scriveva slogan e sceneggiature un po’ per tutti.
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Ma perché era così importante? Bisogna immaginarsi il contesto. In Rai, a quei tempi, non era permesso inserire “consigli per gli acquisti” all’interno delle trasmissioni e perciò si dovettero inventare un programma che avesse come intento solo quello di fare pubblicità. Ma le regole la facevano da padrone anche all’interno di Carosello. Erano dei “corti” con tanto di sceneggiatura della durata di scarsi due minuti. Il messaggio promozionale però era limitato agli ultimi trenta secondi, il cosiddetto “codino”.
Un amore di caffè
Affidato all’agenzia di Armando Testa, che all’epoca faceva un po’ l’asso pigliatutto, la pubblicità narrava le avventure del caballero misterioso.
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Il caballero infatti non veniva mai chiamato con il suo nome, Paulista, perché nella prima parte del corto, le rigide regole dell’epoca vietavano di nominare il prodotto e il nome del caffè era già stato usato in una campagna precedente. Fu così che Testa si fece venire in mente l’escamotage del caballero misterioso.
L’uomo, dotato di “baffo che conquista” e armato di pistola, viaggiava alla ricerca dell’amata con il sottofondo di dov’è dov’è, dov’è la donna, tentava di convincere Carmencita a fuggire con lui. Focoso, sì ma prudente: “Bambina, sei già mia. Chiudi il gas e vieni via”. Ma la latina e trecciuta donna, offesa da tanta tracotanza esclamava: “Pazzo! L’uomo che amo è un uomo molto in vista. È forte, è bruno e ha il baffo che conquista” e solo allora il pistolero rivelava di essere proprio lui, il suo amato Paulista!
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I personaggi erano decisamente minimal, due coni di gesso rovesciati con le fattezze appena disegnate (Carmencita aveva la bocca a forma di cuore) che si muovevano in un mondo latino in cui rientrava di tutto, Messico, Brasile, Argentina. Ma conquistarono il pubblico, che a quell’ora era fatto soprattutto di bambini, tutti a fissare lo schermo aspettando la nuova avventura degli innamorati.
Antonietta Terraglia


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