60 anni dopo la sua nascita, Calimero continua a mietere successi in televisione e su tutti i mezzi di una comunicazione che nel frattempo è diventata digitale. Vi raccontiamo la sua storia per immagini e fotografie.
Calimero è un personaggio importantissimo del nostro immaginario. E non solo per noi boomer, che lo abbiamo visto, come dire, da piccolo (a noi piace pensare nella sua versione “originale”).

Vi abbiamo raccontato in dettaglio la storia singolare di un personaggio che oggi non potrebbe nascere. Ma il fascino di Calimero è quello di sconfiggere ogni disegno razionale. Questo personaggio “scomodo” e “politicamente scorretto” ha saputo proiettarsi nel futuro e attraversare le generazioni, superando il suo ruolo di testimonial di un detersivo.
Calimero: in principio fu Carosello (1963)
Calimero nasce nel 1963 per animare i caroselli di Ava lavatrice, il detersivo Mira Lanza. La sua storia commovente di pulcino nero fa risaltare la capacità sbiancante del detersivo.
È un personaggio azzeccato ma nessuno può immaginare che saprà superare di slancio il suo ruolo commerciale, per diventare una specie di Paperino italiano, conosciuto in tutto il mondo.
I due papà di Calimero

A creare Calimero ci pensano i fratelli Toni e Nino Pagot, animatori italiani che mettono il loro talento al servizio della pubblicità. La pubblicità vive il tempo di Carosello: occorrono storie lunghe e articolate. La fantasia dei Pagot sarà la risposta che serve a Mira Lanza per creare, si direbbe oggi, notorietà e immagine. Calimero sarà protagonista di centinaia di brevi episodi tra i 90 secondi e i 3 minuti dal 1963 fino a metà degli anni ’70, lasciando frasi indimenticabili nel linguaggio collettivo: “Sono piccolo e nero”, “È un ingiustizia, però…”. “Calimero” diventa sinonimo di personalità sfortunata, incline alla autocommiserazione.
Calimero, la comunicazione multimediale (1963-1975)
Il successo di Calimero lo trasforma in un vero testimonial, o magari oggi si direbbe “influencer”. In questa storia per immagini vi mostriamo alcuni degli usi del personaggio, al di fuori di Carosello. Le apparizioni serali di Calimero vengono annunciate annunciate come quelle di una star da piccole annunci sui quotidiani. Mini locandine in bianco e nero in cui la personalità del pulcino nero “traina” il messaggio pubblicitario del prodotto, sempre presente.

Ma Calimero è anche protagonista della raccolta punti Mira Lanza con cui gli italiani si intrattengono per anni, accumulando punti su punti per ottenere i regali del catalogo Mira Lanza.

È lo stesso meccanismo delle raccolte punti di oggi. Ma invece di una tessera di plastica che raccoglie punti elettronici si accumulano figurine che devono avere anche un loto valore estetico, e di cui Calimero è uno dei protagonisti, insieme a tutta la galleria dei personaggi pubblicitari Mira Lanza (vi ricordate l’Olandesina?).
Calimero vola oltre la pubblicità: nascono le serie (1972-1992)
Con il passare degli anni i fratelli Pagot si rendono sempre più chiaramente conto che la loro creatura dimessa, sfortunata e sbagliata è in realtà una potenza e un vincente. Uno dei pochi personaggi così forti da poter superare il suo ruolo di personaggetto della pubblicità, per diventare un protagonista vero. Senza detersivi, senza più nulla da rendere bianco.
Nel 1972 i Pagot si muovono verso il Giappone alla ricerca di un partner, una squadra di animatori capace di creare una serie di ampio respiro e di successo mondiale. I primi approcci non sono felici (i primi animatori scelti sono decisamente troppo splatter, e sterminano la famiglia del povero pulcino). Alla fine la scelta cadrà su Toei animation.
Calimero rinasce come piccolo eroe di dimensione globale. Nel 1992 i Pagot cambiano partner (al posto di Toei vengono individuati Telescreen Japan, TV Tokyo e Mitsui).e inaugurano una seconda serie.
Alla fine di questa seconda avventura, gli episodi da 5 minuti realizzati e distribuiti a livello mondiale saranno 290. Un successo planetario.
In tutte le lingue, in tutte le forme
Seguendo le orme di Disney, che in fatto di invenzione e di commercializzazione di personaggi animati ha insegnato tutto a tutti, i Pagot fanno di Calimero un personaggio capace di raccontare le sue storie su tutti i mezzi.

Brevi episodi per la TV vengono raccolti prima in cassetta e poi in DVD, diventano storie a fumetti, pupazzetti. Un personaggio multiforme, in tutte le lingue o quasi. Ancora oggi è una personalità famosissima in Giappone, in Francia, per esempio. Oltre che ovviamente in Italia.
2014, Calimero diventa 3D
Per il suo cinquantesimo compleanno, Calimero annuncia una grande novità tecnologica. Entrerà nel mondo dell’animazione 3D, che dopo i successi Pixar è ormai universale.

Il partner scelto stavolta è francese: la mega società di produzione Gaumont. In Francia e in Italia il successo è immediato.
Si tratta di un Calimero ampiamente rinnovato, e non solo dal punto di vista tecnologici. Nell’arco di 104 episodi di 11 minuti, Calimero diventa sempre meno timido, sfortunato. E’ un pulcino nero, sì, ma più attivo e grintoso. Che non piange sulle sue sfortune, ma combatte.
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Noi continueremo per sempre ad amare il Calimero “originale”, quel personaggio tanto “sbagliato” quanto geniale che ha segnato molto più di un’epoca. Quel pulcino piccolo e nero che si sente addosso tutta la sfortuna del mondo. Un eroe mobbizzato. Ma noi abbiamo l’età per averlo visto la sera su Carosello, e ci resteremo per sempre legati. I bambini di oggi hanno comprensibilmente gusti diversi.
Calimero nell’arte contemporanea
Chiudiamo questa storia per immagini con un salto ancora più lontano dalla pubblicità televisiva. Calimero si è rivelato una personalità così ricca e così simpatica da ispirare persino l’arte contemporanea.

Vi mostriamo una piccola e molto parziale galleria della trasformazione di Calimero in musa artistica, surreale e talvolta ironica. Sempre divertente

Insomma, dalla sua prima comparsa su Carosello, quella personalità così imprevedibile, così fuori dagli schemi riesce a fare sorridere e a ispirare non solo i piccini, ma anche i grandi. Oggi come cinquant’anni fa.
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Chi avrebbe potuto prevederlo nel 1963, quando il pulcino nero, debole e sfortunato, cominciò a zampettare e, diciamolo, frignare, nella pubblicità di un detersivo per lavatrice?
Antonio Pintér


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