Il sottile filo che lega questi due attori è fatto di cheratina: ebbene sì, il pelo.
Due attori che hanno rappresentato l’essenza del macho in due epoche molto diverse hanno in comune, oltre al già citato appeal, anche il “pil”, di baffo, maliziosi…

Clark e Tom. Chi scegliere? È una questione meramente anagrafica. Se Selleck/Magnum continua a spopolare tra le ragazze boomer, Clark era il sogno incontrastato delle ragazze degli anni Trenta e Quaranta.
Chi era Clark Gable?
Se lo chiedessimo alle nostre nonne, molto probabilmente le informazioni sarebbero rapide e abbondanti.
Protagonista del primo blockbuster della storia del cinema, l’ormai denigrato e aborrito Via col vento, Clark Gable ha rappresentato al meglio il mascalzone Rhett Butler.
Ma Gable aveva cominciato con il cinema molti anni prima, agli albori degli anni Trenta. Plurisposato, furono proprio le sue compagne ad aiutarlo trasformandolo nell’uomo affascinante che avrebbe infranto molti cuori. La prima moglie lo aveva “sgrezzato” trasformando un umile ragazzo dell’Ohio in un gentiluomo di ottime maniere. Ma fu la Metro-Goldwyn-Mayer a modificare la sua immagine.
Gli fu “ordinata” un’operazione di correzione per le orecchie a sventola e quello di completa sostituzione della dentatura. Il ragazzo dell’Ohio aveva perso molti denti a causa di un’infezione alle gengive e gli erano rimasti davvero pochi denti. In pratica l’operazione consistette nella rimozione dei pessimi superstiti e nella realizzazione di una protesi. Ahinoi, Rhett Butler aveva la dentiera. E poiché gli impianti dentali degli anni Trenta non erano come quelli miracolosi di oggi, la sua dentiera ballava.
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Nell’ambiente del cinema, Gable era considerato un uomo piacevole, elegante ed estremamente gentile con tutti, ma assolutamente imbaciabile. La protesi non aderiva bene, niente adesivi a lunga tenuta, niente pastiglietta sbiancante e deodorante da mettere nel bicchiere, quindi conseguente alitosi dovuta ai residui di cibo.
Vivien Leigh, durante le riprese di Via col vento se ne lamentò e parecchio. All’epoca, però, le major facevano in modo che delle loro star non trapelassero queste piccolezze, ma solo fulgide fotografie in posa.
Il baffo
Nel caso dei nostri due sex symbol a confronto il loro plus è il baffo. Elemento decorativo tricotico che può aggiungere fascino al viso. Nel nostro caso i personaggi il fascino possono abbondantemente venderlo, ma c’è da dire che il moustache li rende diversi, più aggressive.
Attenzione però, l’elemento peloso non è per tutti. Forma, spessore e dimensione devono armonizzarsi con i tratti del viso.
Passiamo all’esame specifico.
Il baffo di Magnum P.I. è quello detto Chevron, una sorta di V a rovescio, abbastanza folti da coprire leggermente il labbro superiore, non dritti, ma leggermente a punta. Per portarli ed avere il successo dell’investigatore privato in Ferrari e Rolex, bisogna avere il viso con lineamenti marcati, non tondeggianti.
Attenzione alla definizione delle punte. Se sono troppo lunghe e proseguono ben oltre la linea delle labbra, siamo in presenza non più di uno Chevron, ma di un pornstache, così chiamato perché prediletto dalle star del porno degli anni Settanta.
Che avesse qualche vantaggio? Io non l’ho detto.
Il baffo di Clark Gable è decisamente diverso.
Si definisce a pennetta o a matita. Si adatta ad un volto con lineamenti gentili ed uno sguardo intenso. Segue la linea delle labbra ed è appena accennato. Per questo particolare è molto in voga tra i giovani e ancora quasi imberbi. Non è di semplice realizzazione e neanche di facile cura. Le proporzioni sono importanti e, per evitare, l’effetto “adolescente al primo pelo” è consigliabile portarlo con guance lisce e perfettamente rasate.
Due uomini, due miti, due baffi.
Antonietta Terraglia (Copyright Boomerissimo®)


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