Per quanto il tempo passi, Tom Selleck resterà sempre Magnum P.I., anche se quello non è stato il suo esordio come attore televisivo.
Chissà se Selleck ama o odia quel detective sbruffone, in perenne camicia a fiori, che sembra prendere le cose così come vengono. Nel caso in cui lo odi, sarebbe davvero un guaio, perché non c’è verso di farlo dimenticare, perlomeno non ai boomer.

L’uomo che ha usato il baffo come un plus, l’unico sul cui volto non fa effetto poliziotto austro-ungarico, deve sicuramente una buona fetta della sua imperitura fama e popolarità a quel personaggio.
Una simbiosi talmente riuscita, da far naufragare il reboot. Suvvia, non ci sono attori con il carisma di Tom Selleck in giro. Chiunque si misuri con l’impresa, o è davvero presuntuoso, o altrettanto stupido.
Chissà, magari con il cast giusto si potrebbe ricreare l’atmosfera, ma allo stato attuale preferiamo riguardare l’originale.
Non era la sua prima volta
Qualcuno erroneamente ritiene che Magnum P.I. sia stato l’esordio in un serial di Tom Selleck. Sarebbe il caso di dire “buona la prima”, ma così non è. Prima di calarsi nel ruolo dell’investigatore privato con al polso il Pepsi e al volante di una Ferrari, Tom ha iniziato la sua scalata verso il successo come capitava (e capita) a molti attori ricchi solo di belle speranze: con una soap opera.
La soap opera, per i pochi (e fortunati) che non ne hanno mai vista una sono una sorta di serial dal numero di puntate illimitate. Nate per la radio, hanno questo nome in quanto pensate dalle industrie di detersivi e similari per sponsorizzare i propri prodotti. Erano ideati per un pubblico femminile e per questo le storie sentimentali, ingarbugliate e variopinte ne costituivano il nucleo.
Una tra le più note e longeve, Sentieri, è stata infatti creata direttamente dalla Procter & Gamble. Andata in onda dal 1937 al 2009 ha totalizzato 18262 puntate, seppellendo gran parte dei protagonisti e del pubblico.
Queste produzioni, però, sono una sorta di bottega per giovani attori. È un po’ come essere degli impiegati. Si lavora con orari d’ufficio e non c’è spazio per grandi prove e ripetizioni fino al ciak perfetto. La storia deve andare avanti. E tanti saluti a Stanislavskij.
Febbre d’amore (The Young and the restless)
È in questa soap che il giovane Tom è sbocciato come attore televisivo di un certo peso.

Nel 1974 compare nel cast questo aitante giovanotto, nel ruolo di tale Jed Andrews, un editor di libri. Nella soap Jed aiutava Lorie Brooks a pubblicare un libro, ma pagina dopo pagina i due rimanevano invischiati in una relazione extraconiugale (ma va?). La sua permanenza nella soap è durata all’incirca un anno, terminando nel 1975. Nel 2005 il personaggio ricompare per un cameo. Ma Febbre d’amore, nonostante l’uscita di scena di Selleck, ha continuato la sua maratona e, ancora oggi, viene regolarmente trasmessa negli States, dove detiene il primato come soap più vista.
Se volessimo essere pignoli, però, dovremmo datare a circa dieci anni prima il primo passaggio televisivo del nostro beniamino.
Nel 1965, quando è ancora all’università, pre-baffo, partecipa come concorrente ad un dating show, una sorta di M’ama non m’ama, Uomini e donne ante litteram.
Il programma si chiamava “The Dating Game” e prevedeva la presenza di una ragazza che poneva delle domande a tre giovanotti per poi decidere con quale uscire. Non fu la sua sola apparizione allo show, ci tornò anche un paio di anni dopo.
Per la cronaca, non fu scelto nessuna delle due volte.
Antonietta Terraglia (Copyright Boomerissimo®)


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