Pacioso e baffuto, l’interprete di Magnum PI sembra il ritratto della bonarietà. Eppure è un uomo capace di sentimenti intensi e contrastanti, che gli hanno anche creato grossi guai. Se non conoscete il suo lato passionale, scopritelo in questo articolo.
Tom Selleck è un attore che nei suoi 50 anni di carriera ci ha sorriso, rassicurato, divertito. A meno di errori sempre possibili, non lo ricordiamo in ruoli oscuri, da cattivo. La sua passione per la vita è tranquilla, “col sole in fronte”.

Questo almeno sul set. Nella vita vera, gli attori sono spesso piuttosto diversi dai ruoli che interpretano. Talvolta opposti. Lo abbiamo raccontato per Michael Landon, il simbolo del solido padre di famiglia, assai meno perfetto nella vita. È vero per Bing Crosby, l’amorevole sfondo dei nostri natali, in realtà un violento alcolizzato.
Senza arrivare a questi estremi, anche Tom Selleck è un uomo. È come gli uomini in carne e ossa è, ad esempio, capace di odiare. E pure di infrangere la legge. Un tratto che nessuno gli avrebbe sospettato, all’ombra delle palme hawaiane del suo telefilm-chiave.
Sì, Tom Selleck è capace di odiare
Amante dei cani, della bella vita, una volta lontano dalle luci pastello dei suoi set, Tom Selleck fatica a tenere freno un odio profondo piuttosto difficile da immaginare. Nulla di particolarmente pericoloso e maligno, per carità. Ma intenso e senza quartiere, sì. Tom Selleck odia gli avocado.

Cosa gli abbiano fatto di male i polposi frutti verdi non si sa. Nessuno ha mai scoperto se ci sia alle origini un qualche trauma infantile, chessò, una madre insistente convinta dei valori nutrizionali dell’oleoso e scivoloso contenuto verdastro. Fatto sta che Tom Selleck sul punto è stato molto chiaro, inequivocabile.
Gli avocado mi fanno vomitare
-Tom Selleck
E fin qui ok, ognuno ha i suoi gusti, si dirà. In fondo non è difficile venire a capo di tanto disprezzo. Basta non mangiarli. Ma nellareaktà le cose non sono sempre così semplici.
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Quando Tom Selleck decise di investire i suoi sudati risparmi in un buen retiro californiano, pacifico e ombroso, ma non troppo lontano dagli studios di Los Angeles dove si svolge il suo lavoro, mise gli occhi su una splendida tenuta della contea di Ventura. Una villa circondata da verde e da un ampio frutteto di 60 acri. Una bellissima idea per distrarsi dalle fatiche mentali e sociali del set. Se non fosse stato che quel frutteto era fitto di piante, migliaia di piante, di avocado. Facendo buon viso a cattivo gioco, alla fine degli anni ‘80, esaurite la sue fatiche di detective in Ferrari, Selleck decise di diventare coltivatore, e proprio di quei frutti con i quali non aveva mai voluto avere nulla a che fare. Non sarebbe stata una scelta felice.
L’amore, l’odio e i guai giudiziari
L’ironia della faccenda non sfuggì quasi a nessuno e sin dall’inizio quella piantagione di avocadi diventò una specie di maledizione.
In visita a David Letterman, che aveva scoperto il suo segreto, Selleck fu costretto a mangiare in diretta uno degli avocadi che produceva. Una scenetta comica spassosa, ma che non fece ottima pubblicità alle qualità gustative del suo prodotto, inghiottito con sforzo e pena evidenti.
Poco dopo ci si mise la metereologia, se non vogliamo dire il cambiamento climatico. La California, terra mezza desertica, resa verde e piscina-friendly da acqua trasportata a caro prezzo, è sempre stata molto gelosa del suo tesoro azzurro, fino al punto di razionarlo.
Le leggi sono chiare, le pene severe. Quando gli avocado di Selleck furono colpiti dalla siccità, il baffuto e simpatico attore che ha sempre rappresentato il rispetto della legge, si trovò messo all’angolo. Quelle piante che amava, che producevano frutti che odiava, stavano morendo. In una mossa disperata per salvarle Selleck si trasformò in contrabbandiere d’acqua. Ma le cisterne che arrivavano nottetempo, cariche di acqua proibita, prelevata dalle contee confinanti, non passarono inosservate. Il Calleguas Municipal Water District di Ventura County non solo lo denunciò ma spese 22.000 dollari in investigatori privati per documentarne le malefatte. Selleck che da investigatore diventò investigato: preso nelle spire di una vicenda kafkiana fu costretto a versare un enorme risarcimento per evitare guai peggiori.
Niente lieto fine per gli avocadi di Tom Selleck
Nelle belle storie del cinema e della TV una soluzione di trova sempre e tutti o quasi vivono felici e contenti.

Purtroppo non è stato così per gli avocadi di Tom Selleck. Assediati dalla siccità, privati del sostegno legalmente borderline che avevano ricevuto fino a quel momento, gli avocadi non ce l’hanno fatta. Una fine tragica, che l’attore ha avuto modo di raccontare in un’altra intervista, stavolta senza assaggi a sorpresa.
Ho dovuto stare a guardare mentre 20 anni di lavoro e 20mila piante morivano
-Tom Selleck
Un momento di estrema amarezza che Selleck ha commentato così “Non ho mai mangiato avocado, ma sono molto buoni per la gente”.
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Nessuno di noi potrà più assaggiarli. A volte l’immaginazione e la fantasia possono più della cinica realtà ma stavolta non è andato così.
La siccità e le autorità dell’acqua della contea di Ventura hanno vinto. L’amore (e l’odio) per quel frutto “molto buono per la gente” ha perso per sempre.
Antonio Pintér – copyright Boomerissimo.it


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