C’è un mistero che i più attenti osservatori di Happy Days hanno notato. È la sparizione di un personaggio e la sua sostituzione con un altro. Un giallo che ha finito per confondere anche i creatori della serie. Finalmente Boomerissimo lo svela.
Happy Days è uno show che ha avuto molti meriti, ma generalmente non lo calcoliamo tra le storie particolarmente intricate e difficili da seguire. Eppure proprio lì, e precisamente da Arnold’s, si è svolta una storia così intricata da mandare in confusione persino gli sceneggiatori.

Per non parlare degli spettatori, che a seconda delle reti e delle messe in onda possono vedere la stessa storia con due protagonisti diversi: i due diversi proprietari del fast food preferito da Fonzie & Company, che si sono alternati e sovrapposti, creando un pasticcio non facile da districare, vedremo di farlo finalmente noi per i lettori di Boomerissimo.
La complicata storia dell’Arnold’s Diner
Mettiamo in ordine i fatti. Anche se tutti tendiamo a ricordare Al Delvecchio, interpretato dal grande Al Molinaro nei panni del proprietario di Arnold, il Diner della storia non apparteneva originariamente a lui ma, appunto, ad Arnold, ristoratore dalle fattezza giapponesi interpretato da Pat Morita.
Arnold’s rimase nelle mani di Arnold per ben tre stagioni e solo all’inizio della quarta stagione, durante la maxi puntata in tre parti “Fonzie ama Pinky”, il ristorante cambiò di mano.
Molti cultori di Happy Days sono erroneamente convinti che questo sia il primo episodio in cui figura Al Molinaro “Big Al”. Le cose sono in realtà più complesse: Al appare per la prima volta ben due anni prima, ma nelle vesti di semplice cuoco di Arnold’s (un Arnold misterioso, che i telespettatori non hanno ancora mai visto). Saranno le vicissitudini nella vita reale di Pat Morita a imporre agli sceneggiatori la scelta di “vendere” Arnold’s al suo ex cuoco, che diventerà da allora una figura talmente simbolica da eclissare completamente perfino la memoria del suo predecessore.
Arnold esce di scena
A portare Arnold fuori da Happy Days fu una precisa scelta della CBS, che vide nell’attore giapponese la potenziale star di una nuova serie. Visione fallace, perché “Mr. T & Tina”, al contrario di altre serie nate da una costola di Happy Days si sarebbe dimostrato un fallimento totale. Venne soppresso dopo sole quattro puntate, lasciando Morita libero di tornare ad una serie che però non era più sua.
L’andirivieni di proprietari di Arnold confuse persino gli sceneggiatori di Happy Days, al punto che Lowell Ganz, l’autore principale durante una celebre intervista per Television Academy inanellò una serie di sfondoni e dovette alla fine chiedere l’aiuto della intervistatrice per rimettere ordine nei suoi confusi ricordi.
Vigilia di Natale: l’episodio girato due volte
Al centro del pasticcio mnemonico di Ganz c’è proprio il primo episodio in cui appare Al Del Vecchio (Al Molinaro), ovvero Vigilia di Natale, due anni prima di assumere ufficialmente la proprietà dell’Arnold’s Diner.
Una delle caratteristiche di una serie che dura molti anni è che molti dei suoi spettatori arrivano strada facendo, ignorando del tutto gli intrecci e le vicende delle prime stagioni. Introdurre lunghi passaggi riassuntivi sarebbe pesante per la storia, e così talvolta si decide semplicemente di riscrivere il passato e cancellare dalla “fotografia” personaggi divenuti scomodi. Una pratica in cui eccellevano Stalin e l’enciclopedia sovietica ma che ha avuto qualche propaggine anche nelle nostre serie preferite.
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Nel 1975 la puntata “Vigilia di Natale” fu proposta in replica per la prima volta, a pochi mesi dalla prima messa in onda. Ma la storia era già andata piuttosto avanti, il proprietario di Arnold aveva nel frattempo fatto il suo ingresso e così gli sceneggiatori pensarono di corredare l’episodio con una nuova introduzione, nella quale Fonzie introduce ad Arnold (Pat Morita) la storia, che ha come protagonista il suo cuoco, che viene mostrata come un ricordo.
L’anno successivo la replica di Vigilia di Natale andò in onda una seconda volta. Ma la situazione era ormai totalmente diversa. Morita era impegnato nella sua sit-com fallimentare e non faceva più parte del cast, ormai dominato da Al. La produzione decise di “cancellare” la memoria di Arnold, l’introduzione fu girata una seconda volta. Stavolta Fonzie parla con Al Molinaro, introducendo il ricordo di quella storia il giorno prima di Natale… E tanti saluti a Morita, strappato fuori dalla storia come un Trockij qualunque.
Cosa vediamo oggi quando riguardiamo Happy Days
L’ansia di tenere gli spettatori in presa diretta con la storia è ormai parecchio allentata, dopo oltre 40 anni dalla fine ufficiale di Happy Days. Abbiamo visto lo show avanti, indietro, per balzi e ritorni. In fin dei conti ci interessa più fare un salto nel nostro mondo e in quell’ambiente magico che trattenere il fiato per scoprire cosa succederà alla fine della puntata.

L’accresciuta libertà con cui guardiamo Happy Days ha introdotto nella programmazione ulteriori incertezze e variabili. In pratica non interessa più a nessuno mantenere un minimo di filo logico e si trasmette un po’ quello che ci si trova sottomano, non sempre nell’ordine giusto.
Per quanto riguarda Vigilia di Natale, la situazione ha prodotto il curioso effetto per cui uno spettatore può trovarsi ad assistere indifferentemente a una delle tre versioni della puntata: la prima senza introduzione, quella con Fonzie che parla a Arnold/Morita o quella con Fonzie che parla con Al/Molinaro.
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‘Ndo cojo, cojo, si direbbe molto lontano da Milwakee. Ma forse è giusto così. Per qualcuno di noi Happy Days è stata molto, se non tutto. E’ giusto non perderne nemmeno una sfumatura, anche se non sempre ci rendiamo conto di quale versione stiamo guiardando.
Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.it


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