Pochi conoscitori e appassionati conoscono questo nome, ma la sua è una storia che vale ed ha un lieto fine.
Non finiremo mai di ringraziare Rocky per l’attenzione che ha posto sul mondo della boxe, sul come lo abbia fatto è un altro discorso.

L’immaginario collettivo resta impressionato dai combattimenti epici dei pesi massimi sia che si tratti di fiction che di realtà. Sono più spettacolari, più estremi, la forza espressa, per i neofiti, è maggiore. Ma la storia della boxe è fatta non solo dai giganti di muscoli, come Muhammad Ali o Mike Tyson, ma anche da personaggi che, seppur appartenenti a categorie più leggere, hanno dimostrato statura morale superiore a certi massimi.
Fidel La Barba
Fedele La Barba era figlio di immigrati abruzzesi. I suoi genitori, originari della provincia di Chieti, arrivarono a New York nel 1894. I sei figli di Palmina e Domenico si ritrovarono ben presto orfani e sparsi per vari istituti.
Fedele faceva un po’ di tutto per campare, il lustrascarpe, l’uomo di fatica, qualunque cosa. A boxare cominciò molto presto, appena adolescente, fino ad esordire nel 1924 nei pesi mosca. La sua carriera da dilettante non conobbe sconfitte. Esordì come professionista nel 1924 e quello stesso anno vinse l’oro alle Olimpiadi di Parigi per gli Stati Uniti. Ormai da Fedele era diventato Fidel, anzi “The Fid”, ma le sue origini non le aveva mai dimenticate. A Parigi, incontrò in semifinale il pugile italiano Rinaldo Castellenghi. Al termine di un incontro durissimo che vide La Barba vincitore, Fidel si avvicinò all’avversario e lo confortò in dialetto abruzzese con queste parole: “Sei stato bravo e io pure sono italiano”. Da più parti gli venivano fatte pressioni affinché “americanizzasse” il suo cognome, ma senza successo. Nel 1927 decise di ritirarsi e si iscrisse all’Università di Stanford. Quello che non aveva previsto era che la Grande Depressione era alle porte e gli mangiò tutti i guadagni che aveva messo da parte. Fu quindi, in qualche modo, costretto a tornare sul ring. Nel 1932, durante un allenamento, fu colpito all’occhio, probabilmente da una gomitata. Contro il parere dei medici affrontò Kid Chocolate, ma la lesione all’occhio, che aveva tamponato con ghiaccio ed altri rimedi avventizi, gli costò l’incontro. C’era un distacco della retina in atto. Si operò per limitare i danni, ma l’intervento andò male, non solo non riacquistò la vista, ma perse completamente l’occhio. Il ritiro questa volta fu definitivo ed inevitabile. Da vero combattente, terminò gli studi a Stanford in business administration. Offrì la sua abilità come giornalista e scrittore, dando consulenze e scrivendo sceneggiature per Hollywood. Portano la sua firmaSusanna e le giubbe rosse, con Shirley Temple e Baci, carezze e pugni con Betty Grable e Victor Mature.
Fidel La Barba e Primo Carnera: due giganti diversi
La Barba e Carnera si erano incrociati negli Stati Uniti quando erano ancora in attività. Esistono anche molte fotografie che li ritraggono insieme, il gigante di Sequals e il piccolo del Bronx, fotografie pubblicitarie.
Quando scoppiò la Seconda Guerra Mondiale, La Barba si arruolò nell’esercito degli Stati Uniti. Carnera era in Italia, era tornato al suo paese, in Friuli. La Barba sapeva che il suo ex collega non se la passava bene. I viveri scarseggiavano, ma non c’era modo di raggiungerlo. Il Friuli era in mano ai tedeschi e ai repubblichini. Tra le altre cose, Carnera era considerato un fascista ed un traditore, per aver avuto la tessera del partito ed aver, in qualche modo, accettato di essere un eroe del regime.
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La Barba non si diede per vinto. Si mise d’accordo con alcuni piloti della Air Force e gli fece paracadutare una cassa di viveri davanti casa. Carnera condivise quella manna dal cielo con i suoi concittadini. Appena fu possibile, Fidel andò personalmente a trovare il vecchio amico. Quando morì, nel 1981, come pugile aveva all’attivo 95 combattimenti, 72 vittorie, 16 sconfitte, 7 pareggi e nessun KO; come uomo un bagaglio di esempi per le nuove generazioni a cavallo di due nazioni.
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®


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