E’ lunga la via per il successo. Anche i più grandi hanno dovuto stringere la cinghia ed ingoiare bocconi amari.
Tutto si può dire di Stallone, meno che sia nato con la camicia. Sarà anche un mediocre attore per qualcuno, uno che ripete sé stesso all’infinito, con il volto stravolto da innumerevoli lifting e blefaroplastiche, ma è un uomo che ha saputo fare delle sue sventure un plus.

Una persona che ha saputo soffrire per raggiungere i suoi obiettivi, come un vero pugile, nello spirito del più classico sogno americano.
Le sventure di Stallone
Come abbiamo già avuto modo di raccontare, la vita dell’interprete del pugile cinematografico non è cominciata nel migliore dei modi. Un parto difficile gli ha lasciato una parziale paresi facciale che è poi diventato il suo tratto distintivo. Chi può dimenticare Rocky che urla “Adrianaaaa” con la smorfia sul volto?
Prima di arrivare al successo, anzi prima di racimolare qualche dollaro con il lavoro di attore si è dovuto arrabattare per mettere insieme il pranzo con la cena. Ha conosciuto il freddo dormendo nelle stazioni della metro, ha dovuto vendere il cane, recitare in pellicole di dubbio valore al limite del porno. Solo la sua determinazione, la certezza nelle sue capacità gli ha consentito di andare avanti. Molti avrebbero smesso alla ricerca di una vita magari modesta, ma decisamente più sicura.
Rocky: il divo non era lui
Quando finalmente riuscì a far accettare il suo progetto, a far comprare la sceneggiatura per il personaggio che di fatto è diventato leggenda, Rocky, Stallone dovette anche iniziare una estenuante trattativa per essere lui l’interprete principale. La produzione, che stava già rischiando usando la sceneggiatura di un signor nessuno, voleva come protagonista un nome di richiamo. Ma Sly fu irremovibile, o lui o nessuno. Come tutti sappiamo riuscì ad averla vinta, ma per fare questo dovette accettare un cachet non propriamente ricco.
Se analizziamo la questione dal punto di vista di regista e produttori e senza sapere che Stallone sarebbe diventato quello che è oggi, non possiamo dar loro proprio tutti i torti.

Ed è per questo che l’attore più pagato del film non è stato lui. Il nome di richiamo sul cartellone era un altro, si trattava di Burt Young. Young aveva già lavorato in passato con il produttore di Rocky, Robert Chartoff, aveva fatto film anche importanti come Chinatown di Polanski e Killer Elite di Sam Peckinpah.
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Per la parte di Paulie Stallone voleva assolutamente lui. In una intervista di molti anni dopo, Young rivelò che Sly gli si inginocchiò di fronte, pregandolo di essere il suo Paulie. Young accettò. Nessun provino fu sostenuto per quel ruolo. Dato che il suo era anche il nome più noto di tutto il cast, Young fu anche quello che ottenne “l’ingaggio” più alto. Stallone però decisamente non si è potuto lamentare, su quel film ottenne una percentuale sugli incassi.
Il cinema è un’arte piena di sorprese, un po’ come il conclave. Chi entra Papa esce cardinale…
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it


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