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Boomerissimo debutto fallimento totale

Sylvester Stallone, debutto semi hard: il video di un fallimento quasi totale

Sylvester Stallone e un debutto terribilmente imbarazzante. Era quasi tutto sbagliato, eppure qualcosa alla fine ha funzionato…

C’è stato un tempo in cui Sylvester Stallone non era la leggenda che conosciamo oggi. Anzi non era proprio nessuno. Un aspirante attore così improbabile e povero da non riuscire nemmeno a dare da mangiare al suo cane. 

Boomerissimo debutto fallimento totale
Stallone e la vita in strada – Boomerissimo.it

Il labbro stortato dal forcipe, la parziale paralisi facciale, non erano ancora diventati la la matrice di un ghigno inimitabile. Erano solo qualcosa che rendeva evidente e chiaro a tutti, meno che a lui, che l’idea di diventare attore era solo un sogno assurdo e che il suo presente di fame e di autentica disperazione sarebbe rimasto tale. Almeno fino al momento in cui si sarebbe arreso alla realtà per mettersi a fare il manovale. 

Sylvester Stallone, l’homeless

A 24 anni il giovane aveva dovuto abbandonare anche i miserabili appartamenti in affitto in cui si era trascinato fino a quel momento. Venduto il cane, viveva in una stazione degli autobus. E fu lì, in quell’improbabile ufficio, che ricevette per la prima volta l’offerta di un ruolo di protagonista per un film. 

Stallone debutto fallimento
Un’immagine di Italian Stallion (1970) – Boomerissimo.it

Un breve momento di entusiasmo che durò il tempo di aprire la copertina e leggere il copione che conteneva. 

Si trattava di un film non solo a basso costo ma anche di bassissimo profilo artistico. Un improbabile e grottesco softcore, anche se avesse voluto diventare un attore a luci rosse (e abbiamo parlato qui di famosissimi divi del settore) sarebbe stata una partenza col piede sbagliato.

“Si trattava di accettare o rapinare qualcuno, stavo toccando veramente il fondo”
– Sylvester Stallone

Il film si intitolava  The Party at Kitty and Stud’s (un gioco di parole abbastanza grossolano tra stalloni e gattine), faceva pena da ogni punto di vista ma aveva almeno due pregi. Il primo, minore, era che si sarebbe proiettato in un cinema, anche se non dei migliori. Un debutto, insomma. Il secondo, decisamente più interessante per lo Stallone di quel momento, era quello di offrire 200 dollari come pagamento per due giorni di lavoro

Il trailer di Italian Stallion – Boomerissimo.it

Erano tempi interessanti per il debuttante cinema erotico. I primi successi di titoli divenuti leggendari come Gola Profonda o Histoire d’O ne facevano una quasi-forma d’arte alternativa. Ma francamente non fu quella la ragione che spinse il giovane ad accettare. La sceneggiatura non aveva nemmeno l’efficace essenzialità dei capolavori del genere. Incerto, indeciso, blando, scolorito, recitato senza arte né convinzione da tutte le parti in causa, The Party at Kitty and Stud’s è probabilmente uno dei peggiori film mai girati, e non per ragioni moralistiche. 

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Fa proprio pena anche come film vietato. E se volete averne un’idea forse basta dare un’occhiata al trailer, che abbiamo ritrovato tra le pieghe di Internet.

L’unica eccellenza: il fallimento

Nessuno lo guardò, nemmeno il protagonista, che ha sempre dichiarato di non volerne sapere più nulla, anche quando si trattava di togliere dalla circolazione quella imbarazzante pellicola (come molte altre star hanno fatto con certi debutti poco raccomandabili. 

Stallone debutto semihard fallimento
Stallone e il debutto sexy con fiasco: Boomerissimo.t

Eppure, la carriera di quel giovane e ancora improponibile attore era vicina a una svolta. Nel giro di qualche anno Stallone riuscì finalmente a vendere il suo film leggenda “Rocky” e diventò “Lo Stallone Italiano” in uno dei film più fortunati della storia del cinema.
Fu in quel momento che i furbeschi autori pensarono di avere pescato il biglietto vincente della lotteria. Avevano un filmetto ancora fresco in cui il divo del momento recitava una parte, se non particolarmente eccitante, quantomeno interessante. Provarono a rilanciarlo nei circuiti adeguati con un titolo più diretto: The Italian Stallion, per chi non avesse capito chi era il protagonista. 

Per uno dei miracoli di cui è ricca la storia del cinema, o forse perché era un film veramente inguardabile, nessuno lo andò a vedere nemmeno la seconda volta. La “bomba” non detonò, la carriera di Rocky non ebbe nessun contraccolpo. The Italian Stallion rimase una pellicola semiclandestina, a dispetto di molti tentivi di lanciarlo.

“No, non vale nemmeno due dollari”
– Sylvester Stallone

Increduli per la sconfitta, i produttori si misero al lavoro in modo sempre più alacre, ma diciamo pure criminale. Nel film furono aggiunte parti molto più esplicite, utilizzando dei semi-sosia di Stallone e facendo ampio uso di dettagli e inquadrature strette sul, diciamo così, “argomento”. Eppure nessun tentativo, né in cinema, né in videocassetta, né in DVD né in streaming è mai stato baciato dal benché minimo successo. Proprio come Sylvester Stallone nessuno pare avere avuto voglia di perdere il tempo necessario a guardare quel film. Eppure nella sua forma originale e non taroccata è comunque un documento storico, ormai nemmeno troppo scandaloso. 

L’ultimo tentativo di monetizzare le loro fatiche i produttori lo fecero offrendo a Stallone di ricomprarsi tutto, per levare quell’obbrobrio dalla circolazione. 

La risposta fu degna di Stallone: non avrebbe mai pagato niente per un film che non valeva niente, nemmeno due dollari. 

Eppure dentro questa storia di tragico e testardo fallimento c’è anche un enorme successo. Quel film forse non valeva due dollari, come sostiene Sly, ma ha dato a Stallone i 200 dollari che l’hanno spinto fuori da una stazione degli autobus. Gli ha dato un po’ di respiro e soprattutto un tetto. 

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Non sarà stato il Savoy Hotel, ma lì è nata la sceneggiatura di Rocky, che di dollari ne ha incassati parecchi. 

Quel fallimento quasi totale, quel colpo drammatico alla dignità e alle speranze di un giovane illuso del cinema, sono stati come un colpo di Rocky. Terribile. Ma uno di quelli dopo i quali ti accorgi che sei ancora vivo. E che non è ancora finita. Anzi…

Antonio Pintér – copyright Boomerissimo.it

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