General Lee, la fantastica Dodge Charger di Hazzard è una delle auto più desiderate e desiderabili della storia. Molti hanno pensato di farsene uno, quasi nessuno ha evitato errori grossolani. Ce li spiega nientemeno che Bo, uno che di General Lee se ne intende come nessun altro.
Non occorre avere grande passione per le finezze dello storytelling per apprezzare un telefilm come Hazzard. Sette indimenticabili stagioni per un telefilm che forse come nessun altro è riuscito a ripercorrere gli schemi del cartone animato, per farci divertire senza troppi pensieri.

La storia di Hazzard, abbastanza incredibilmente nasce nella realtà, dal traffico dei tempi del proibizionismo. Ma in verità nessuno se n’è mai curato troppo. Le trame sono semplici, i personaggi disegnati con la matita grossa del fumetto. Al centro di tutto c’è lei: quella favolosa Dodge Charger arancio (che arancio? ecco una questione interessante che abbiamo sviscerato in questo articolo) e le sue evoluzioni fantastiche. Fughe, sgommate, e soprattutto salti. Tantissimi salti che hanno distrutto tantissimi General Lee: una vera e propria strage, che abbiamo raccontato qui.
General Lee: migliaia di tentativi di imitazione, quasi tutti falliti
Ma se i General Lee che sono entrati nella produzione sono stati moltissimi, perlopiù uscendone dalla porta ingloriosa dello sfasciacarrozze, molti di più sono quelli rinati dalla passione degli appassionati di Hazzard: un vero telefilm cult, che continua ad andare e tornare dalle programmazioni, e soprattutto a nutrire una vastissima platea di fan, che si incontrano online e dal vivo. Per loro (e forse non solo) nessun traguardo è così ambito come quello di possedere un proprio General Lee personale.
Sono loro a monopolizzare il mercato ormai alquanto asfittico delle Dodge Charger d’epoca, per trasformarle con spese non indifferenti nell’oggetto dei loro sogni: un vero e perfetto clone di quella macchina che dopo aver attraversato con un balzo i teleschermi e la fantasia, si cerca di ricreare nella realtà nel modo più perfetto possibile. E, ahimé, spesso con scarsissimi risultati.
È una cosa che con un minimo di occhio e di sensibilità si può notare a prima vista. Ma se vogliamo affrontare la questione in modo più tecnico e più scientifico, forse è il caso di rivolgersi a qualcuno che del General Lee sa tutto, perché lo ha guidato in tutte le stagioni di Hazzard, dalla prima all’ultima, con un impegno così sincero da avere tracimato nella vita.
Forse è il caso di sentire Bo Luke, che non solo di Hazzard è stato protagonista, ma che di General Lee è diventato un cultore e un collezionista. Il video che vi proponiamo è un vero trattato sugli errori che occorre assolutamente evitare, se si vuole creare, da soli o con l’aiuto di un esperto carrozziere, il proprio General Lee.
General Lee, i cinque errori capitali
Se amate questa Dodge dal colore e dallo spirito inconfondibile, il video va visto dal primo all’ultimo fotogramma, perché Bo vi porta all’interno di un esemplare così perfetto da far venire l’acquolina in bocca, ripercorrendo i grandi passi falsi che ha visto compiere da collezionisti e appassionati che hanno cercato di emulare la “sua” macchina, uscendone con un inutile sgorbio.
Il General Lee non ha mai gli interni neri
Bo non è in grado di ricordare di che colore fossero gli interni del primo General Lee apparso nella serie. Forse potevano essere neri, un colore molto comune nella Dodge Charger. Quel che è certo è che mai quegli interni sono rimasti neri dopo che le macchine assumevano il loro definitivo colore arancio.

L’arancio vuole il colore capretto chiaro, e non ci sono alternative possibili. Sorry per i molti che hanno deciso altrimenti, senza consultare con attenzione i filmati della serie.
Il General Lee non ha mai il roll bar interno
La Dodge Charger è una grossa muscle car, del tipo che in Europa definiamo Coupé e che per gli americani è Fastback. Benché gli ingombri esterni siano notevoli, lo spazio interno per i passeggeri posteriori è tutt’altro che immenso. Ma i passeggeri devono entrare e, per quante acrobazie siano associate al General Lee, non c’è posto al suo interno per un roll bar. Un apprezzabile elemento di sicurezza, che però per i passeggeri posteriori sarebbe “a pain in the ass”. E chi vuol capire capisca,. Noi che siamo ragazzi educati ci asteniamo dalla traduzione.
Il lunotto posteriore è convesso, non concavo
Bo Duke ci conduce ad ammirare il lunotto posteriore del General Lee che deve assolutamente essere montato convesso, con la rotondità che punta verso l’esterno. Montare il vetro a rovescio, ovvero concavo, è un errore molto comune nelle repliche di General Lee. Un errore che non solo rovina l’originalità della macchina ma fa filtrare acqua all’interno, punendo doppiamente l’incauto montatore non filologico.
Lo specchietto lato passeggero
Molti acquistano una Charger del 1968 e pensano di utilizzarla tale e quale, incluso lo specchietto lato passeggero. Un errore capitale perché il modello 1969, quello usato nella serie non ha mai avuto lo specchietto lato passeggero. Nelle auto restaurate con scienza e coscienza, semplicemente, non potrà mai averlo. Se si parte da una Charger 1968 lo specchietto va eliminato senza alcuna pietà.
Troppo entusiasmo per l’arancio
L’arancio del General Lee è favoloso (a patto che sia quello giusto) ma non bisogna esagerare, il pannello posteriore dell’auto, quello che ospita gli stop e a cui è fissato il paraurti è e deve essere nero opaco.
Se ne possono discutere le ragioni e la logica. Ma è indiscutibile che così deve essere. Non c’è alternativa se non si vuole cadere in un errore tanto visibile quanto dilettantesco. Ma che fu commesso una volta persino nella produzione “vera”, con vero orrore di Bo. Si trattava di una specie di spin off e i producer che lo avevano realizzato furono licenziati per questo.
Il tappo sbagliato rovina tutto
Ammettiamo che qualcuno abbia seguito la via più filologica, facendo le ricerche più accurate, scegliendo gli interni giusti, senza farsi tentare da roll bar, specchietti e altri errori più o meno grossolani. Molto spesso anche i restauratori più attenti cadono su un ultimo fatale errore: il tappo della benzina.

Il modello 1969, l’unico vero e inimitabile General Lee, ha un tappo particolare con il bordo cromato e zigrinato e la scritta “fuel”. Le Dodge Charger di altre annate no, hanno solo un tappo. Cadere all’ultimo ostacolo per un misero tappo è la disgrazia peggiore che possa accedere a chi ha pensato di avere ricreato un perfetto General Lee.
Sfortunatamente capita a molti. E se capitate nei paraggi di Bo Duke non ve lo perdonerà facilmente. Anzi non ve lo perdonerà in nessun caso.
Dukes of Hazzard era un telefilm molto leggero, ma il General Lee è una questione decisamente seria, e senza compromessi possibili.
Antonio Pintér – copyright Boomerissimo.it


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