Dukes of Hazzard, generalmente, viene considerato più un simpatico cartone animato che una storia di misteri. Eppure un mistero c’è, e riguarda qualcosa che tutti abbiamo sempre avuto sotto gli occhi.
Ci sono cose in cui si rimane bambini per sempre, e forse è questa la ragione per cui non smetteranno mai di piacerci i film con molti pugni, molti spari o con belle corse di auto.

Specialmente quando una delle auto è una favolosa Dodge Charger arancio. Già, non so per voi, ma per me non ci sono mai state molte altre ragioni per guardare “Hazzard” se non il favoloso General Lee e le sue fantastiche evoluzioni.
Un lettore di Boomerissimo ha definito Dukes of Hazzard un “cartone animato girato con attori veri”. Non aveva nessuna intenzione di essere una critica. Anzi è un grande complimento.
Ma per quanto dentro di noi sia rimasto abbondante spazio per un irrisolto lato infantile (che non abbiamo peraltro nessuna intenzione di risolvere), il resto di noi è diventato adulto, analitico, e deve dare risposte a questioni di grande momento, quali ad esempio “qual era il vero colore del General Lee”. Sì, ok, arancio… ma quale arancio, quale numero di catalogo?
Se pensate che la questione sia di lana caprina, non siete evidentemente appassionati di auto storiche, gente che su un gruppo facebook può arrivare a prendersi a male parole e bannarsi a vicenda per la errata datazione di un fregio sulla calandra di una 600.
La risposta è dentro di te, ma è sbagliata
La risposta più logica, quella che molti appassionati si sono sempre dati senza nemmeno chiederselo, è che il General Lee fosse dipinto nell’arancio che Dodge utilizzava sulle Charger di quell’epoca, il leggendario “Hemi Orange”. Un colore che negli States è quasi altrettanto mitico del rosso Ferrari.
Come avrebbe detto Corrado Guzzanti “La risposta è dentro di te, ma è sbagliata”. A confermarcelo è stato nientemeno che Travis Bell, il più grande esperto di General Lee, un’autorità che è riuscita a scovare General Lee dimenticati e abbandonati più o meno famosi dappertutto, e ne ha raccontato la storia. Secondo Bell, l’Hemi Orange, il colore naturale del General Lee non riusciva bene in pellicola. Come sa chi ha lavorato almeno un po’ con cinema e fotografia, le emulsioni fotografiche sono capricciose, non sono ugualmente sensibili a tutti i colori, e la correzione a posteriori può arrivare solo fino a un certo punto.
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L’Hemi Orange, così glorioso dal vivo, in pellicola usciva inevitabilmente marronastro, per quanti sforzi facesse il direttore della fotografia ad esaltarlo con filtri e gelatine. Dolorosamente, la produzione dovette decidere di cambiarlo, e di trovare un punto di arancio che apparisse Hemi Orange nel teleschermo, e non solo dal vivo. Una piccola finzione cinematografica a fin di bene. Un inganno con cui ricostruire una verità impossibile, nella cruda realtà. La cosa a un certo punto filtrò e gli appassionati (sì, sempre quelli che si scambierebbero colpi di clava per difendere la loro interpretazione di un fregio di Fiat 600) cominciarono a porsi domande, e ovviamente a darsi battaglia.
Molte ipotesi nobili, tutte sbagliate
Qualcuno pensò che se l’arancio più ruggente del gruppo Chrysler non andava bene, la cosa più logica fosse andare a bussare dal più grande concorrente americano, General Motors, per rubacchiare un po’ di Hugger Orange, il fiammeggiante arancio di un’altra muscle car di classe: la Chevrolet Camaro.
Biiiiiip. Risposta sbagliata anche qui. Se l’Hemi Orange era troppo marrone, l’Hugger Orange, che pure fu provato, risultò altrettanto fallimentare nei provini. Troppo chiaro e flashante, prendeva riflessi da tutte le parti: un disastro.
Anche questa ferale notizia in qualche modo filtrò, e gli appassionati (sì, proprio loro, quelli che si azzannano al polpaccio per l’interpretazione di un fregio) cominciarono a convincersi che allora il colore prescelto dovesse essere il terzo arancio della trinità delle sportive americane: il Flame Red della Chevrolet Corvette. Ipotesi logica e autorevole, eppure il Flame Red è soltanto un “fuochino”. Il colore era discreto, ma non era proprio quello che la produzione aveva in mente, ovvero qualcosa che apparisse un perfetto Hemi Orange sullo schermo, anche senza esserlo.
A volte la risposta è a portata di mano: in un camioncino di delivery
Travis Bell che non a caso è l’autorità mondiale di riferimento, quando si parla di General Lee, ha messo a tacere tutte le voci di corridoio, le ipotesi, le risse tra passionati con uno-due terrificante e risolutivo.

Bell ha avuto modo di mettere le mani sul primo e originale General Lee (chi ama Hazzard e segue Boomerissimo sa che i General Lee necessari sono stati molti). E non ha affrontato la materia con la sensibilità personale, ma con uno scanner-temocolorimetro. La risposta è stata allo stesso tempo clamorosa e deludente. Il colore del General Lee, che qualcuno ha voluto definire “Bright Hemi Orange” (Hemi Orange Brillante) può molto più semplicemente ed esattamente essere definito “TNT Orange”.
Non perché sia esplosivo, ma perché è, o era, lo stesso dei camioncini del popolare corriere. Un colore che nessuna automobile in produzione aveva mai avuto. Ma che TNT aveva fatto produrre per verniciare i suoi camioncini e renderli unici e riconoscibili.
Quel che si dice un colore di bandiera, in termini di marketing. Sarebbe bastato aggiungere un’altra bandiera, quella confederata, per creare un mito automobilistico che ha ruggito in TV per ben sei stagioni.
E continua a farlo ogni anno, replica dopo replica, con quel fascino che i cartoni animati non perderanno mai, e poco importa se sono verniciati col colore di un umile camioncino di consegne.
Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.it


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