Il revisionismo che si è abbattuto come un fiume in piena su questi nostri anni, sta spazzando via una parte della nostra cultura popolare.
Tutto deve passare tra le strette maglie del politicamente corretto.

Una censura i cui censori non sono stati nominati da nessuna entità superiore, ma, nonostante ciò, si sentono pervasi dallo spirito distruttore del dio vendicatore o, più prosaicamente, dello spirito delle antiche genti romane infuriate contro Cartagine: Carthago delenda est. Non si è salvata Biancaneve e neanche John Wayne.
Western
Il western classico non era un genere per donzelle. Pellicole girate tra gli anni Trenta e Sessanta non fanno che riflettere l’epoca in cui hanno visto la luce. Bisogna guardarli in quell’ottica, la persona senziente saprà riconoscere la verità storica da una caratterizzazione di genere che ha visto la luce in anni in cui la società era diversa.
In quegli anni le donne erano rappresentate come mogli, madri, angeli del focolare o segretarie, perché la società imponeva quel cliché.

E’ stato un genere molto amato, che ha creato dei veri e propri miti, anzi uno su tutti, John Wayne. The Duke era un po’ come il personaggio che interpretava, uomo diretto, di idee discutibili, ma lì, in cinemascope, riempiva lo schermo. Quello che faceva nella sua vita privata, cosa pensava, non dovrebbe interessare lo spettatore più del giusto. Il suo ruolo era di intrattenere e questo sapeva farlo.
Molti artisti sono stati persone con parecchie ombre e noi di Boomerissimo, lo abbiamo raccontato.
Nel western alla John Wayne le situazioni si risolvevano a cazzotti e sparatorie, rimorsi pochi. Del resto le situazioni erano chiarissime. Da una parte i buoni e dall’altra i cattivi, che lo erano senza sfumature.
Il genere ha proliferato anche in televisione, con serie che hanno una base di fan che nessuno riesce a scalfire.
Bonanza
Tutti conosciamo la famiglia Cartwright, che viveva a Ponderosa, un ranch di 2000 kmq nel Nevada. La famiglia era formata dal padre Ben, e dai figli Hoss, Joe e Adam. La serie, andata in onda dal 1959 al 1973 per oltre quattrocento puntate è stato uno dei serial western più longevi ed amati della televisione.
Ciclicamente ritorna, per gli amanti del genere. Tra i suoi interpreti c’erano Lorne Greene, Pernell Roberts, Dan Blocker e quel Michael Landon che si sarebbe poi “messo in proprio” con La casa nella prateria.
Una serie al maschile, in cui come dice Aldo Grasso “mondo in cui il mito della mascolinità si fonde con quello della natura e della proprietà”. L’eroe non è più il pistolero solitario contro il mondo, ma la famiglia che difende ciò che è suo, anche con le armi, secondo il solido principio americano Stand-your-ground.
Lazzaro, bevi una birra!
Bonanza e John Wayne. Uniti. E no, non si tratta dell’uno che ha fatto da guest star nella serie tv, anche se Lorne Greene e John Wayne si sono incrociati per uno special televisivo in cui Greene interpretava George Washington e John Wayne…sé stesso.
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Il gruppo in speroni e Stetson si è ritrovato per lo spot di una birra negli anni Novanta. E no, non ci siamo sbagliati. Sappiamo che alcuni di loro erano già tra i più e ovviamente non sono risorti, ma grazie alla magia della tecnologia avanzata di quegli anni (anche senza AI) hanno potuto condividere il set.
Lo spot è quello della birra light (sigh) Coors. Scenario: bar frequentato da avventori testosteronici. Una coppia di costoro si siede davanti ad un paio di birre. Non le hanno ordinate loro, ma la cosa non fa alcuna differenza. Una voce fuori campo fa notare ai bestioni che le birre non sono le loro, al che uno dei due dice: “Who do you think you are? John Wayne?” Cambio di campo, voce riconoscibilissima: “No. That would be me.” Ed eccolo comparire, the Duke.
L’altro macho non si è voltato a guardare e risponde: “Yeah right, and I’m Ben Cartwright.” Inquadratura successiva e voce: “No. He’s over there.” Ed in effetti ecco lì il capostipite dei Cartwright accompagnato da tutti i figliuoli.
Testosterone respinto al mittente e birra per tutti.
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo


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