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Agente Speciale, la stagione scomparsa

Agente Speciale, la stagione scomparsa: un’assurda storia di televisione

John Steed ed Emma Peel, in Italia per molti anni sono stati “Agente Speciale” (The Avengers, nella versione originale). La stagione del debutto è stata vittima di un assurdo incidente. Non l’abbiamo mai vista e non potremo vederla mai più. 

Se torno con la memoria alle mie serate televisive di ragazzino, nulla, assolutamente nulla, è capace di competere con il magnetismo, il mistero e il fascino di una serie che aveva tutto per affascinarci. Era Agente Speciale, uno dei più grandi successi della televisione: sei stagioni indimenticabili prodotte dal 1961 al 1969 per la Associated British Corporation (nulla a che vedere con la ABC americana, che in comune ha solo la sigla,  e che ne comprò i diritti di trasmissione per gli States, ad una cifra mai pagata prima)

Agente Speciale, la stagione scomparsa
John Steed e Emma Peel, il momento d’oro di Agente Speciale – Boomerissimo.it

In Agente Speciale c’era quell’Inghilterra un po’ da cartolina che gli stranieri hanno sempre amato immaginare: ombrelli, bombette, strade di Londra, Jaguar. Col senno di poi abbiamo scoperto che, oltre che molta furbizia commerciale, c’era anche  molta autoironia in quel modo di rappresentare i tic della vecchia Londra. E soprattutto di metterli in competizione con i miti della nuova Londra, quella swingin london modernissima allora, e che modernissima è rimasta anche sessant’anni dopo. 

Il telefilm aveva due facce, per noi. Quella di John Steed, agente speciale in bombetta (Patrick McNee) e quella di Emma Peel (Diana Rigg). Uno rappresentava una sorniona tradizione, l’altra era il presente, non meno affascinante. Anzi per un ragazzino che seppur tardivo cominciava giusto allora a guardare l’altra metà del mondo, molto più interessante. 

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Emma Peel era fantastica, non c’è altra definizione. Arguta, intelligente, iperattiva, era una vera bomba sexy senza bisogno di mostrare un centimetro di pelle, senza un sorriso ammiccante, senza tette rifatte e senza voce cavernosa. Era puro magnetismo, quasi un’espressione di quella fantascienza glamour che occhieggiava qua e là nella storia.

Agente Speciale e il ruolo della donna 

Se la serie aveva come icona la bombetta e l’ombrello di John Steed la sua vera forza è stata proprio quella di trasformare il ruolo della donna. Sia con Diana Rigg/Emma Peel (l’unica che sia stata a lungo trasmessa in Italia) che con le colleghe che l’avevano preceduta, e che perlopiù lasciarono The Avengers per approdare a qualche capitolo della saga di James Bond, dove però il loro ruolo avrebbe finito per diventare molto più tradizionale. 

Agente Speciale a colori e la sua sigla italiana – Boomerissimo.it

Agente Speciale è stato per noi italiani un appuntamento fisso per molti anni. Ma delle ben sei stagioni, le ultime due a colori, ognuna delle quali eccezionalmente prolifica di episodi (26 per le prime 4, 24 per la quinta e ben 33 per la sesta), dalle nostre parti ne sono state trasmessi solo cinque. Oltretutto in modo molto, molto parziale (dieci episodi in tutto, prima della quarta stagione).

È un peccato perché The Avengers in bianco e nero è quello che rappresenta lo spirito più puro graffiante e interessante di questo mix di Londre solo apparentamente inconcilabili, ma unite nella lotta contro spionaggio, nemici internazionali e minacce fantascientifiche.

La stagione scomparsa, qualcosa di completamente diverso

Questo almeno è quello che abbiamo visto. Ma c’è anche una stagione che non abbiamo mai visto e non potremo vedere mai più. La prima, irrimediabilmente scomparsa. Una storia incredibile, anche se forse non così unica nella storia della televisione.

The Avengers: la quinta e sesta stagione furono realizzate a colori: un successo trionfale. Ma noi preferiamo le annate in bianco e nero – Boomerissimo.it

Agente Speciale, partì da premesse completamente diverse da quelle che ne hanno fatto la fortuna. La geniale mente che lo concepì era quella di Sidney Newman, che qualche anno dopo avrebbe creato Doctor Who.  L’idea di Newman era molto pratica: mettere a frutto la popolarità di un attore oggi completamente dimenticato, star di una serie oggi altrettanto dissolta dai radar della memoria: Police Surgeon. Si trattava in sostanza di realizzare una specie di sequel intorno a Ian Hendry. Il suo ruolo era sarebbe stato ancora quello di un medico, per non buttare via niente. 

John Steed/Macnee, l’agente segreto era solo un comprimario. Dalle sceneggiature che ci sono rimaste sappiamo che l’agente con bombetta non appariva nemmeno in tutti gli episodi. 

Si trattava insomma di serie completamente diversa, la cui storia era la vendetta di Hendry contro chi aveva rapito la sua fidanzata. Da qui nasce il titolo “The Avengers”, che senza la prima stagione è rimasto del tutto inspiegabile, visto che nessun’altra vendetta è mai stata consumata.

Perché il primo protagonista se n’è andato per sempre

La prima stagione si trascinò con un successo modesto: una serie come tante. Hendry, che non aveva bissato il successo di Police Surgeon si lasciò richiamare dalle sirene di un quasi-Bond, Casino Royale. Idea infelice per lui, perché la parte che doveva essere importante si ridusse a poche battute nel corso della produzione, e di Hendry non abbiamo sentito parlare mai più, o quasi. 

Agente Speciale, la stagione scomparsa
Ian Hendry vs. Diana Rigg: un confronto impossibile – Boomerissimo.it

Newman rimase senza sequel e fu costretto a rivedere tutto il progetto, centrandolo sul personaggio di John Steed e sul suo alter ego femminile. Un felice incidente che decretò il successo planetario della serie, e la sua immortalità.

La seconda stagione, ancora un po’ acerba, è comunque rimasta negli archivi e riappare di tanto in DVD e in streaming. Poi il successo crebbe di stagione in stagione fino alla vera apotesi dell’ultima, che decretò anche la fine di Agente Speciale. Un po’ per limiti di età visibilmente raggiunti, e molto per i costi di produzione, diventati faraonici

Della prima annata, invece, a parte tre episodi fortunosamente riversati in 16mm, non è rimasto niente. I saggi amministratori della Associated British Corporation, pensarono bene di riutilizzare i nastri per registrare sopra altre produzioni. Sì, ci registrarono sopra, come facevamo a casa con i VHS, quando capivamo non valeva la pena di conservarli. 

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Era una produzione realizzata in studio, quasi in diretta e con poco montaggio. Non c’era un granché da vedere, forse.  In ogni caso non potremo vederlo mai più. 

I più appassionati, al massimo potranno ascoltarlo, visto che dai testi originali è stato tratto un radiodramma o, come si dice oggi, un podcast

Ma pare che anche quello non sia dei migliori.

Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.it

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Comments (

5

)

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    […] Stylish sin dagli esordi, Moore non si accontentò di quanto potevano offrire i costumisti al suo personaggio. Chiese ed ottenne di avere al suo fianco i suoi sarti, Douglas Hayward e Cyril Castle che gli confezionavano camicie e completi su misura e su sua richiesta. Cosa che infastidiva Broccoli e non poco. […]

  2. Demonio

    Adoravo quella serie e stravedevo per Emma Peel!

    1. Antonio Pintér

      Io lo adoravo in bianco e nero. Dopo il colore non era più lo stesso, anche se era lo stesso Agente Speciale… Uno dei più bei telefilm mai dati

      1. Demonio

        Si vero ma anche perché era un qualcosa di diverso ed affascinante soprattutto per il ruolo della Peel che forse per la prima volta mostrava una donna emancipata e attiva, una che non doveva essere salvata ma che spesso anzi salvava l’uomo! Per me ha rappresentato sicuramente un modello!

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