L’uomo che ha dato alla pace una possibilità, che ha immaginato un mondo senza violenza e discriminazioni non incarnava le sue parole. L’uomo non era uguale al suo mito.
John Lennon è senza dubbio un personaggio peculiare. La sua opera di musicista e di artista è grande, importante, significativa.

Come spesso succede quando qualcuno muore, inizia l’opera di beatificazione del trapassato da parte di chi è rimasto. Vale non solo per le celebrità, ma anche per le persone comuni. L’essere passati a miglior vita (e chi lo dice che sia migliore?) fa guadagnare a tutti una sorta di benefit, uno sconto sulle azioni compiute in vita.
Non si parla male dei morti, recita un vecchio adagio, forse perché, se si ha qualcosa da dire è meglio dirla di persona, in vita, quando la controparte è ancora nelle capacità di reagire. E tantomeno se ne parla male quando il malcapitato che è nell’avversa condizione di essere defunto lo è diventato in modo violento.
Psicostasia
Uéééé che parolone da scomodare. Si tratta di una delle cerimonie più affascinanti narrate dal Libro dei morti degli antichi egizi. Anubi poneva il cuore del morto su un piatto della bilancia e sull’altro veniva posta una piuma. Se il cuore era più pesante, in quanto colpevole, il poveretto, già morto per di più, veniva divorato dalla Dea Ammit. Diversamente entrava nel mondo dei giusti. E se gli egizi davano molta importanza all’apprendimento di formule e regole per essere considerati giusti, altrettanto importante era la moralità, intesa come aiuto e rispetto per anziani e persone in stato di bisogno.
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John Lennon in fatto di slogan, formule e proclami non era secondo a nessuno. Gli anni Sessanta e Settanta, tra l’altro, erano gli anni della contestazione, degli scontri tra ideologie, dove ci si affrontava per le famose questioni di principio.
Lennon è stato l’emblema della non violenza, della pace tout court, del pacifismo, di un mondo alternativo libero da divisioni di qualsiasi genere. Questo ha fatto sì che sia diventato un santo laico, un guru della sua generazione, osannato, ammirato, imitato.
Ma gli uomini sono fallaci e, seppur credono alle parole che pronunciano, non sempre le interpretano al meglio, perché, come diceva qualcuno, lo spirito è forte, ma la carne è debole.
Il non violento picchiatore
Non è una scoperta recente e di certo i veri conoscitori di John Lennon ne sono a conoscenza, ma John Lennon non era nuovo ad atteggiamenti violenti verso le donne, ma non solo.
Le prove, nero su bianco, sono emerse dalla lettura dei documenti del divorzio dalla prima moglie, Cynthia. In particolare è emersa la testimonianza di una collaboratrice domestica che, all’epoca, viveva con la coppia, la signora Dorothy Jarlett.
La signora narrò senza mezzi termini che il beatle faceva uso di sostanze e, probabilmente sotto l’effetto delle stesse, cambiava spesso di umore. Era anche violento verbalmente con il figlio Julian di appena cinque anni. Cynthia ha anche narrato episodi in cui lei stessa è stata vittima di violenza da parte di John.
Litigavano spesso, soprattutto per il comportamento di John nei confronti di Julian. Un padre assente, spesso sotto l’effetto di droghe e poco accogliente nei confronti di suo figlio, questo il ritratto che ne viene fuori.
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Fu Lennon però a chiedere il divorzio, basando la richiesta su una presunta infedeltà di Cynthia. Motivazione che finì nel vuoto quando si scoprì che Yoko aspettava un bambino proprio da Lennon. Del resto la signora Jarlett aveva sorpreso i fedifraghi nel letto coniugale, un giorno che Cynthia era via. Una sentenza per il divorzio non ci fu, perché le parti arrivarono ad un accordo. Lennon non voleva pagare più di 75000 sterline di alimenti e si espresse chiaramente in merito: «What have you done to deserve it? Christ, it’s like winning the bloody pools!» Alla fine si accordarono per centomila sterline e la custodia del figlio. Passarono anni prima che John rivedesse Julian.
Carismatico, ma poco inclusivo
Il musicista carismatico ed impegnato è stato colto in un altro atteggiamento poco edificante. L’evidenza proviene da un video che gira da anni, ma che di recente ha suscitato reazioni violente nei confronti dell’ex beatle.
Il video, trasmesso da “It was all right in ’60”, programma della BBC, mostra Lennon che imita e prende in giro i disabili. L’atteggiamento di Lennon è stato definito “vergognoso e ripugnante” dalle associazioni che si occupano di assistenza ai disabili.
Ovviamente il video va contestualizzato. Negli anni Sessanta il concetto di inclusività non era inteso così come oggi. Fino agli anni Cinquanta chi aveva un disabile in casa tendeva a nasconderlo, era una sorta di marchio infamante. Le cose cominciarono a cambiare proprio tra gli anni Sessanta e Settanta. Ed è per questo che il video che mostra Lennon prendere in giro una parte importante della popolazione fa ancora più scandalo.
E qui ritorniamo alla psicostasia.
Antonietta Terraglia – Copyright Boomerissimo.it®


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