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Robin Williams, uno spot folle

Troppa grazia, Robin Williams: 13 minuti di spot completamente fuori di testa

Di Robin WIlliams abbiamo conosciuto molto. Ma è come testimonial pubblicitario che ha fatto letteralmente impazzire tutti.

Robin Williams era un attore, e un uomo, che non si poteva fare a meno di amare. Sempre più grande della parte, a volte minuscola, che gli era affidata. La sua energia incontenibile non era fatta per essere incasellata, per stare nei limiti.

Robin Williams, uno spot folle
Uno spot fuori di testa – Boomerissimo.it

Cominciò da una particina dentro Happy Days, per un capriccio del figlio del produttore, Gary Marshall. Il ragazzo aveva visto Star Wars, ne era diventato un entusiasta e massacrò la pazienza di suo padre fino al punto in cui lo convinse a far arrivare un extraterrestre a Milwakee.

L’idea era balorda come poche altre, l’extraterrestre trovato era improbabile, un artista pescato letteralmente per strada. Ma era Robin Williams, e quei pochi minuti senza molto senso cambiarono tutto. 

Convinsero la produzione di Happy Days a lanciare uno spin off. Uno dei molti. Nessuno ci credeva troppo, tanto che per riempire il teatro con un po’ di pubblico si arruolò persino il cast de La Casa della Prateria, uno show di successo, che si girava dall’altra parte della strada. I pionieri dello show di Michael Landon assistettero alla’esplosione della stella di Robin Williams. Sotto i loro occhi Mork & MIndy diventò il più grande successo della televisione. Un mostro di ascolti che attirava agli studios folle oceaniche, ansiose di vedere Williams all’opera, dal vivo, nelle sue performance imprevedibili e torrenziali. Mork diventò un fenomeno popolare, conquistò persino il football NFL. Era nata una stella, e tutti sapevano che era meravigliosamente pazza. Una bomba atomica da palcoscenico come non se ne erano mai viste.

Uno spot completamente folle

A dirigere Williams nell’avventura di Mork & Mindy era un personaggio assai meno noto, ma non per questo meno abile: il regista Howard Storm, un volpone di lungo corso, che gli studios avevano scelto per cercare di imbrigliare la vulcanica star. All’attivo di Storm c’erano serie notissime, una fra tutte Laverne e Shirley. Ma nessuna era mai stata così impegnativa, quasi impossibile come quell’otto volante ingovernabile di Mork & Mindy. Nessuno sapeva mai cosa stava per succedere, cosa Williams si sarebbe inventato. E non solo sul set: nei camerini, nelle pause, tra un ciak e l’altro. Un delirio totale. 

Robin Williams spot folle
Howard Storm e l’incontenibile Robin Williams – Boomerissimo.it

Tutti nello show business conoscevano quella follia e quando Howard Storm decise di passare dalle televisione agli spot pubblicitari, penso di avere in mano l’idea vincente per impressionare agenzie e clienti. Avrebbe mostrato a loro che lui, e non altri, era il regista capace di dirigere Robin Williams. E se riusciva a dirigere Mork e Mindy, avrebbe potuto dirigere anche qualsiasi altra cosa. 

Si trattava di uno spot che in gergo tecnico si definisce “Business to Business”, ovvero diretto ad aziende e non al largo pubblico. Uno spot semplice e quasi elementare, che Storm avrebbe potuto mostrare alle agenzie di pubblicità e che lo avrebbe aiutato ad ottenere un sacco di lavoro. Un sacco di spot da girare.

“Howard Storm adesso dirige commercial. E se riesce a lavorare con me, può davvero fare tutto”
–Robin Williams

Storm conosceva Williams a sufficienza per sapere che tutto quello che sembrava semplice sulla carta, difficilmente lo sarebbe stato anche nella realtà. L’unico modo per fare lavorare questo genio completamente fuori da ogni schema era lasciarlo fare le sue cose durante le prove, lasciarlo improvvisare e inventare fino a sfiancarlo a sufficienza per cominciare effettivamente a girare quello che andava girato. 

Era come trattare un’arancia: una volta matura al regista toccava sbucciarla un po’ alla volta, per ottenere alla fine esattamente quello che voleva. Fargli dire quella semplice battuta, che gli serviva per il suo commercial autopromozionale non sarebbe stato assolutamente facile. Abbiamo la fortuna di poter vivere questo processo come se fossimo stati lì.

Robin Williams nello spot più folle di sempre – Boomerissimo.it

Per dire  “Howard Storm is now directing commercials. If he can work with me, he can work with anyone.”, Robin Williams impiegò ben 13 minuti, e sono rimasti registrati tutti. Howard Storm disse “motore” e mise tutto su pellicola, fino all’ultimo fotogramma, sapendo che sarebbe stato impossibile prevedere il momento buono. Sono i 13 minuti più folli della storia della della pubblicità. Williams gira intorno alla sua parte inventando storie, personaggi, accenti, tic, movenze assurde, caricature, imitazioni. 

Sono 13 minuti di un Robin Williams stellare, inimmaginabile, incredibile, completamente fuori di testa. Si possono guardare tutti d’un fiato o balzando su un fotogramma a caso. Sarà sempre lo stesso, incredibile, Robin Williams. Averli è una grande fortuna e prova esattamente il punto che Howard Storm voleva dimostrare.

C’era solo un regista capace di lavorare con Robin Williams, estraendo tutta la sua verve. Ma girando anche esattamente quello che andava girato. 

Un’impresa acrobatica e praticamente impossibile per chiunque. Ma non per Howard Storm. Uno che riusciva a dirigere Robin Williams, poteva arrivare dappertutto. Anche a diventare un regista pubblicitario di successo. E lo diventò.

Punto, set e match per Howard Storm, e per il suo genialissimo complice. 

Antonio Pintér – copyright Boomerissimo.it

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  1. Robin Williams e l’abilità a dire parolacce – Boomerissimo

    […] primitive. L’idea era una base perfetta per Robin Williams che in questo modo poteva mostrare il suo incredibile talento nell’andare in loop su qualsiasi cosa: cultura pop, politica e praticamente ogni altro argomento immaginabile. L’idea di un alieno […]

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