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Bud Spencer e le sue auto

Bud Spencer e le auto: non c’era solo la Dune Buggy

Quando parliamo di Bud Spencer viene in mente subito il suo doppio, Terence Hill. Ma l’attore ha avuto molte altre partner scattanti.

Come coppia erano imbattibili, Bud Spencer e Terence Hill, la forza allo stato puro e la scaltrezza. Anche dal punto di vista cromatico erano ben assortiti, moro e mediterraneo l’uno e biondo e dall’aspetto teutonico l’altro.

Bud Spencer e le sue auto
Bud Spencer e le sue auto – Boomerissimo.it

Due opposti destinati ad incontrarsi e, nel loro caso a stabilire non solo un efficace sodalizio artistico, ma anche una solida amicizia.

La  coppia

Il nome d’arte anglosassone risale ai tempi in cui per gli italiani era più “figo” e professionalmente spendibile avere nomi esportabili, soprattutto per gli spaghetti western. Carlo Pedersoli e Mario Girotti non avrebbero avuto molte chance sul mercato americano.

La coppia Spencer Hill
Bud Spencer e Terence Hill – Boomerissimo.it

Mario Girotti deve il suo aspetto nordico alle sue ascendenze tedesche. La mamma, Hildegard, infatti, era di Dresda ed in un paesino poco distante dalla città della Sassonia, Mario ha vissuto la prima infanzia.

Carlo Pedersoli, invece, napoletano con ascendenze bresciane, si trasferisce ben presto a Roma. Ed è nella capitale che i due si incontreranno, cinematograficamente parlando, per un caso fortuito. Hill fu chiamato a sostituire il protagonista designato per Dio perdona… io no, infortunato per un incidente con…la fidanzata.

Bud solista

Ma i due hanno avuto una carriera luminosa anche al di fuori della coppia. In particolare Bud ha collezionato successi su successi grazie alla saga di Piedone lo sbirro, poliziotto napoletano dai modi alquanto spicci.

La saga si compone di quattro episodi, Piedone lo sbirro, Piedone a Hong Kong, Piedone l’Africano e Piedone d’Egitto. La regia di tutta la tetralogia era di Steno, un maestro indiscusso della commedia.

Pedersoli se l’è cavata egregiamente nei panni dello “sbirro” napoletano, tanto che il primo episodio, del 1973, si piazzò al decimo posto di quell’anno per incassi al botteghino. Ed erano tempi in cui al cinema si andava.

Un inseguimento da ricordare

E se l’auto più nota, ricordata, osannata, riproposta in tutte le salse, legata all’immagine di Bud Spencer (e Terence Hill) è la dune buggy Puma rossa con la capote gialla di Altrimenti ci arrabbiamo, c’è un’altra auto, anzi due che Bud Spencer ha reso famose grazie ad un fantastico inseguimento: la Lamborghini Espada e la Fiat 130 coupé.

Nel primo film della serie, il vice commissario Rizzo, detto Piedone, ha un diverbio con un boss della camorra, “‘O Barone”, interpretato da Angelo Infanti, orgoglioso proprietario di una Lamborghini Espada rossa.

La Espada era un coupé fastback derivato dalla Marzal, la prima auto del Toro a 4 posti. Il motore, anteriore, era un V12 3929 cm³ alimentato da sei carburatori. L’auto, che superava in scioltezza di 240 km/h, aveva gli interni spaziosi ed estremamente ricercati. Il lusso non si lesinava, tutto era in materiali preziosi, legno e pelle la facevano da padroni. Insomma un’auto perfetta per un boss. Il suo costo all’epoca si aggirava intorno ai  577.000.00 milioni di lire, prezzo che all’epoca (e anche oggi) pochi privilegiati sono in  grado di pagare.

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Ecco un assaggio della caccia al boss – Boomerissimo.it

Quello che è assurdo nell’inseguimento, che Fast & Furious nemmeno lo vede, è che il vice commissario si lancia alla caccia di O’ Barone a bordo di una più modesta Fiat 130 coupé lungo le strade e le salite di Napoli. Per carità nobile auto della casa automobilistica torinese (allora), ma decisamente meno sportiva e più pesante rispetto alla Espada.

Con un più che dignitoso motore da 3235 cm³ ed una potenza di di 160 CV, la Fiat dichiarava per questa vettura una velocità massima di 190 km/h.

Quello che ci lascia perplessi è come Piedone abbia potuto avere ragione, motoristicamente parlando, della Espada. Per il resto, bastavano i suoi cazzotti.

Antonietta Terraglia – Copyright Boomerissimo

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3

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