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Sinatra Crosby pipe

Frank Sinatra, Bing Crosby e gli altri: pipa, amore e guai

Amori facili, amori difficili. Quello per la pipa decisamente ha le sue sfide e per vincere non basta essere The Voice

Scrivere questo articolo qualche anno fa sarebbe stato molto più semplice di quanto lo sia oggi. Passa il tempo e il nostro mondo invece di diventare più libero e disinibito, più incline al piacere e meno al moralismo, sembra inclinare sempre più verso un bacchettonismo censorio e persecutorio

Sinatra Crosby pipe
Bing Crosby, Frank SInatra e la pipa – Boomerissimo.it

Intendiamoci, non c’è nulla di particolarmente nobile nel vizio del fumo, da cui molti cercano di liberarsi, e con qualche solida ragione medica. Resta il fatto che la vita è fatta anche di piccoli piaceri, non tutti così logici e salutari, e sarebbe bello poterne parlare senza rischiare la messa al bando dal consesso civile, oggi elettronicamente rappresentato dai software di moderazione automatica, integrati da occhiute commissioni censorie che cercano di tenere le comunità digitali lontane da abitudini deprecabili e pericolose. 

Il Grande Fratello è già qui, e speriamo che ce la mandi buoni. Se riuscirete a leggere questo articolo è perché l’autore, vizioso inveterato, è riuscito a navigare con abilità tra le invisibili linee rosse dei nostri amici californiani, gente che ha tutta l’intenzione di prolungarci la vita il più possibile, a patto che la viviamo come se fossimo già morti. 

Chi scrive è uno che non si è mai considerato un fumatore, benché fumi da quasi una cinquantina d’anni. Il segreto è nel fatto che invece (o per meglio dire accanto) alla “snella seduttrice” avvolta in carta bianca, di cui abbiamo parlato a proposito della spia più famosa del mondo, e del suo autore, ucciso appunto dall’eccessivo amore per bottiglia e sigarette, ha sempre preferito un rapporto col tabacco più lento, più consapevole, secondo qualcuno più sostenibile e certamente più piacevole: quello con la pipa

Gioventù e pipa, un connubio difficile anche per Sinatra – Boomerissimo.it

Fumo la pipa da quando avevo 16 anni e mi è sempre piaciuta al punto da fumarla di nascosto, al chiuso, consapevole che l’oggetto mal si combina con l’adolescenza e, invece che farti sembrare riflessivo e maturo rischia più di farti apparire un cretino. La gioventù eccessiva è però una malattia dalla quale si guarisce inevitabilmente, col tempo. Dopo qualche anno ho finalmente potuto apprezzare lo splendido oggetto e goderne i piaceri, avendo nel frattempo imparato a farlo. Perché la pipa è un piacere sì, ma che richiede determinazione e non si concede al primo tentativo. Si soffre molto prima di ricavarne qualcosa, e questa è un po’ la dannazione da cui nasce questo articolo. 

Perché Frank Sinatra non fumava la pipa?

Ci sono personaggi che per qualcuno di noi hanno rappresentato modelli di stile, di eleganza ed entro cerchi limiti (prendiamo con le molle certi aspetti che è sempre stato giusto considerare un po’ tossici) anche di mascolinità.

Frank Sinatra e il suo amore complicato – Boomerissimo.it

Gente che aveva fatto della smoking jacket e del modo giusto (non ulteriormente perfezionabile) di sorseggiare Jack Daniels un’arte a sé. Frank Sinatra sarebbe stato perfetto con una pipa in bocca. Ma la pipa richiede tempo, calma, nervi distesi. Tutte cose di cui il grande Frank ha sempre avuto poca disponibiltà. Per quanto riguarda il lato puramente estetico, Frank non aveva forse bisogno di ulteriori accessori per incrementare il suo fascino. 

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Di lui esiste qualche foto con la pipa (e sono spesso pipe prestigiose), di solito scattate durante le pause delle riprese di qualche film (impresa lentissima e noiosissima, per chi ha avuto modo di provarla). Lì, negli interminabili e inspiegabili intervalli in cui non si capisce bene cosa debba succedere perché si possa andare avanti, in quelle interruzioni spazio-tempo che, posso scommetterci, davano a Ol’Blue Eyes l’itterizia, Frank SInatra provò a fumare la pipa. 

Sinatra e la pipa, più una posa (rara) che una passione – Boomerissimo.it

Lo si vede soddisfatto, come un bambino che muove i primi passi. Ma tra quei primi passi e il piacere di correre (o anche solo di passeggiare) ogni appassionato di pipa sa che c’è una grande distanza, che Frankie non ha mai colmato. Non avendo mai nemmeno provato a smettere di fumare le sue Camel, non ebbe nemmeno il principale incentivo che porta molti (anche se perlopiù in modo del tutto illusorio) dalle sigarette alla pipa. La pipa di Sinatra è rimasta un prop, un oggetto di scena nel linguaggio cinematografico. E da lì non riuscì mai ad andare avanti. 

Bing Crosby: un’idea molto personale della pipa

Ben diverso il caso di Bing Crosby, che per Sinatra fu in quelche modo un modello. Viene spesso definito il primo crooner, insieme a Rudy Vallée e Russ Columbo. L’uomo che durante gli anni ’30, una mezza generazione prima di Sinatra, rivoluzionò il modo di cantare imponendo la presenza di un microfono nei suoi concerti. Una cosa ancora insolita in un’epoca, dominata da uno stile canoro urlato e declamatorio, che doveva qualcosa all’opera e molto alle fiere di paese.

Sinatra Crosby pipe
Bing Crosby e il suo caratteristico “shape” di pipa (Peterson Pipe notes) – Boomerissimo.it

Crosby aveva la coolness nel sangue. Come me, fumava di tutto, ma per la pipa aveva la passione più profonda di tutte. E siccome in quel tempo lontano la pipa era ancora un oggetto popolare, di massa, che si vendeva a milioni di pezzi, della pipa fu anche un influencer e un testimonial. 

La sua preferita era una semplice billiard (la pipa per antomasia) ma non massiccia come quella che abbiamo associato alla figura altrettanto incombrante di Maigret. Ma snella , slanciata, dalla canna stretta e allungata. Non il modello che si definisce “Canadian” e che il cannello ce l’ha sì lungo ma ovale. Ma una cosa tutta sua e molto particolare, a canna tonda e delle proporzioni di una matita (per noi malati del settore, si chiama appunto “pencil shank”). 

Sinatra Crosby pipe
Bing Crosby influencer – Boomerissimo.it

Era una pipa che si accordava alla sua figura, che aveva qualcosa di cicognesco, l’ennesima dimostrazione che tra l’uomo (o la donna) e i suoi accessori di stile, deve esistere una certa risonanza estetica. Nel caso della forma di pipa che oggi chiamiamo “Bing Crosby”, quella risonanza era prodonda. Ne fece anche un business, sviluppando a Rossi di Barasso, il marchio varesotto che a quel tempo era la più grande fabbrica di quegli oggetti da fumo che il mondo avesse mai visto, una pipa del suo modello. Ma dai contenuti tecnologici mirabolanti: una lunga billiard con l’inedito “controllo termostatico Crosby”. Come un po’ in tutte le pipe dell’epoca, l’intento di assicurare “il fumo più fresco e più asciutto che mai”.

Frank Sinatra e Bing Crosby, due modi di amare la pipa – Boomerissimo.it

Sul fatto che ci sia riuscita, come per tutti i sistemi geniali di quel tipo, avrei qualche dubbio. Resta il fatto che l’oggetto era ingegneristicamente notevole perché all’interno del lungo e sottile cannello c’era un lungo filtro in balsa che comunicava con l’esterno attraverso 15 microfori disposti sui lati e sulla parte superiore. Per gli ideatori, questi accorgimenti avrebbero assicurato “l’assenza di umidità dal fondo del fornello, un fumo più gradevole e fresco, l’eliminazione delle impurità del tabacco lasciandone intatto il gusto e una protezione alla salute dei fumatori”. Crediamoci. Ma ne vendettoro comunque parecchie, che era poi l’obiettivo principale.

Più avanti nel tempo, Savinelli ha dedicato a Bing Crosby una serie chiamata “ “Bing’s Favorite”, un modello diritto con bocchino semi-lungo, sul quale è marcata la testa di una mazza da golf. Un modello che ad avviso dello scrivente ha poco a che vedere con la vera “Bing” e molto con la triste decadenza stilistica del marchio Savinelli, amatissimo da mio padre ma ormai, ahimé, irriconoscibile. 

Nonostante il suo fascino indiscutibile, nonostante la sua immagine “classica” la pipa non ha poi fatto molta strada nel mondo delle grande voci. I suoi ritmi e il suo spirito mal si conciliano con la frenesia dello show business. La fumava Fred Astaire ma nessuno tra i grandi che amiamo, da Dean Martin, a Sammy Davis Jr. a Yves Montand, è mai andato oltre qualche foto di scena, proprio come Frank Sinatra. 

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La pipa è rimasta un’abitudine per gente che riflette (o quantomeno si suppone che dovrebbe farlo, visto che scrive). Molto meno per cantanti, musicisti, attori.

“I fumatori di pipa passano così tanto tempo a pulire, caricare e cincischiare la loro pipa, che non hanno il tempo di mettersi nei guai.”
— Bill Vaughan

Per noi, animali da penna da tastiera, la pipa è stato spesso una compagnia ideale, silenziosa, quasi necessaria. Per gente abituata a muoversi nell’oscurità e nelle emozioni di un night club, i guai sono rimasti di gran lunga preferibili. 

Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.it

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